28.2.17

MANFREDONIA: REGALATI A BARI ANCHE I PORTI



 

di Gianni Lannes

C’era una volta tanto tempo fa, prima della conquista romana, un porto fiorente di una città indipendente che ora l'Energas/Kuwait Petroleum vuole distruggere definitivamente, grazie anche al sostegno sottobanco di certi politicanti venduti al miglior offerente. Lo attestano documenti storici e presidi archeologici. Ancora due secoli fa, certificano i dati dell’archivio di Stato a Foggia, da Manfredonia partivano i bastimenti carichi dell’antico e prezioso grano “Saragolla” coltivato nel Tavoliere della Daunia.

Poi sbarcò l’Eni nel 1969 e fu la fine di un paradiso fra terra e mare. In cambio della rapina che perdura del metano, rubato dal sottosuolo dei Monti Dauni (attualmente sono operativi 128 pozzi e due centrali turbogas a Candela e a San Severo) i boiardi di Stato (tra cui Vincenzo Russo) impiantarono un pericoloso petrolchimico. I suoi veleni scaricati in gran segreto sulla terraferma e nel Golfo non sono stati ancora bonificati, nonostante i sostanziosi finanziamenti pubblici alla Syndial, ovvero all'Eni. 

La gente, nel frattempo seguita ammalarsi e a morire, mentre impazza anche il carnevale. Nell'affare festaiolo l'amministrazione comunale capeggiata dal Riccardi ha appena sperperato 200 mila euro di quattrini pubblici (delibera di giunta comunale numero 23 del 31 gennaio 2017). Perché non utilizzare quella ingente somma di denaro per dare agli studenti scuole civili? Il liceo classico e quello scientifico scelleratamente accorpati di recente, convivono in un prefabbricato risalente agli anni '70. E' una vergogna. Se avessi un figlio in quell'istituto farei dimettere il sindaco in un minuto.

Il ministro dei Trasporti, tale Bianchi del centro-sinistra, con decreto ministeriale numero 183 del 19 novembre 2007, ha esteso la circoscrizione dell'Autorità Portuale di Bari al porto di Manfredonia nonché ai porti di Barletta e Monopoli, ma non a Molfetta che vanta un traffico merci inferiore a Manfredonia.

 





Nello statuto dell’Autorità Portuale del Basso Adriatico  vi è un comma, un articolo, un virgolettato, per il quale "le sub autorità hanno solo parere di consultivo e non di veto”. Vale a dire che decide Bari. Manfredonia, dunque, è una sotto colonia e non figura neppure nel logo presente sul portale online. Infatti, dopo essere stato declassato, il porto locale dove approdano prevalentemente portarinfuse di grano inquinato, non rientra nel piano strategico nazionale e nell'ultimo piano operativo triennale.

Se Rosi fosse ancora vivo avrebbe potuto girare proprio in loco il seguito del film Le mani sulla città.
 
Più recentemente il sindaco pro tempore del partito democratico Riccardi Angelo (sotto processo a Pescara per gravi reati penali) ha di fatto donato a Bari l’autonomia portuale di Manfredonia, che pure ha tre porti (industriale, peschereccio e turistico), dopo aver lasciato distruggere le scogliere comunali e fatto erigere inutili quanto pericolosi frangiflutti. Una città che volta le spalle al mare non ha vita né futuro.


riferimenti:

http://www.aplevante.org/component/jdownloads/send/2-documenti-in-evidenza/2-piano-strategico-nazionale-della-portualita-e-della-logistica 

http://www.aplevante.org/component/jdownloads/send/2-documenti-in-evidenza/5-piano-operativo-triennale-2014-2016 

http://www.aplevante.org/ 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=MANFREDONIA 





                                          
















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