7.11.16

ENERGAS: IL DOPPIO GIOCO COMUNALE?




di Gianni Lannes


Da questa violenza istituzionale l'antica Daunia non ha niente da guadagnare, ma solo da perdere. Il referendum a Manfredonia del 13 novembre prossimo vanta un valore legale pari a zero, infatti non produrrà effetti giuridici e non inciderà in alcun modo sull'autorizzazione unica (già pronta) del Ministero del cosiddetto "sviluppo economico" alla ditta di Diamante Menale ed ai suoi soci arabi (Q8). In altri termini, è fumo negli occhi della gente: una ridicola parvenza di democrazia; insomma una sceneggiata, ma bisogna comunque votare contro. Perché la giunta Riccardi gioca a perdere? Perché l'attuale governatore Michele Emiliano, dopo le promesse elettorali non ha revocato in autotutela la delibera 1361/2015 a firma di Vendola? Forse perché il piddì è favorevole all'affare maturato nel 1999 sotto il ministero Bersani, durante il governo D'Alema e non ostacolato dagli altri esecutivi fino a Renzi?

 

Lo stesso avvocato del Comune, tale Nino Matassa, redige testualmente nella sua memoria difensiva al Tar, datata18 marzo 2016:

«... Con la delibera n. 28/2015 il consiglio comunale ha approvato una mera mozione con cui il Comune dichiara la propria contrarietà alla ralizzazione da parte dell'Energas. Il parere negativo espresso dal Comune di Manfredonia in seno al procedimento di cui agli artt. 57 e 57-bis del dl n. 5/2012, attivato per la autorizzazione del progetto sulla base della disciplina delle infrastrutture energetiche, ha mera valenza endoprocedimentale. Infatti, l'art. 57, co.2, stabilisce la competenza del Ministero dello sviluppo economico al rilascio della eventuale autorizzazione, senza che il parere contrario comunale assume valore vincolante o di arresto del procedimento».




Le irregolarità non terminano tanto facilmente: per esempio le navi gasiere attraccheranno al cosiddetto "porto alti fondali", un'opera pubblica contrassegnata dalle ruberie di tangentopoli (nastri trasportatori), realizzata in violazione delle norme antisismiche, ed attualmente pericolante. In ogni caso, l'Energas non ha ancora presentato il progetto esecutivo. Cosa ancora più grave, i ministri dell'ambiente Galletti e dei Beni culturali Franceschini, nonché il 5 giugno 2015 (delibera di giunta regionale numero 1361) Nichi Vendola, hanno espresso nel 2015 un parere favorevole allo stupro della Puglia settentrionale, sulla base di un obsoleto e carente "progetto di massima" risalente al 1997 (Isosar), bocciato nel 2000 dallo stesso ministero dell'Ambiente, da quello dei Beni culturali e dalla medesima Regione. C'è un giudice almeno a Berlino per arrestare questa speculazione, o la società civile dovrà scendere in piazza come nel 1988 quando cacciò il mostro dell'Enichem?



riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/11/in-puglia-i-primi-cacciabombardieri.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=energas

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=riccardi

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