11.1.17

DALL’ECONOMIA ALL’ETICA ECOLOGICA



foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes

Non siamo i padroni dell'universo e non abbiamo alcun rispetto della vita. Il pianeta Terra vanta 4 miliardi e mezzo di anni, l’umanità ha tre milioni di primavere (secondo le ultime scoperte archeologiche), la cultura occidentale giudaico-cristiana poco più di duemila anni, la civiltà industriale, infine, appena duecentocinquanta anni.  

 foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
 
Il mondo attuale - sempre più povero di valori universali - versa in una gravissima crisi morale, mentre la violenza è il pane quotidiano. La civiltà industriale, che ha manifestato la sua natura distruttiva è al termine di una folle corsa, perché è incompatibile con il funzionamento del sistema più grande di cui fa parte. Qualunque discorso serio sul presente e sul prossimo futuro dovrebbe abbandonare l’incremento indefinito dei beni materiali. Invece...
 
Scompaiono 100 mila chilometri quadrati di foreste all’anno, si estinguono 40 specie al giorno, la biodiversità si degrada istante per istante, il consumo di territorio sembra irrefrenabile. Occorre abbandonare completamente la competizione economica, la globalizzazione bellica, il mercato e la corsa ai consumi, altrimenti sarà la fine del genere umano.

Gaia non è “la nostra casa”, ma è l’organismo di cui facciamo parte: siamo un suo tessuto, e dipendiamo dalle sue possibilità di omeostasi.  Il vero problema non è la crisi economica, bensì il debito con la natura, da cui discendono tutti gli altri.

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