1.11.16

ITALIA: TERREMOTI PREVISTI E PREVENTIVATI





di Gianni Lannes

Non era mai accaduto in Italia: la terra si è abbassata improvvisamente, anzi in un lampo, di ben 70 centimetri, certificano gli esperti istituzionali. E così, l’ineletto Matteo Renzi promette a reti televisive addormentate: «Container entro Natale». Uno studio Cnr-Irea indica una deformazione che si estende per un'area di 130 chilometri quadrati, il cui massimo spostamento è di almeno 70 centimetri, nei pressi di Castelluccio di Norcia.
 
Comunque, già il 24 agosto scorso avevo scoperto qualcosa che non quadrava a livello ufficiale. Sul portale della Protezione Civile e precisamente in un documento risalente al 27 novembre 2015 è scritto:

«Accordo Quadro con più operatori economici per l’aggiudicazione di Appalti Specifici aventi ad oggetto il noleggio, il trasporto e l’installazione di moduli Container in emergenza, per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile». 



Ma le autorità già sapevano cosa sarebbe accaduto e dove? La presidenza del consiglio dei ministri era già pronta al peggio? Eppure, secondo la vulgata ufficiale, i terremoti non sono prevedibili. Che singolare coincidenza, anzi che preveggenza. Ma che inusuale e straordinaria prontezza. 

A scavare un pò emerge che il 19 luglio 2012, l’allora numero uno della suddetta Protezione Civile, Franco Gabrielli (già al vertice dei servizi segreti civili) aveva indirizzato una «lettera di ringraziamento al capo dipartimento alla Commissione internazionale sulla previsione dei terremoti per la Protezione Civile» (questa definizione è riportata testualmente).



«A un anno dalla presentazione del rapporto finale della Commissione Internazionale sulla Previsione dei Terremoti per la Protezione Civile (ICEF- International Commission on Earthquake Forecasting for Civil Protection) al Dipartimento della Protezione Civile, pubblichiamo la lettera inviata dal Capo Dipartimento, Franco Gabrielli, al Presidente e ai membri della Commissione. Nella lettera, il Capo Dipartimento ringrazia la Commissione per il lavoro svolto e fa un punto sulle iniziative e sulle attività avviate dal Dipartimento nell’ultimo anno insieme all’Ingv -Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, centro di competenza del Dipartimento in materia di pericolosità sismica e vulcanica. Tra le attività menzionate, l’accordo quadro 2012-2021 stipulato tra Dipartimento e Ingv, il co-finanziamento di un progetto dell’Ingv per realizzare un’infrastruttura che permetta di seguire l’evoluzione scientifica della previsione probabilistica dei terremoti e la cooperazione tra la Rete Accelerometrica Nazionale del Dipartimento e la rete accelerometrica locale gestita dall’Amra-Analysis and Monitoring of Environmental Risk, per studiare la possibilità di applicare al territorio nazionale le tecniche di allerta sismica precoce. Inoltre, viene citato l’impegno del Dipartimento per ridurre la vulnerabilità del territorio nazionale attraverso il Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico, avviato dopo il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009 per dare maggiore impulso alla prevenzione sismica. L’articolo 11 della legge n. 77 del 24 giugno 2009 di conversione del decreto legge n. 39 del 28 aprile 2009 per la ricostruzione in Abruzzo, prevede, infatti, che siano finanziati interventi per la prevenzione del rischio sismico su tutto il territorio nazionale. L’attuazione dell’art. 11 è affidata al Dipartimento della Protezione Civile e regolata attraverso ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri».

Se hanno mandato in onda un simile disastro prima il 24 agosto e poi adesso, evidentemente qualcosa è andato storto, magari i soldi pubblici dell’ignaro contribuente sono stati sperperati inutilmente? Ma forse c’è di peggio.
Annuncia un esperto il 30 ottobre 2016: «Possibili nuove forti scosse. Non sono scosse di assestamento». Intervistato dalla televisione svizzera, il professor Domenico Giardini, docente di sismologia al politecnico di Zurigo. L'esperto è convinto che non stiamo assistendo a semplici scosse d'assestamento: 

«E' ancora possibile che la sequenza continui ed attivi altri segmenti di faglia vicini", spiega, sottolineando che non c'è stata una grande e unica scossa perché vi sono "zone della Terra, quale l'Appennino centrale, che spesso, invece di rompere l'intera faglia in una grande scossa, la rompono in blocchi: prima uno, dopo due settimane un altro, dopo due mesi un altro ancora. E questi ultimi sono blocchi posti uno di fianco all'altro quindi l'intera faglia si rompe non con un'unica scossa ma attraverso una sequenza».


Cosa ha provocato un simile sconquassamento tellurico? Madre Natura, o piuttosto la mano avida o comunque armata dell’uomo? Singolare coincidenza: sono in atto attività di estrazione di idrocarburi. Al contempo, nel 
belpaese privo ormai di sovranità, sono in corso attività militari di geo-ingegneria ambientale sotto la regia della NATO. Il 22 ottobre scorso, mentre mi recavo a Spoleto ho attraversato il territorio di Norcia. Il cielo, alle 14, era solcato da almeno 4 velivoli che a bassa quota sprigionavano visibili scie.



Il 2 aprile 2009 le autorità sgomberarono segretamente la sede operativa della protezione Cvile all'interno della Prefettura, mentre fino all'ultimo istante la stessa Protezione Civile diceva agli aquilani di restare nelle proprie case. 

  L'Aquila (6 aprile 2009): prefettura crollata! - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
 
Il MUOS in Sicilia ( a Niscemi) serve a sostenere le attività militari di Washington, vale a dire, la guerra. In ogni caso, salta fuori una responsabilità governativa. Cui prodest, ovvero, a chi giova? Chi vuole ridurre il popolo italiano in una massa di cavie e sfollati deportati, chi vuole trasformare definitivamente l'Italia in una portaerei bellica nel Mediterraneo?


riferimenti:









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