20.2.17

IL VASO DI PANDORA A MANFREDONIA



di Gianni Lannes

Il 4 febbraio scorso il consigliere comunale De Luca a me sconosciuto fino a quel momento, con straordinaria sincronicità ha fatto pubblicare un suo intervento sui giornali locali Manfredonia News e Stato Quotidiano. Si tratta, alla luce dei fatti e non delle mere opinioni di parte, di un infruttuoso tentativo di screditare chi gratuitamente e disinteressatamente sta semplicemente cercando di fare luce e dare una mano alla meravigliosa città ai piedi del Gargano, fondata nel 1256 da Manfredi, figlio prediletto di Federico II di Svevia (Puer Apuliae). Qui è nato il mio trisnonno Carlo duecento anni fa. Qui sono sepolte le mie radici.

I direttori responsabili delle rispettive testate (Di Sabato e De Filippo) hanno impiegato più di due settimane, dopo il mio annuncio di ricorrere alle vie legali per pubblicare finalmente la mia replica (nel caso di Stato Quotidiano addirittura distorta ed incompleta). Secondo la legge avrebbero dovuto controllare prima della pubblicazione, le esternazioni diffamatorie e calunniatorie del sig. De Luca, marito dell’avvocatessa Starace, invece le hanno pubblicate integralmente, mentre volevano censurare il mio pensiero rigorosamente documentato, facendo finta di niente per due settimane consecutive. I giornali hanno il dovere deontologico di pubblicare notizie vere e documentate (chi, cosa, come, quando, perché) ma non di alimentare la macchina del fango, ed ospitare banner pubblicitari relativi ad un carnevale finanziato con 200 mila euro (35 mila euro a Simona Ventura per una comparsata) da un Comune ridotto alla bancarotta (secondo due note della Corte dei Conti), in una città dove più della metà della popolazione non ha lavoro e/o ha un impiego in nero. Comunque, tutto ha un limite: adesso la mia pazienza è terminata. Non si faranno prigioneri tra quelli che hanno disastrato Manfredonia negli ultimi 20 anni. Sono grato al professor Italo Magno per essere prontamente intervenuto in mia difesa, e ringrazio gli innumerevoli cittadini che mi hanno espresso una concreta solidarietà.

A chi diffama, calunnia o addirittura minaccia chi osa aprire il vaso di Pandora, consiglio spassionatamente di fare molta ma parecchia attenzione, soprattutto di stare molto ma molto attenti, perché questo non è uno scherzo di carnevale e ne va della vita dell’intera popolazione. Se il signor De Luca o chiunque altro vuole interloquire in senso dialettico e costruttivo, sarò ben lieto di ascoltarlo, ma sia chiaro, non consento ad anima viva di offendermi.

Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio ma di chi ci sta davanti.

riferimenti:

De Luca:





  





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