3.9.16

TERREMOTI MILITARI



Limes., 23 novembre 2007


di Gianni Lannes

Che vi piaccia o no, che siate indifferenti o meno, siamo comunque nel bel mezzo della sesta estinzione di massa, la prima, e forse l'ultima a cui assisteremo in qualità di esseri umani ormai eticamente deteriorati.

Il generale Fabio Mini non è uno qualunque, ma un militare dotato di una rara indipendenza di pensiero. L’ho intervistato nel 2007 dopo la pubblicazione sulla rivista di geopolitica Limes, di un suo significativo intervento intitolato “Owning the Weather: la guerra ambientale è già cominciata”.
 Soltanto nel grosso dell'opinione pubblica su cui fa pressione la potente arma della distrazione di massa,questa realtà incombente è ancora fantascienza.

Annota Mini: «Chi aveva le informazioni sull’imminente tsunami asiatico del 2004 non le ha passate ai paesi interessati pensando che la popolazione che sarebbe stata colpita, in massima parte islamica, non meritasse un tale regalo di Natale», scrive Mini. Di quali informazioni si parla? Se l’accusa riguarda il mancato sistema di early warning subito successivo al terremoto, che avrebbe permesso di dare agli abitanti delle città costiere qualche minuto prezioso per mettersi in salvo, si tratta di una riflessione che coglie nel segno.

Non è la prima volta che l’autore fa riferimento al documento che dà il titolo al suo articolo: Owning the Weather in 2025, “possedere il clima entro il 2025”, è un paper datato 1996 redatto da un gruppo di esperti dell’Air Force nell’ambito di un’analisi di lungo periodo sulle strategie della Difesa USA per mantenere il predominio aereo e spaziale nei decenni a venire. Gli autori fanno riferimento a droni capaci di modificare le condizioni meteorologiche e produrre uragani a comando per ottenere vantaggi tattici. Per la cronaca documentata, il termine chemtrails (scie chimiche) è stato coniato proprio dall'US Air Force, e si rinviene nei manuali operativi a partire dal 1990.

Ma di quale realtà si parla? Procedendo nella lettura, si scopre che secondo il generale Fabio Mini i test atomici condotti nel corso della Guerra fredda «hanno messo a punto la guerra sismica, che prevede la produzione di terremoti, la guerra ionosferica che prevede l’alterazione dello strato elettromagnetico che avvolge la Terra, l’alterazione della fasce di Van Allen… e dello strato dell’ozono». È qui che si entra nel cuore delle argomentazioni. I riferimenti sono alle ricerche del professor Thomas Leech, ingegnere australiano che durante la Seconda guerra mondiale «condusse esperimenti per conto degli americani e degli inglesi cercando di provocare onde anomale in corrispondenza di particolari bersagli nel Pacifico», attraverso la detonazione di bombe sottomarine. I dettagli di quell’esperimento vennero effettivamente resi noti dal governo della Nuova Zelanda nel 1999.
Secondo Fabio Mini le bombe nucleari  il terremoto a Bam in Iran del 26 dicembre 2003 e lo tsunami indonesiano dello stesso giorno del 2004 sono collegati: «L’intervallo di un anno esatto… non è apparso una coincidenza. Così come è apparsa sospetta l’offerta immediata di aiuto degli Stati Uniti all’Iran islamico, “Stato canaglia” e membro dell’“asse del male” nonché loro peggior nemico, quasi ad enfatizzare la magnanimità dello spirito messianico e natalizio cristiano». E l’analogo invio di aiuti in Indonesia da parte degli americani sarebbe collegato al fatto che «da tempo la Exxon Mobil cerca di avere una base permanente per lo sfruttamento delle considerevoli risorse minerarie e di idrocarburi».

Oltre alle armi tettoniche, gli USA possiedono anche armi atmosferiche in grado di produrre onde elettromagnetiche per alterare la ionosfera. E qui spunta l’HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program), il famigerato programma per lo studio della ionosfera condotto dagli Stati Uniti in Alaska e in Norvegia. È noto che gli esperimenti atomici nell’atmosfera, messi al bando o sospesi con una moratoria accettata anche dagli Stati Uniti, hanno dimostrato le gravi conseguenze che provocherebbe un impulso elettromagnetico nella ionosfera: distruzione di buona parte dei sistemi elettrici a terra e danni enormi.  

Peraltro utilizzando le onde «per alterare le masse terrestri continentali o sottomarine», secondo Fabio Mini è possibile attivare le proprietà piezoelettriche delle rocce, cosa che se avviene a ridosso di una faglia tettonica finisce «per far scivolare una parte della frattura rispetto all’altra e ad innescare crolli tettonici e terremoti».  

Per Mini  il cambiamento climatico sarebbe dovuto almeno in parte ad esperimenti militari in corso da parte degli Stati Uniti e della Russia, una tesi confermata da un rapporto segreto del governo Usa, risalente al 2003.


riferimenti:






Gianni Lannes, IL GRANDE FRATELLO. STRATEGIE DLE DOMINIO, Modena, 2012.

Gianni Lannes, TERRA MUTA, LPE, Cosenza, 2013.


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