13.9.16

L'INELETTO RENZI VA LICENZIATO!

 di Gianni Lannes


Ben due anni fa la Corte Costituzionale ha riconosciuto l’incostituzionalità della legge elettorale 270 del 2005 (pronunciamento 1/2014), quella norma illegale con cui sono stati illegittimamente imbastiti ben 5 governi e 3 legislature. In punta di diritto l'esecutivo renziano, il parlamento, i presidenti delle due camere, nonché il capo dello Stato, Mattarella (peraltro firmatario in veste di giudice) sono abusivi. Nel 2014 la sentenza 8878/14 della Cassazione Civile (sezione I) ha riconosciuto che gli elettori non hanno potuto esercitare il diritto di voto. 





Se gli organi politici dello Stato di diritto violano la legge fondamentale della rappresentanza democratica, devono essere istantaneamente allontanati dai vertici istituzionali, non possono dettare nuove regole, non hanno l’autorità morale per farlo. L'abuso non è stato sanato, più di tutto non può essere aggiustato da chi calpesta la stessa Costituzione. Oltre al diritto, se si fa finta di niente, si violenta la logica e la morale. L'Italia così è passata da culla del diritto a tomba della giustizia. E anche gli onorevoli pentastelluti tacciono, anzi frignano di Costituzione, quando invece è stata stracciata dal trattato di Lisbona (firmato nel 2007 da Prodi & D'Alema), entrato in vigore nel 2009.

Piero Alberto Capostosti, presidente emerito della Consulta, in una intervista ha dichiarato: 

«dal giorno dopo la pubblicazione della sentenza, questo Parlamento è esautorato perché eletto in base a una legge dichiarata incostituzionale. Quindi non potrà più fare niente».
 
Una dittatura imposta dall'estero per definizione non può essere riformata ma licenziata in tronco. Che fare? Dare vita pacificamente dal basso ad una nuova Costituente.


riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=corte+costituzionale

3 commenti:

  1. Condivido perfettamente, ma il popolo italiano ha troppi problemi (creati ad arte dai nostri politicanti) per pensare alla Costituzione e alle lotte rivoluzionarie. Bisogna prima pensare a mangiare e poi, comunque , siamo troppo lontani dalla politica; spesso deleghiamo altri (vedasi scarsa affluenza alle urne) . Il problema non si risolve perchè in democrazia (diciamo) si cambia per non cambiare. La speranza di cambiare le carte in tavola ci sarà solo quando non si riuscirà più a mangiare o quando ci sarà una guerra (ipotesi non del tutto infondata) . AD MAIORA

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    1. Concordo in pieno, ci si muove solo a pancia vuota o se ti stuprano la moglie o i figli

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  2. ...la guerra c' è ed è chimica; proprio sopra le nostre teste!

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Gradita firma degli utenti.