1.11.16

PASOLINI PIER PAOLO…




di Gianni Lannes

Il più grande e sublime poeta del XX secolo fu assassinato in Italia, la notte fra l’1 e il 2 novembre dell’anno di grazia 1975. La verità giudiziaria su questo omicidio su commissione, fatto passare dalle autorità tricolori per una “bravata”, non è ancora emersa dopo tanti anni. Eugenio Cefis, il vero capo della P2 è passato incolume a miglior vita, senza che la magistratura abbia avuto il coraggio di sfiorarlo, quale mandante occulto di questo delitto. L'eretico Pasolini nel belpaese fu perseguitato, soprattutto dalla magistratura.

Il 14 novembre del 1974, un anno prima di essere ammazzato, Pasolini aveva scritto quello che chiamò il “romanzo delle stragi”, pubblicato dal Corriere della Sera con il titolo “Che cos’è questo golpe?”.

«… Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembra regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero…».

Pasolini corsaro non scriveva solo contro il potere, ma anche contro e per coloro che, all’opposizione del potere, sono il futuro potere. Il corsaro non è forse all’opposizione dell’opposizione? E’ uno status difficile, perché non è uno status; bensì un movimento continuo, permanente della critica. E’ doloroso. Il dolore, inutile in sé, è utile se fa nascere conoscenza.

Nel realizzare l’inchiesta sui “bambini a perdere” mi sono imbattuto in situazioni denunciate invano dall'ex magistrato Carlo Palermo all’autorità giudiziaria; tragiche vicende nelle quali numerosi minori erano stati abusati, seviziati ed assassinati, in particolari ville dell’Italia settentrionale, specie sul lago di Como, ma non solo. Ciò mi ha fatto venire in mente, un film particolare di Pasolini, ossia “Salò o le 120 giornate di Sodoma”. Proprio nel 1975, ignoti avevano sottratto al regista le pizze originali del film.
Le ultimissime parole pubbliche di Pasolini furono pronunciate il primo novembre 1975, e sono di cogente attualità. Puoi uccidere un uomo ma le sue idee vivranno per sempre:  

«Voi siete i grandi conservatori di questo ordine orrendo basato sull’idea di possedere e sull’idea di distruggere».

riferimenti:

https://www.youtube.com/watch?v=LFgmN7O0i30 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=pasolini 

https://www.youtube.com/watch?v=9k1Kv4XKE00

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