20.1.17

ENERGAS: MANFREDONIA TRADITA




di Gianni Lannes


Fatti documentati non opinioni a vanvera o calunnie partitocratiche per offuscare la realtà. Non è uno scherzo di Carnevale a caro prezzo (35 mila euro a Simona Ventura per una comparsata locale, quando ci sono padri e madri di famiglia che non riescono più a mettere il pane sulla tavola per i figli, mentre le casse comunali affondano sotto una montagna di debiti contratti dall'amministrazione municipale), utile a distrarre l'opinione pubblica. Basta leggere gli atti amministrativi per comprendere i fatti oltrepassando le distorsioni amministrative targate Angelo Riccardi, e le manipolazioni istituzionali della verità come nel caso dell'europarlamentare Elena Gentile. A tale proposito è particolarmente significativa la disamina della delibera di giunta comunale numero 169 del 5 agosto 2015 (che precede sulla medesima falsariga la delibera di giunta 93 del 5 maggio 2016 e la determina 765 del 20 giugno 2016):

«… a voti unanimi la Giunta delibera di demandare allo stesso Dirigente di definire compiutamente i tipi di interventi ammessi in zona DI 49 in considerazione dell’intervento proposto dalla Società Energas S.p.A.».






E' illuminante anche la determina 1739 del 21 dicembre 2016 firma dell’ingegnere Antonello Antonicelli (assunto dal sindaco Riccardi Angelo il 21 marzo 2016), un'azione propedeutica a svincolare Sic e Zps:

 «Procedura per l’accertamento tecnico di campo finalizzato ad aggiornare il quadro conoscitivo della presenza di Habitat e Specie nell’area P.I.P. - D46 e D49, anche ai fini di una eventuale richiesta di esclusione dal sito rete NATURA 2000».



Questo scherzo - che potrebbe spianare la strada alla speculazione Energas/Kuwait petroleum - è costato agli ignari contribuenti ben 14.932 elargiti ad un tecnico forestale di Bologna, per attestare quanto già noto ed acclarato in precedenza da studi ambientali dello stesso comune. Non si tratta soltanto di denaro pubblico sottratto a necessità fondamentali come la mensa scolastica, ma di un vero sperpero di quattrini pubblici a fronte di un enorme indebitamento dell’ente pubblico, come rilevato in due relazioni (datate 2016) della Corte dei Conti. 

Comunque, per la cronaca documentata, Antonicelli da Bari, già funzionario dell’assessorato regionale all’ecologia, è lo stesso dirigente che ha materialmente elaborato il parere tecnico di compatibilità ambientale del gigantesco impianto GPL, formulato con la delibera di giunta regionale del 5 giugno 2015, numero 1361, a firma di Nichi Vendola.

Ma chi ha trasformato, in senso urbanistico s’intende, la zona di Santo Spiriticchio in area industriale? Le delibere di Consiglio comunale numero 62 del 21 maggio 1997, numero 74 del 16 luglio 1998 e numero 153 del 27 dicembre 1999 illustrano il cosiddetto «ampliamento della zona P.I.P., al fine di consentire la realizzazione degli interventi di industrializzazione rientranti nel benefici del Contratto d’Area di Manfredonia».

Allevamenti ittici nell'area marina inquinata dall'Eni

Per caso Gaetano Prencipe (ex sindaco), Angelo Riccardi (ex assessore ed attuale sindaco), Paolo Campo (ex sindaco, attuale consigliere regionale del piddì) e Michele Bordo (ex consigliere comunale di maggioranza ed attuale onorevole del partito democratico), tutti esponenti locali del partito democratico, ne sanno qualcosa? Qualcuno forse ha svenduto il territorio al peggior offerente? Addirittura certe autorità non hanno mai denunciato la mancata bonifica del gravissimo inquinamento provocato impunemente dall'Eni con conseguenze letali per la popolazione, soprattutto i bambini; peggio hanno consentito nuove speculazioni. Gli impianti autorizzati di maricoltura nella zona marina contaminata, ma perimetrata dal ministero dell'Ambiente il 10 gennaio 2000 (Gazzetta Ufficiale del 26 febbraio 2000) sono un crimine contro l'umanità. E l'Arpa dov'era? Nel 2008 in loco sui sedimenti marini l'Ispra ha rilevato anche il pericolosissimo mercurio. Il sindaco dell'epoca Paolo Campo e poi il sussessore Riccardi cosa hanno fatto per tutelare concretamente la salute pubblica?


Se l’esposto del sindaco Riccardi fosse stato realmente presentato a Bruxelles il 16 novembre scorso, allora il sindaco Angelo Riccardi si è autodenunciato. Ricordate la propaganda: “Riccardi porta a Bruxelles il caso Energas: lo Stato avrebbe violato le norme comunitarie”.  Possibile?

Il doppiogioco del pro tempore Riccardi: da una parte dice a parole di essere contro, ma dall’altra naviga in senso opposto. Alla fine contano le carte politiche, non la chiacchiere fritte propinate alla popolazione.

Peraltro, con la delibera di giunta numero 179 del 9 settembre 2016, il Comune di Manfredonia ha deciso di non costituirsi parte civile nel processo che vede imputato Angelo Riccardi per peculato e corruzione presso il tribunale di Pescara (nella vicenda degli esami truccati all’omonima Università). Già nell’oggetto “PROCEDIMENTO PENALE N. 10101/2012 RGNR. NON COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE”, senza specificare a carico di chi e presso quale Tribunale, si nota un certo imbarazzo a considerare la realtà del “sindaco imputato”. Invece di farlo dimettere, il partito democratico reclama per Riccardi la poltrona di vicepresdiente dell'ente Provincia. 

Uno come Riccardi, che ha tentato di comprare esami all'università - secondo l'accusa della Procura della Repubblica di Pescara - non può pensare di farla sempre franca, soprattutto quando ha ipotecato con le sue omissioni la salute di tante persone, soprattutto la vita di numerosi bambini. Siamo al redde rationem.






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