28.2.17

EMILIANO: “POLITICI A COSTO ZERO”

di Gianni Lannes

«Sono per la eliminazione totale degli stipendi dei politici. Li vorrei eliminare completamente. Nella costituzione cubana è previsto. Dovevano essere sostituiti da un’indennità. Con questo sistema risolveremmo ogni polemica» sbotta pubblicamente Michele Emiliano impegnato nella lotta contro Renzi alla poltrona da segretario nazionale del partito democratico. Emiliano (magistrato comodamente in aspettativa), è sotto indagine del Consiglio superiore della magistratura perché accusato di essere iscritto al piddì. Perché non si dimette da giudice e da presidente regionale?

Per coerenza parta dalla Puglia dove i politicanti intascano più soldoni pubblici che in ogni altra regione italiana, tanto per dimostrare un minimo di coerenza e non sproloquiare a casaccio, visto che in Puglia è latitante sulle questioni nodali, come ad esempio l'Energas-Kuwait Petroleum. Il presidente Emiliano aveva promesso pubblicamente di annullare in autotutela la delibera (1361 del 5 giugno 2015) favorevole agli speculatori firmata dal suo predecessore, il sedicente ecologista Nichi Vendola, ma invece niente. Ora, però, sarà diffidato da cittadine e cittadini di Manfredonia.


Comunque, sovente la sfacciataggine non ha limiti. A volte diventa una vera e propria dote istituzionale come è accaduto per esempio in Puglia.  Singolare coincidenza: nel settembre 2016 il consiglio regionale - nell’era Emiliano - ha provveduto all’adeguamento Irpef dei vitalizi in pagamento. In un amen i 206 ex consiglieri regionali (costo annuo di 14 milioni di euro) si sono trovati in busta paga qualche centinaio di euro in più al mese. In questo caso le tasse sono state tagliate soltanto ed esclusivamente per gli ex consiglieri della regione Puglia, quelli che per pochi anni di “lavoro” (si fa per dire), arrivano ad intascare come se niente fosse ben 10 mila euro al mese. Insomma, parassiti senza vergogna.


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