27.1.17

I VESCOVI: "IL FALLIMENTO DELLA POLITICA ITALIANA!"



di Gianni Lannes

Tra i problemi ai quali dare subito risposte c’è ancora la crisi che attanaglia le famiglie. Rinviare le misure per dare degli aiuti concreti significa « ritardare la vita serena delle stesse famiglie e finire in balia del primo populista che si alza. Non si risponde ai populismi con proposte a mezz’aria» ha dichiarato il monsignor Nunzio Galantino, facendosi anche portavoce di quanto detto dai vescovi nella recente riunione: «Come mai sono stati trovati 20 miliardi di euro per aiutare le banche e negli stessi giorni sono stati rinviati i decreti attuativi per i provvedimenti per le famiglie perché non si trovano i soldi?».

A proposito dei due sistemi elettorali inconciliabili, la politica esce sconfitta dal recente pronunciamento della Corte Costituzionale e «dovrebbe riflettere e interrogarsi su questo» perché «non è normale un Paese dove sia la magistratura a dettare tempi e modi all’amministrazione. Significa che la politica non ha fatto il proprio mestiere».

 
E’ un giudizio rigoroso, quello che i vescovi del belpaese che chiedono di «non saltare sulla sedia per decidere quando votare» rinviando le soluzioni ai problemi del Paese. Il segretario generale della Conferenza episcopale Italiana, Nunzio Galantino, incontrando ieri i giornalisti al termine del consiglio episcopale permanente ha detto che «la data del voto non è importante ma le elezioni non devono essere un diversivo. Occorre risolvere i problemi, non rinviare le soluzioni».

I politicanti, secondo Galantino «si devono domandare: veniamo pagati per fare queste cose e c’è altra gente che le fa al posto nostro? Non è normale un Paese in cui per prendere decisioni si aspetta che sia qualcun altro a decidere, io lo trovo drammatico».

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