19.1.17

RICCARDI ANGELO: IL SINDACO SOTTO PROCESSO DEL PARTITO DEMOCRATICO SULLA POLTRONA DELLA PROVINCIA DI FOGGIA

di Antonio Santoro

Oggi sull’edizione di Capitanata della Gazzetta del Mezzogiorno il cronista Fillippo Santigliano ha scritto: «il Partito democratico, con un tempismo senza precedenti, appena qualche ora dopo la proclamazione degli eletti, ha rivendicato la vicepresidenza dell’ente di piazza XX settembre per il sindaco di Manfredonia, Riccardi, che alcuni vedrebbero già scalpitare per le prossime politiche (2017 o 2018 non ha importanza). Tutor della richiesta è Piemontese, segretario provinciale del partito, ed assessore regionale al Bilancio».

Angelo Riccardi l’attuale “primo cittadino” pro tempore della città fondata da re Manfredi, è attualmente sotto processo a Pescara con l’accusa giudiziaria di corruzione e peculato per aver tentato di comprare degli esami universitari, lui che ha acquisito il diploma di geometra all’istituto Kennedy. Alcuni coimputati che hanno richiesto il rito abbreviato sono già stati condannati in primo grado, ora si attende la sentenza anche per l’esponente del piddì. In base alle regole del partito democratico, il Riccardi dovrebbe dimettersi, invece è ancora ambiziosamente in scena; il personaggio è in poltrona dagli anni ’90, quando figurava come assessore nella giunta comunale Prencipe, e poi ha ricoperto la carica di assessore provinciale nonché di consigliere regionale.

Nel 2016 in due comunicazioni ufficiali la Corte dei Conti ha mosso numerosi rilievi sui bilanci colabrodo del municipio manfredoniano, retto dal Riccardi al suo secondo mandato consecutivo, dopo aver preso il testimone dal compagno di partito Paolo Campo. I debiti ammonterebbero a circa 70 milioni di euro, tant’è il sindaco tra una carnevalata e l’altra, ha pensato di aumentare a carico delle famiglie il contributo economico per accedere alla mensa scolastica dei bambini. Le malefatte del “supereroe” sono innumerevoli come l’ambigua posizione sull’operazione speculativa dell’Energas/Kuwait Petroleum, smascherata da un’inchiesta giornalistica di Gianni Lannes (ad esempio l’assunzione diretta da parte del sindaco, esattamente il 21 marzo 2016 dell’ingegner Antonello Antonicelli, lo stesso che all’assessorato regionale all’ecologia ha redatto il parere tecnico di compatibilità ambientale per il gigantesco impianto di gas a petrolio liquefatto, alla base della delibera di giunta numero 1361 del 5 giugno 2015, a firma di Nichi Vendola). 

A proposito: dov’è la prova che l’esposto indirizzato a Bruxelles sia mai stato depositato? L’europarlamentare del partito democratico Elena Gentile ha comunicato al dottor Lannes di non avere quel documento, comunque insignificante. Altra poteva essere la denuncia, ovvero la mancata bonifica dell’inquinamento provocato dall’Eni e delle gravi conseguenze sanitarie a danno dell’ignara popolazione. Comunque a Bruxelles, alla Commissione Ambiente, nello staff del commissario Karmenu Vella, Angelo Riccardi è praticamente uno sconosciuto. Infine, dove sono i biglietti di viaggio aereo dall’Italia in Belgio,  rimborsati al Riccardi dalle casse comunali con 720 euro? Se Angelo Riccardi non tira fuori subito i predetti atti, ha mentito spudoratamente e dovrà risponderne all’autorità giudiziaria, ma soprattutto alla popolazione di Manfredonia per alto tradimento.




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