8.8.16

SCORIE NUCLEARI: IL SEGRETO DELL'INELETTO RENZI





di Gianni Lannes


Non è una scelta scientifica, ma speculativa. Non è il "deposito unico" dove stipare la spazzatura radioattiva anche quella più pericolosa, come vogliono far credere all'ignara popolazione, bensì il settimo cimitero radioattivo, dei sei già esistenti e definitivi sparsi in Italia, senza contare quelli militari "alleati". La carta delle aeree potenzialmente idonee ad ospitare il cosiddetto “deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”, in evidente violazione della convenzione di Aarhus (ratificata dalla legge 108 del 2001) è ancora segreta. 

Hanno riscaldato la minestra e dilapidato altro denaro degli inconsapevoli contribuenti: i dati sono ancora quelli del 2000. Dell’elenco dei siti idonei atteso per fine agosto 2015 si sono perse le tracce. Comunque ora «Il lungo e complesso iter per la localizzazione del deposito nazionale delle scorie radioattive si avvia verso la fase conclusiva». A comunicarlo il 3 agosto scorso nel corso del question time alla Camera è stato il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, lo stesso personaggio che insieme al suo collega Franceschini ha autorizzato la norvegese Spectrum a ricercare idrocarburi in ben 29.910 chilometri quadrati di mare Adriatico.

L’esponente dell'ineletto governo Renzi  ha spiegato che il dipartimento nucleare, rischio tecnologico e industriale dell’ISPRA ha esaminato e validato l’aggiornamento della carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (CNAPI) curato dalla Sogin. I ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico stanno già preparando il nulla-osta che autorizzerà la società a rendere pubblica la CNAPI.

Galletti ha precisato:  «I Ministeri non hanno alcuna discrezionalità sull’inclusione o esclusione pregiudiziale di specifiche aree fra quelle da prendere in considerazione per l’individuazione del sito che, invece, sono regolate dall’articolo 27 del d.lgs. 31 del 2010».

In altri termini, la gigantesca discarica nucleare di superficie, per volere dell’Ue, sarà imposta ad un comune italiano. E’ quanto peraltro stabilisce espressamente l’articolo 27 del decreto legislativo 31 del 2010, promulgato dall’abusivo Napolitano. Vale a dire:

«Articolo 27 (Autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio del Parco Tecnologico)

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, la Sogin S.p.A., tenendo conto dei criteri indicati dall'AIEA e dall'Agenzia e sulla base delle valutazioni derivanti dal procedimento di Valutazione Ambientale Strategica di cui all'articolo 9, definisce una proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del Parco Tecnologico, proponendo al contempo un ordine di idoneità delle suddette aree sulla base di caratteristiche tecniche e socio-ambientali delle aree preliminarmente identificate, nonche' un progetto preliminare di massima per la realizzazione del Parco stesso.

6. Il Ministro dello sviluppo economico acquisito il parere tecnico  dell'Agenzia, che si esprime entro il termine di sessanta giorni, con  proprio decreto, di  concerto  con il Ministro dell'ambiente, della  tutela  del territorio e del mare ed il Ministro delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  approva la Carta nazionale delle aree idonee alla  localizzazione del Parco tecnologico. La Carta e' pubblicata sui siti  della Sogin SpA, dei suddetti Ministeri e dell'Agenzia.

15.  Qualora  in  sede di conferenza di servizi di cui al comma 14,  non   venga  raggiunta  la  necessaria  intesa  con  un  ente  locale  coinvolto,  il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del  Ministro  dello  sviluppo  economico, assegna all'ente interessato un  congruo  termine  per  esprimere  l'intesa;  decorso inutilmente tale  termine,   previa   deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri  cui  partecipa  il  Presidente  della  Regione  interessata all'intesa, e'  adottato,  su  proposta  del  Ministro  dello  sviluppo economico, di  concerto  con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare  ed  il  Ministro  delle infrastrutture e dei trasporti,  decreto   del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  sostitutivo  dell'intesa. 

16. Nei   trenta  giorni  successivi  alla  positiva  conclusione  dell'istruttoria,  il  Ministro dello sviluppo economico, di concerto  con  il  Ministro  dell'ambiente  e della tutela del territorio e del  mare e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, rilascia  con   proprio   decreto   l'autorizzazione   unica,  disponendone  la  pubblicazione  sulla  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica Italiana e  nei siti Internet dei relativi Ministeri e dell'Agenzia».
Ha comunicato l’agenzia nazionale ambientale: «La relazione dell'ISPRA, considerata la classificazione di riservatezza attribuita dalla SO.G.I.N. alla proposta di CNAPI, è stata analogamente classificata e sarà tale, conformemente alle vigenti disposizioni, sino alla pubblicazione della CNAPI da parte della SO.G.I.N. a seguito del nulla osta che sarà rilasciato dai Ministeri».

 La Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti esprime “preoccupazione per il prolungarsi dei tempi di attesa per la pubblicazione della proposta di Carta delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del deposito nazionale, soprattutto per l’effetto negativo che i successivi, ripetuti rinvii possono produrre sull’immagine di trasparenza del procedimento”.

I giochi sono già fatti da un pezzo: ora c'è da indorare la pillola con la promessa dei soliti posti di lavoro e soldoni pubblici da distribuire con gli appalti alla cricca mafiosa. Chi ci guadagnerà e chi speculerà alla grande? In uno Stato di diritto i processi decisionali sono cristallini e partecipativi dall'inizio alal fine, non viceversa.

Le zone più interessate sono i tratti di costa tra Basilicata e Puglia, tra Puglia e Molise, tra Lazio e Toscana mentre l’Italia del nord industrializzato è toccata in modo molto più marginale. Il 16 ottobre 2015 avevo scritto al governatore Michele Emiliano, ma da allora non ho avuto alcuna risposta. C'è tuttavia una preferenza. La Sogin (ministero del Tesoro) ha individuato la Puglia come zona dove depositare le scorie nucleari. Siamo prontissimi ad accoglierli, non specifico come. Mentre devono sapere che noi in Puglia lotteremo - escludendo i politicanti autoctoni venduti al miglior offerente - in generale contro questa follia nucleare: avranno la più civile, pacifica e partecipata reazione popolare d'Italia. Altro che referendum sulla costituzione repubblicana, già stracciata in punta di diritto dal trattato di Lisbona. Chi distrugge il belpaese per interessi stranieri ha i cabasisi per varare una seconda legge Pica al Sud? Ad un'imposizione dittatoriale si risponde solo con una rivolta e ribellione popolare.


riferimenti:

https://vimeo-prod-src-std-eu.storage.googleapis.com/videos/576915079?GoogleAccessId=GOOGHOVZWCHVINHSLPGA&Expires=1470650327&Signature=AjpdzPXFJ6VlmDu7js8Q5oAo7jw%3D













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