14.12.16

ENERGAS: LE MENZOGNE DEL SINDACO PIDDI'

 
di Gianni Lannes

Uso e abuso di credulità popolare. Ma chi l'ha visto a Bruxelles? Il 16 novembre il "primo cittadino" pro tempore, Riccardi Angelo ha diffuso un comunicato stampa in cui  annunciava di aver depositato personalmente a Bruxelles una denuncia contro lo Stato Italiano, relativa alla vicenda Energas/Kuwait Petroleum. Ho chiesto subito al geometra Riccardi copia del documento recante almeno il timbro di protocollo europeo della sedicente istanza. Anche il consigliere comunale, professor Italo Magno, ha fatto altrettanto, ma senza ricevere alcunché di significativo.


Incalzato a dovere questo sindaco del piddì al suo secondo mandato consecutivo, reo alla stregua del predecessore Paolo Campo di aver stuprato (in senso amministrativo) l'area archeologica di Scaloria-Occhiopinto, che già vanta un buco da oltre 50 milioni di euro nel bilancio comunale (soltanto nel periodo 2011-2014) e fa il sordo alle richieste della Corte dei Conti, si è limitato a far pubblicare al giornale online Stato Quotidiano due inconcludenti paginette senza alcuna prova di aver effettivamente depositato questa presunta nota alla segreteria generale della Commissione europea. E se così fosse allora si è autodenunciato perché proprio il Riccardi aveva la poltrona da assessore nella giunta Prencipe che ha adottato la variante al piano di lottizzazione dell'insula D3E del Prg (ex DI 49 del piano di fabbricazione), provocando così l'apertura di una procedura di infrazione della Commissione europea (2001/4156), eccetera, eccetera, eccetera. E più recentemente, sempre su questa sinistra falsariga per tentare di scardinare i vincoli ambinetali europei (Sic/Zps) nell'area di Santo Spiriticchio, dove è previsto l'insediamento industriale dell'Energas/Kuwait Petroleum, basta esaminare la delibera di giunta numero 93 del 5 maggio 2016 e la relativa determina a firma dell'ingegnere Antonicelli (già in forza all'assessorato all'ecologia regionale). Nell'amministrazione Prencipe, ovvero quella che ha intodotto il fallimentare contratto d'aria inquinata, consentendo così di non far realizzare le bonifiche ambientali, sedevano tra i banchi della maggioranza al consiglio comunale, anche l'onorevole Michele Bordo e il consigiere regionale Paolo Campo (sindaco dal 2000 al 2010). Insomma, quello del Riccardi è fumo negli occhi dell'opinione pubblica. Ai sensi del decreto legislativo 33 del 2013, ovvero della trasparenza amministrativa (per "un controllo diffuso da parte del cittadino sull'operato delle istituzioni e sull'utilizzo delle risorse pubbliche") quanto ha speso il sindaco Riccardi per questa gita in Belgio, assolutamente inutile (ammesso che ci sia andato realmente, il che è tutto da dimostrare da parte di chi è a capo dell'amministrazione comunale) e con chi è andato a pranzo e a cena? Inoltre, dov'è la determina del viaggio da Manfredonia a Bruxelles e ritorno, dove sono i biglietti aerei? E perché sprecare denaro pubblico per un'inutile trasferta all'estero quando è possibile inviare una e-mail certificata (pec) a qualsiasi istituzione dell'Unione europea? Perché mentire spudoratamente a cittadine e cittadini di Manfredonia? Perché gettare fango su chi muove critiche costruttive? Perché giocare a perdere contro l'Energas? Perché non denunciare invece alla Commissione europea, al Parlamento europeo e alla Corte di Giustizia europea la mancata bonifica di Manfredonia (unico vero impedimento per l'installazione dell'Energas/Kuwait Petroleum), a danno della salute dell'intera popolazione, prevista dalla legge 426/1998 e dal decreto del ministero dell'Ambiente 10 gennaio 2000? Un sindaco - quale massima autorità sanitaria comunale - ha il dovere giuridico e morale di proteggere la popolazione con qualsiasi mezzo legale e politico. La fine dei traditori è la gogna e l'esilio. Riccardi, visto e considerato che lei è stato ormai smascherato, e che non ha avuto neanche il coraggio nella sua stessa città di un confronto dialettico per mostrare alla gente la verità, si dimetta quanto prima, chieda scusa alla collettività e si trovi un lavoro perché a Manfredonia la stragrande maggioranza delle persone che suda sangue per mettere il pane in tavola, non è più a disposta a mantenere a sbafo la casta nullafacente dei politicanti.


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