30.12.16

ADRIATICO: UN MARE DI BOMBE “ALLEATE”



foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes

Al termine della seconda guerra mondiale i cosiddetti “alleati” angloamericani hanno segretamente affondato nel Golfo di Manfredonia, un arsenale di bombe caricate con aggressivi chimici come iprite e fosforo, ma non solo, vietate dalla Convenzione di Ginevra del 1925. Le autorità italiane civili e militari sono ben al corrente, come attestano i documenti inediti che ho legalmente acquisito presso l’archivio storico della Marina Militare a Roma, nonché negli archivi militari statunitensi ed inglesi. Tant’è che  l’interrogazione parlamentare a risposta scritta 4/09713 presentata il 25 novembre 2010, da 5 deputati del partito democratico non ha avuto alcuna risposta (iter in corso), nonostante numerosi solleciti. 


E proprio, ad un soffio dalla porta del Gargano, qualche giorno fa, il pescatore Michele Conoscitore ha preso nella rete una bomba all'iprite. In ogni caso abbonda anche l'esplosivo convenzionale: infatti la criminalità organizzata si approvvigiona gratuitamente di tritolo e poi lo usa indisturbatamente per gli attentati e le estorsioni per estorcere il pizzo, mentre i "pescatori" della domenica usano queste bombe per fare strage di fauna marina da decenni. Una situazione mafiosa simile a quella del supermercato subacqueo di Saline Joniche in Calabria, dove la 'ndrangheta per decenni ha recuperato esplosivi a iosa dal fondo della nave Laura Couselich.










Tutta l’area del porto industriale “alti fondali” compresa nel Sin stabilito dalla legge 426 del 1998, perimetrata dal ministero dell’Ambiente con decreto del 10 gennaio 2000, una zona di ben 8,5 chilometri quadrati corrispondenti a 853 ettari di area marina prospiciente l’ex petrolchimico Anic-Enichem, non è stata ancora bonificata e nemmeno messa in sicurezza. Ne rispondono in termini di legge lo Stato italiano, ovvero il ministero dell'Ambiente e l'Eni. Anche i sindaci Prencipe, Campo e Riccardi erano comunque distratti, e così vantyano gravissime irresponsabilità. Le conseguenze sanitarie a danno dell'ignara popolazione sono incalcolabili. Proprio qui, però, dove albergano veleni d'ogni genere tra cui il mercurio, come ha rilevato l'Ispra nel 2008, le autorità preposte hanno rilasciato l’autorizzazione ad un impianto d’allevamento di spigole ed orate e pure di ostriche. Sempre in loco, dove i fondali a parte i veleni scaricati impunemente dall’Eni, pullulano di ordigni inesplosi caricati con micidiali gas, l’Energas/Kuwait Petroleum, intende realizzare un attracco al molo 5 e un gasdotto di 5 chilometri in mare.



A circa 1,2 miglia dal porto di Manfredonia, sono state scaricate (a una dozzina di metri metri di profondità) migliaia di bombe speciali non convenzionali, presenti in gran quantità nell'area marina prossima al molo di levante. La Capitaneria portuale di Manfredonia che fa, dormi sonni beati? E il "primo cittadino" pro tempore è per caso in letargo? Non è tutto: il governo tricolore ha provveduto ad autorizzare di recente l'ennesima rapina di idrocarburi, previa ricerca della Spectrum, a cui sono stati concessi quasi 30 mila mila chilometri di mare Adriatico.



riferimenti:



Nessun commento:

Posta un commento

Gradita firma degli utenti.