18.11.16

ENERGAS: LA FARSA DEL PIDDI'


 
di Gianni Lannes

Il doppio gioco non funziona più come una volta. I trucchetti partitocratici non ingranano proprio nella stagione del risveglio umano. Insomma, la propaganda non attecchisce quando è in moto la critica costruttiva per il bene comune, e non gli interessi affaristici dei soliti noti. La gente è stanca e non ci casca dopo eterne promesse non mantenute, quando la qualità della vita in un territorio pur ricco di risorse naturali, storiche ed umane, cala vertiginosamente ed aumentano le patologie tumorali, il traffico di droga, l'estorsione, la prostituzione minorile e l'usura. Qualcosa a livello istituzionale non va. Comunque, parlano i fatti e non le frottole amplificate su internet da chi invece di fare il proprio dovere di amministratore pubblico seguita a giravoltare impunemente. A Manfredonia regna il degrado. Ma chi sono gli irresponsabili che seguitano a far finta di nulla? Una vecchia storia: tante persone e famiglie intere non riescono a mettere il pane sulla tavola, eppure pochi eletti sguazzano nella rendita grazie alla speculazione a danno della collettività.

Nel 2013, notoriamente, l'Energas (con il favore di chi?) torna alla carica per impiantare sempre in loco un gigantesco deposito di gas a petrolio liquefatto, in un'area a forte rischio sismico e idrogeologico; per giunta, in un territorio dove sono vigenti i vincoli ambientali dell'Europa, Sic e Zps, che già l'amministrazione comunale locale (da Prencipe a Campo a Riccardi) aveva stravolto in area industriale asservita al contratto d'area, tanto da provocare l'apertura di una procedura di infrazione contro l'Italia. Nel 2001 la casta di politicanti locali brigò così tanto da riuscire, con apposito decreto ministeriale, ad espungere l'area di Santo Spiriticchio dalla zona 2 del parco nazionale del Gargano. Sempre a proposito, con delibera di giunta comunale numero 93 del 5 maggio scorso (presidente Riccardi Angelo), si prepara il terreno per svincolare proprio quell'area dai lacci dell'Europa, a cui lo stesso Riccardi annuncia in pompa magna di essersi rivolto. Ma perché il sindaco pro tempore non parla con Renzi per cui fa propaganda anticostituzionale unitamente ai compagni Bordo e Campo, per sbrogliarla? Già che ci siamo alla Commissione europea a Bruxelles, quelli del piddì locale dovranno spiegare non solo perché in loco non si applicano le regole comunitarie, ma anche e soprattutto lo sperpero di denaro pubblico. Cosa succederà quando a breve sarà scoperchiato il vaso di Pandora?

Ma al peggio non sembra esserci fine. Per la cronaca, oggi, addirittura risulta cementificata ed asfaltata l'area archeologica sovrastante le grotte Scaloria-Occhiopinto. Qui, nel V millennio avanti Cristo il popolo dei Dauni celebrava il culto delle acque. Su questa superficie adesso si fanno i mercati e periodicamente ci staziona il luna park. Gli amministratori pubblici del piddì e tutti i loro complici tecnici, burocratici ed istituzionali che hanno autorizzato questa profanazione potranno mai salvaguardare Manfredonia, dopo aver consentito oltretutto che il cemento armato dilagasse quasi ovunque? La sovrintendenza al ramo ha dato pareri favorevoli agli scempi? E l'Unesco è al corrente? Ma il ministro Franceschini, altro esponente del partito democratico, che nel 2015 ha espresso favorevole al disastro Energas - unitamente al collega Galletti del ministero dell'Ambiente - cosa fa per tutelare realmente i beni architettonici, storici, archeologici e paesaggistici della Daunia ?


Siponto: Energas
  

Tre anni fa, soltanto la LIPU denunciò al ministero dell'Ambiente il pericolo incombente, mentre l'allora sindaco Riccardi Angelo taceva pubblicamente. Poi, nel 2014, mentre il debito municipale sforava i 52 milioni di euro, come ha attestato la Corte dei Conti in una comunicazione datata 9 agosto 2016, agli atti si riscontra un parere urbanistico favorevole dello stesso comune di Manfredonia, mai reso pubblico dal "primo cittadino" pro tempore. Nel frattempo, il Comune di Manfredonia autorizzava l'Energas ad aprire una stazione di carburanti nell'agro dell'antica Siponto, ad un soffio dall'area archeologica e dalla basilica romanica di Santa Maria. Nel 2015 faceva il suo ingresso in consiglio comunale, il professor Italo Magno, alla testa di una vera lista civica (Manfredonia Nuova) e denunciava il malaffare, ricevendo in cambio alcune pallottole fiammanti e pronte all'uso, a mò d'avvertimento (una vile minaccia denunciata all'Arma dei carabinieri).

Il 5 giugno 2015, a mandato ampiamente scaduto, l'allora governatore Nichi Vendola, a capo di una compagine in società con il partito democratico, licenziava con la delibera di giunta numero 1361, un parere favorevole all'Energas di compatibilità ambientale. A tutt'oggi, il presidente pro tempore Michele Emiliano, anche lui del piddì, non ha revocato in autotutela tale atto regionale, ma ha propinato chiacchiere fritte. A Bruxelles e Strasburgo si parla francese, inglese e tedesco, non barese.

In punta di diritto, il referendum comunale non ha alcun valore giuridico, poiché le normative in materia, consentono unicamente al ministero dello sviluppo economico, mediante intesa con la regione, di autorizzare o meno la distruzione di questo territorio; e in ultima istanza in caso di disaccordo, è il consiglio dei ministri a decidere, e non la popolazione di Manfredonia. La legge 4 aprile 2012, numero 35 (articolo 57), vanta diversi profili di incostituzionalità, ma la Regione Puglia non si è mai rivolta alla Consulta per salvaguardare concretamente Manfredonia. Perché?

Allora, la società civile in base al principio universale dell'autodeterminazione dei popoli, rinvigorito in materia ambientale nel vecchio continente, dal principio di precauzione contenuto nella convenzione di Aarhus, ratificata dalla legge statale italiana numero 108 del 2001, purtroppo calpestata dallo Stato italiano, dalla Regione Puglia e dal Comune di Manfredonia, sta lavorando all'apertura in sede di Commissione europea a Bruxelles, non solo di un procedimento di infrazione contro l'Italia per evidente violazione delle normative ambientali, ma anche di un processo presso la Corte europea dei diritti dell'Uomo a Strasburgo.

E che dire del gas rapinato alla Daunia da oltre mezzo secolo, e delle numerose autorizzazioni regionali vigenti, rilasciate dalla giunta Vendola (in cui sedeva anche l'assessore Elena Gentile) alle trivelle sulla terraferma dei Monti Dauni? Campo e Riccardi (denunciati all'autorità giudiziaria per la vicenda della centrale a biomasse trasformata in mastodontico inceneritore, in buona compagnia di Fitto, Vendola, i Marcegaglia, e così via) sono gli stessi che hanno dato via libera all'inceneritore fuorilegge della Marcegaglia, realizzato con denaro pubblico del fallimentare contratto d'area, imposto da Prodi, alla stregua dell'annessa fabbrica di ecoballe mai entrata in funzione (altro regalo ai Marcegaglia & soci).





I politicanti telecomandati, ormai smascherati a tutti gli effetti, seguitano a recitare un copione farsesco, blaterando di Bruxelles e Strasburgo (si autodenunciano? Sic!) con annessa un'onorevole cerignolana, che certo da assessore regionale in un recente passato non ha brillato per la difesa della Daunia. E sono gli stessi che appoggiano l'ineletto Renzi, imposto dal Napolitano ma non votato dal popolo sovrano, per smantellare definitivamente la Costituzione repubblicana, ovvero le regole inapplicate dello Stato di diritto. La cuccagna, però, è finita per sempre. Siamo al redde rationem, alla resa dei conti pacifica e non violenta.


riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/11/energas-il-doppio-gioco-comunale.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/11/energas-il-parere-favorevole-del-comune.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=energas

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/11/gianni-lannes-porta-manfredonia.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=DAUNIA

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/11/la-montagna-del-sole.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/11/energas-specchietto-per-le-allodole.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=costituzionale


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