21.2.17

PALAZZO CHIGI HA FINANZIATO LA PROSTITUZIONE OMOSESSUALE

di Gianni Lannes

Dopo il tentativo di sdoganamento morale e giuridico della pedofilia, dopo i loro impuniti e porci comodi, salta fuori che la presidenza del consiglio dei ministri (nell’era Monti, Letta, Renzi & Gentiloni, vale a dire di governi imposti dall'illegittimo ex inquilino del Quirinale Giorgio Napolitano, secondo il pronunciamento della Corte costituzionale numero 1 del 2014) ha finanziato un’associazione di gay dedita alla prostituzione e a pratiche sessuali aberranti.


L’ufficio antidiscriminazioni razziali della presidenza del consiglio dei ministri è nella bufera dopo le polemiche sui finanziamenti ad associazioni gay. Il suo direttore Francesco Spano è stato costretto dalle circostanze a dimettersi ieri sera, dopo un teso colloquio proprio a Palazzo Chigi con il sottosegretario Maria Elena Boschi. Meglio tardi che mai. In una nota Palazzo Chigi sottolinea che «disporrà la sospensione in autotutela del bando di assegnazione oggetto dell’inchiesta giornalistica delle Iene per effettuare le ulteriori opportune verifiche». Infatti, un servizio delle Iene andato in onda domenica scorsa, in cui si accusa l’Unar di aver finanziato un’associazione di individui omosessuali, a cui fanno capo circoli nei quali si praticherebbe prostituzione maschile, il direttore dell’ufficio è socio di questa associazione e dunque, secondo le accuse, in palese conflitto di interessi.

Comunque, il governo italiano, dopo aver assicurato una copertura al Forteto in Toscana, dove si violentavano i minori con l'avallo del Tribunali dei minori di Firenze nonché di altre istituzioni e magistrati, durante la XVII legislatura (in corso) non ha risposto ad una quarantina di atti parlamentari (interpellanze ed interrogazioni) sul fenomeno della pedofilia e sulla violenza contro i minori in Italia. Peraltro, sia Renzi che Gentiloni non hanno presentato al Parlamento, come prescrivono le normative vigenti, la relazione annuale su questo fenomeno.

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