7.8.16

COME ARRESTARE IL PROGETTO LETALE ENERGAS A MANFREDONIA!






di Gianni Lannes

Ancora una volta all'unisono i ministri dell'ambiente e dei beni culturali hanno offerto un parere favorevole ad una speculazione che pone a rischio la vita dei 60 mila cittadini di Manfredonia, e mette a repentaglio mezza provincia di Foggia. Ovviamente, anche i politicanti locali, si sono inginocchiati come sempre al dio denaro. Ma ancora una volta, hanno fatto male i loro conti speculativi, perché nell'antica Daunia nessun cittadino porta l'anello al naso.



Anche Vendola ha detto sì alla devastazione finale di Manfredonia ed il successore Emiliano non ha revocato in autotutela quell'atto autorizzativo scellerato, dopo l'inceneritore fuorilegge Marcegaglia, dopo l'operazione truffaldina Sangalli, dopo la mancata bonifica integrale del petrolchimico Anic-Enichem e dei fondali marini antistanti l'area industriale (come attestano inequivocabilmente le ultime analisi scientifiche ufficiali). Un impianto a grave rischio di incidente rilevante cingerà d’assedio la città e il suo mare. Il folle progetto era già stato bocciato dai ministeri competenti nel 1999, ma poi gli affari fuorilegge hanno avuto la meglio sulla salute e la vita di migliaia di persone. Nulla è perduto. L’ho scoperto casualmente dopo averci rimuginato per qualche tempo.  





Se la mia strategia legale, pacifica e nonviolenta  sarà sostenuta dalla popolazione attiva, questo crimine ambientale sarà fermato per sempre e rispedito al mittente. E non servirà a niente comprare il consenso della gente, sponsorizzando la squadra di calcio locale, o ungendo i meccanismi istituzionali.

Non ci avevo pensato prima, perché forse la soluzione è molto semplice, ma al contempo legale, in ossequio della Costituzione repubblicana. Posso solo dire, adesso, che è stata palesemente violata la convenzione europea di Aarhus, ratificata dall’Italia con la legge 108 dell’anno 2001. 

Il Tavoliere delle Puglie è sempre più un tombino industriale, grazie soprattutto alla politica di Vendola ed all'inerzia degli autoctoni, una terra da sfruttare e poi buttare in discarica con tutti i suoi abitanti silenti ed ossequienti, non prima di aver rapinato gli idrocarburi sulla terraferma (una dozzina di autorizzazioni e proroghe rilasciate dalla giunta presieduta dallo stesso Vendola).


C’è da aggiungere per onore di cronaca, che il governatore Nichi Vendola, in carica per dieci anni ininterrotti, prima di mollare la poltrona a Bari, ha regalato alla provincia di Foggia l’ennesimo disastro. Infatti, la delibera di giunta regionale numero 1361 del 5 giugno 2015 porta la sua inconfondibile firma. Di certo, il successore Michele Emiliano non revocherà in autotutela quello scellerato atto autorizzativo.

Ma ancora una volta, come è stato con l’Enichem negli anni ’80, la gente semplice potrà vincere una battaglia di civiltà per il diritto alla vita. Allora, attendo il segnale di una chiamata dalal società civile. mai nessuna battaglia è perduta, priam di affrpontarla fino in fondo e fino all'ultimo istante. Daunia: su la testa!

riferimenti:









http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto /originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2001-04-11&atto.codiceRedazionale=001G0141&elenco30giorni=false




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