24.11.16

NO RENZI, NO GAS A PETROLIO LIQUEFATTO IN ITALIA!

di Gianni Lannes

Oggi, una mia fonte mi ha segnalato incredibili dichiarazioni del sindaco pro tempore di Manfredonia, tale Angelo Riccardi del piddì, a proposito del referendum anticostituzionale dell’ineletto Renzi, e contestualmente l’esclusione di conseguenze sulla realizzazione dell’impianto della Kuwait Petroleum. Il sito Manfredonia News ha tratto le dichiarazioni del “primo cittadino” da facebook. 

Ecco cosa ha dichiarato il Riccardi, esponente del piddì:

“I sostenitori del NO al referendum del 4 dicembre non entrano nel merito della riforma costituzionale e, a corto di argomentazioni, mettono insieme cose diverse per confondere le idee. L’ultima invenzione è questa: bisogna votare NO al referendum del 4 dicembre per confermare il NO a Energas. Se ciò fosse vero perché, pur essendovi l’attuale Costituzione, dopo il NO del Consiglio comunale di Manfredonia e della Regione Puglia, dopo aver dichiarato in tutte le sedi istituzionali e nelle conferenze di servizio, che l’impianto Energas è incompatibile con la sicurezza della popolazione, dobbiamo continuare ad opporci? Se la Costituzione in vigore tutela la volontà delle popolazioni locali, allora il risultato del referendum del 13 novembre scorso dovrebbe essere sufficiente per impedire l’insediamento dell’impianto Energas. Invece, in qualità di sindaco di Manfredonia, ho dovuto presentare ricorso alla Commissione Europea per tutelare la sicurezza della popolazione. Noi continuiamo a lottare per prevenire i rischi che comporta la movimentazione del GPL. Indipendentemente dal referendum del 4 dicembre che, diversamente da quanto affermano i sostenitori del NO, non riguarda la questione dell’impianto Energas. La questione Energas deriva da un decreto interministeriale di alcuni anni fa, che ha classificato gli impianti di stoccaggio e di rigassificazione come strategici per la diversificazione delle fonti energetiche dell’Italia. Perciò la decisione finale è di competenza del Governo. Per tale ragione ho chiesto al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di tener conto della lotta che Manfredonia sta portando avanti contro il megadeposito di gas. Abbiamo ricevuto l’impegno del Governo a riesaminare la decisione. Il 4 dicembre occorre scegliere: chi vota NO decide di restare nella situazione attuale con Camera e Senato che svolgono le stesse funzioni, con conseguente lentezza legislativa, con l’inefficienza del sistema che ci ha portato al punto in cui siamo. Votare SÌ alla riforma costituzionale serve, invece, per superare il bicameralismo paritario tra Camera e Senato, eliminare le province, sopprimere il CNEL, oltre a una serie di interventi per superare la confusione di funzioni tra stato e regioni. Votare SÌ è necessario per fare un passo avanti nella direzione di un Paese moderno, competitivo, in grado di superare la crisi economica e per rispondere alle sfide che ci pone il tempo in cui viviamo”.

Delle due l’una: o Riccardi mente spudoratamente recitando una parte, oppure non è informato sui fatti della sua città, che guida al suo secondo mandato consecutivo con risultati giudicati fallimentari dalla Corte dei Conti (comunicazione del 9 agosto 2016). Per caso il Riccardi non è in grado oppure in ossequio agli ordini di scuderia renziana non vuole difendere adeguatamente gli interessi vitali di Manfredonia contro l'Energas, comunquie in procinto di essere autorizzata ad impiantare una pericolosa unità produttiva a rischio di incidente rilevante dal governo del partito democratico, lo stesso del sindaco? La prima inesattezza del Riccardi è addirittura plateale. Infatti, la Regione Puglia con atto deliberativo del suo presidente, ovvero delibera di giunta regionale numero 1361 del 5 giugno 2015 ha detto sì all’Energas. A tutt’oggi, nonostante il governatore Michele Emiliano sia stato sollecitato dalla società civile, non ha revocato in autotutela la predetta delibera. Dunque, vale in punta di diritto quel pronunciamento regionale favorevole agli speculatori; tutto il resto è aria fritta per confondere la gente. Poi Riccardi sostiene di aver presentato ricorso alla Commissione europea. Bene, dov’è questo atto? Perché non lo rende di dominio pubblico, in base al principio elementare della trasparenza amministrativa, in ossequio alla Convenzione europea di Aarhus, ratificata dall’Italia con legge statale numero 108 del 2001? Quindi, sempre il Riccardi rivela di averne parlato direttamente a Renzi. Allora, anche in questo caso, perché non mette a disposizione dell’opinione pubblica la registrazione di questa comunicazione, inclusa la risposta dell’ineletto? L’impegno del governo per arrestare l'Energas dove sta scritto, se appena oggi, lo stesso esecutivo renziano ha incassato la fiducia al Senato sul decreto fiscale che omaggia i petrolieri e tutti gli altri prenditori nazionali ed internazionali, a danno dell’ambiente e delle persone?

La parte finale del messaggio firmato dal Riccardi è a dir poco delirante perché ignopra e calpesta come il suo capo di partito, i principi elementari dello Stato di diritto. Se il 4 dicembre vincerà il cosiddetto “sì” imposto dall’ineletto Renzi, eversore dell’ordine costituzionale ed imputabile di alto tradimento, peraltro, in base al noto Ddl di riforma della Costituzione approvato definitivamente il 12 aprile 2016 e pubblicato in Gazzetta ufficiale, il settore “energia” torna di esclusiva competenza dello Stato tricolore. Regioni e comuni non contano più niente e di conseguenza la volontà dei cittadini (il "popolo sovrano"), mentre vengono soppresse definitivamente le Province.


riferimenti:

  









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