12.7.16

VACCINI IN ITALIA: SPORCHI AFFARI SUI BAMBINI!


 di Gianni Lannes

Ufficialmente in Italia sono obbligatorie per tutti i nuovi nati le vaccinazioni contro difterite, tetano, poliomielite, epatite B. Ma allora perché dal 2004 è sparito il quadrivalente e le aziende sanitarie locali iniettano ai bimbi soltanto l’esavalente che include due vaccini non obbligatori, peraltro senza informare i genitori? E per quale ragione, il predetto esavalente contiene ancora il micidiale mercurio (sotto mentite spoglie) messo al bando per decreto nel 2001? Come la mettiamo con il ragionevole dubbio, ma soprattutto con i dannosi effetti collaterali?

Il ministero della Salute raccomanda le vaccinazioni per prevenire meningite, morbillo, parotite, pertosse, rosolia, varicella e infezione da papillomavirus, mentre al contempo il titolare del dicastero fa terrorismo psicologico in diretta televisiva: «Senza vaccini rischiamo di far morire i nostri figli». Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin (che confonde virus e batteri e che vanta soltanto un diploma e non si mai laureata), è intervenuta il 17 maggio scorso ad Agorà su Rai3. I governanti tricolore sono per caso analfabeti in ambito scientifico? E allora, come possono imporre regole coercitive alla popolazione mettendo a rischio la vita di milioni di bambini?

Poi c’è il caso del Veneto, regione, che nel 2007 ha deciso di affidarsi alla scelta consapevole dei cittadini sospendendo l'obbligatorietà delle vaccinazioni pediatriche, in nome della libertà di scelta garantita dall'articolo 32 della Costituzione e dalla Convenzione di Oviedo del 1997. Le cifre sulla vaccinazione obbligatoria parlano chiaro: 280 milioni di cittadini europei beneficiano della libertà di scelta informata sulla vaccinazione, ma molti altri ancora no. Le vaccinazioni sono obbligatorie nei Paesi membri dell'Unione europea Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Lettonia, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, così come nei Paesi candidati membri Macedonia, Montenegro, Serbia ed altri.

La vaccinazione resa obbligatoria con sanzioni, isolamento, processi e sentenze di non conformità nega i principi della «Dichiarazione universale dei diritti Umani», in quanto viola la dignità della persona e la sua integrità fisica. Una decisione della Corte europea dei diritti umani, pubblicata nel 2002, afferma che in quanto trattamento sanitario non volontario, la vaccinazione obbligatoria interferisce con il diritto alla privacy così come garantito dall'articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali; la «Carta dei dirti dell'Unione europea», all'articolo 3 «Diritto all'integrità della persona» a) ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica. b) della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge. Inoltre, la «Convenzione sui diritti del bambino delle nazioni unite», adottata e aperta alla firma, ratificata dall'Assemblea generale con risoluzione 44/25 del 20 novembre 1989 ed entrata in vigore internazionale il 2 settembre 1990, in accordo con l'articolo 49», afferma all'articolo 6, a) gli Stati Parti riconoscono che ogni fanciullo ha un diritto inerente alla vita. b) Gli Stati Parti assicurano in tutta la misura del possibile la sopravvivenza e lo sviluppo del fanciullo.

Il 3 giugno 2016, il quotidiano « Il Corriere della Sera» pubblicava un articolo a firma di Annalisa Grandi e Cristina Marrone, dal titolo «Vaccini e autismo, i consulenti della Procura di Trani» nel quale si descriveva come: «[...]»Linee guida Oms inadeguate». E dai consulenti della Procura di Trani è arrivata anche la critica alle linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Acip (Advisory committee on immunization practices) e Aafp (the American academy of family physicians) «non sembrano assolutamente adeguate per promuovere una corretta sicurezza vaccinale» e anche per rispettare il «principio di precauzione» che dovrebbe essere il pilastro di ogni intervento sanitario». In particolare, sottolineano «stupisce che si limitino semplicemente a dire che i vaccini non dovrebbero essere usati se il paziente ha febbre alta o altri segni di malattia grave». Le linee guida, scrivono Rezza e i medici Aldo Ferrara e Francesca Fusco «Sembrerebbero invece finalizzate solo a promuovere le vaccinazioni pediatriche focalizzandosi semplicemente sulla loro utilità nell'evitare quella specifica patologia per cui il vaccino è stato preparato». «L'Oms – proseguono i consulenti – dimentica per esempio di consigliare una attenta e dettagliata raccolta anamnestica delle condizioni fisiologiche e patologiche del bambino, ma anche dei suoi familiari, unitamente ad una valutazione dell'ambiente in cui vive, su come viene alimentato e trattato e sulle caratteristiche psico-comportamentali dei genitori. A ciò si associa la frequente disattenzione sulle condizioni del bambino nei 40 giorni antecedenti l'inoculo vaccinale in relazione a comparsa di febbre, virosi, patologie esantematiche fruste, somministrazioni anche estemporanee di farmaci a qualunque livello immuno-interferenti quali, ad esempio, steroidi anche in formulazioni topica dermatologica, anche banali patologie, contratte in ambito scolastico o da nido materno». Il commento dell'esperto Alberto Villani, vicepresidente della Società italiana di pediatria chiarisce le critiche emerse sulle linee guida dell'Oms: «Le linee guida dell'Oms sui vaccini sono elaborate per tutto il mondo, e vanno poi adattate ai singoli paesi. Un'organizzazione che deve basarsi sull'intero mondo ha parametri diversi da quelli che può avere un paese come il nostro. Le linee guida tengono conto della situazione di tutti, poi sta al singolo stato adattarsi. Da noi le procedure vanno benissimo così come sono, bisogna lavorare però sulla cultura medica della popolazione italiana, che al momento è la più bassa d'Europa». Secondo Villani chiedere dei test che verifichino la capacità del sistema immunitario di tollerare la vaccinazione non ha senso: «Un banale raffreddore determina in, un organismo una risposta anticorpale equivalente ad eseguire più di mille vaccinazioni – sottolinea l'esperto –. Per quanto riguarda i test non c’è nessuna ragionevolezza neanche nel proporli, non esistono test, non vanno fatti. La salute dei bambini non lo richiede, forse servono per qualcuno che ha interessi economici [...]».

Il governo dell’ineletto Renzi nel contesto italiano intende fronteggiare gli effetti negativi dell'attuale sistema oligopolico descritto dall'Antitrust, fortemente concentrato su base mondiale, con quattro imprese multinazionali, GlaxoSmithKline, Sanofi Pasteur, MerckSharpDohme e Pfizer?

Quali iniziative si intendono adottare per consentire ai cittadini italiani, vista anche la raddoppiata disponibilità economica del nuovo piano vaccinale, di vaccinare i figli solo con le vaccinazioni obbligatorie, attraverso l'offerta di un pacchetto vaccinale che non comprenda i vaccini non obbligatori, in modo tale da garantire la libertà di scelta e produrre un abbassamento del numero dei genitori che decide di non vaccinare i figli, a causa del fatto che il pacchetto vaccinale esavalente solitamente offerto contiene vaccini non obbligatori?
Il primo ministro pro tempore Renzi ed il ministro pro tempore Lorenzin,  come intendono integrare le linee guida nazionali promuovere la raccolta anamnestica delle condizioni fisiologiche e patologiche del bambino prima della vaccinazione, ma anche dei suoi familiari, unitamente ad una valutazione dell'ambiente in cui vive e alle condizioni del bambino nei 40 giorni antecedenti l'inoculo vaccinale, in relazione a comparsa di febbre, virosi, patologie esantematiche fruste, somministrazioni anche estemporanee di farmaci a qualunque livello immunointerferenti, quali, ad esempio, steroidi anche in formulazioni topica dermatologica?

Il 25 maggio 2016, l'Antitrust, Autorità garante della concorrenza e del mercato, diffondeva attraverso i maggiori organi di stampa e televisione, i risultati di un'indagine conoscitiva sui vaccini per uso umano dal titolo «Un mercato più trasparente su costi e prezzi dei farmaci» nella quale si descriveva «Una spesa annua di 300 milioni di euro, a carico del Sistema Sanitario Nazionale, destinata a raddoppiare con l'approvazione del nuovo piano di prevenzione vaccinale.

Un mercato mondiale di oltre 20 miliardi di euro, dominato da un oligopolio di quattro imprese multinazionali. Forti carenze informative su costi e prezzi dei prodotti; necessità di scelte mediche univoche e trasparenti, anche per orientare correttamente la domanda».

L'Autorità, presieduta da Giovanni Pitruzzella, ha rilevato varie criticità sul piano della concorrenza, alcune riconducibili alla più generale struttura dell'industria vaccinale e ancor più del settore farmaceutico nel suo complesso, altre proprie della situazione italiana. Quanto alle questioni di portata generale, l'indagine ha accertato l'esistenza di un oligopolio fortemente concentrato su base mondiale, con quattro imprese multinazionali – GlaxoSmithrline, Sanofi Pasteur, MerckSharpDohme e Pfizer – che detengono oltre l'89 per cento in valore delle vendite complessive dei vaccini in un settore con un fatturato complessivo che supera attualmente i 20 miliardi di euro ed è da anni in forte crescita. Questo trend dipende in gran parte dallo sviluppo di prodotti innovativi che hanno prezzi ben più elevati di quelli tradizionali e sono coperti da esclusive di brevetto particolarmente complesse: ciò ostacola lo sviluppo di versioni generiche dei vaccini, in misura anche superiore agli altri mercati farmaceutici, con fenomeni di product differentiation che rendono più difficile la sostituibilità tra prodotti destinati a prevenire una medesima malattia. Le politiche commerciali adottate dai principali operatori (in particolare il tiered pricing o «prezzi a strati», a cui si aggiungono di frequente accordi di riservatezza sui prezzi praticati) comportano per i centri di spesa la difficoltà di definire in maniera congrua i propri acquisti. Nella percezione comune, tuttavia, i vaccini continuano a essere considerati farmaci tradizionali, economici e facilmente disponibili. Lo studio dell'Autorità suggerisce perciò interventi mirati – indicandoli in termini puntuali – per superare tali criticità concorrenziali, da adottarsi e condividere a livello internazionale; dall'indagine conoscitiva dell'Antitrust, emerge: «[...]Con specifico riferimento all'Italia, l'Antitrust ha analizzato le dinamiche di offerta e domanda dei vaccini qualificati come essenziali nel periodo 2010-2015, quando i costi per l'acquisto di questi prodotti da parte del SSN sono stati mediamente di 300 milioni di euro all'anno. Rispetto a tali dinamiche, l'Agcm ha preso atto positivamente del processo attualmente in corso di riaggregazione della domanda pubblica intorno a un numero limitato di centrali di acquisto, considerandolo idoneo a bilanciare la concentrazione dell'offerta (countervailing buyer power): a giudizio dell'Autorità, è necessaria però una maggiore trasparenza informativa, a partire dalla più agevole disponibilità dei dati di aggiudicazione delle gare di appalto. 
Risultano emblematici in questo senso i casi dei vaccini anti-papilloma virus e di quelli esavalenti, che costituiscono rispettivamente la terza e seconda voce di spesa vaccinale a carico del SSN (23 e 75 milioni di euro), dove si è assistito alla competizione diretta tra i prodotti di GlaxoSmithKline (Cervarix e Infanrix Hexa) e Sanofi-MerckSharpDohme (Gardasil e Hexyon). Nel caso dei vaccini anti-pneumococcici, prima voce della spesa vaccinale pubblica (84 milioni di euro), si è registrata invece una situazione di assoluta prevalenza di un prodotto, il Prevenar13 di Pfizer, preferito dalle stazioni appaltanti in quanto offre una copertura vaccinale per più ceppi sierotipici rispetto al prodotto concorrente, il Synflorix di GlaxoSmithKline. In assenza di decisioni ufficiali sull'eventuale equivalenza medica (da cui dipende la sostituibilità commerciale) di vaccini con coperture sierotipiche diverse, si è così assistito al perdurante monopolio di un prodotto, che, pur a fronte di volumi di vendita crescenti e garantiti nei confronti del SSN, ha aumentato negli anni i propri prezzi. L'Antitrust segnala pertanto la necessità che le autorità mediche competenti adottino posizioni chiare, trasparenti e indipendenti: sia in ordine all'inclusione di una determinata vaccinazione nei piani nazionali di prevenzione e ai conseguenti livelli essenziali di assistenza; sia in merito ai profili di equivalenza medica tra prodotti vaccinali.  


riferimenti:


2 commenti:

  1. Io spero che questo sia un testo divulgativo di una corposa denuncia circostanziata, inviata dall'estensore, al Magistrato competente. Altrimenti è pura masturbazione. Che "la gente" lo sappia non cambia di una virgola la denunciata pericolosa irregolarità.

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  2. Ti sbagli di grosso, caro Brunaccio, anzi proprio non hai capito niente. Ma cosa ti aspetti, che siano sempre gli altri a risolvere i problemi? Quello che predica sempre Gianni Lannes è che se deve esserci una rivoluzione, questa parta dal basso, ossia da ognuno di noi, dalle nostre coscienze, dal nostro agire quotidiano. Cominciamo da ognuno di noi ad attuare una piccola/grossa rivoluzione, invece che pretendere che altri (in questo caso, il Magistrato competente, come dici tu) ti vengano a risolvere il problema.
    Ultima cosa, non meno importante: un minimo di rispetto, no? Definire "masturbazione" un servizio di informazione gratuito e completo come questo mi sembra quantomeno offensivo

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