16.7.16

TRIESTE LIBERA DALL’ITALIA!



 di Gianni Lannes

L’obiezione fiscale, motivata, fa cadere o svela qualunque regime, anche quello farsesco retto dall'ineletto Renzi, per conto terzi straniero. 




Cittadine e cittadini di Trieste, ormai esasperati dalle istituzioni italiane si sono uniti ed hanno deciso di sospendere «i pagamenti di tutte le imposizioni fiscali dirette ed indirette dello Stato italiano, dei suoi organi, delle sue amministrazioni pubbliche e dei suoi concessionari di pubblici servizi». Essi sono i sostenitori di "Territorio Libero di Trieste" ed hanno insieme inoltrato alla Prefettura un testo, dove comunicano la loro: “dichiarazione di obiezione fiscale  motivata”.  I cittadini triestini sostengono a buon diritto nazionale e internazionale, inoltre la mancanza di sovranità dello Stato italiano, in quanto "finzione politico – giuridica", che non riconoscono come legittima.

 

Con il Trattato di Pace del 1947 l’Italia sconfitta dovette rinunciare alla sovranità su Trieste e sull’area contermine, che il Trattato costituì in nuovo Stato indipendente e plurilingue sotto garanzia del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il Territorio Libero di Trieste - Svobodno tržaško ozemlje, Slobodni teritorij Trsta, Free Territory of Trieste, nuovo soggetto di diritto internazionale tra Italia e Jugoslavia, plurinazionale, smilitarizzato, esonerato dal pagamento del debito italiano e dotato di proprio seggio all’ONU. La popolazione residente acquisì pertanto la cittadinanza del Territorio Libero.
La cittadinanza, non a caso, è uno dei diritti fondamentali e inalienabili, e come tale non cancellabile, garantito dall’articolo 15 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.




I cosiddetti Alleati avevano così inteso rimediare al grave torto che la città di Trieste aveva subito alla fine della prima guerra mondiale, quando venne occupata militarmente dalle truppe italiane per essere poi annessa al Regno di Italia con il Trattato di Rapallo del 1920. Trieste, per oltre mezzo millennio città austriaca plurinazionale e principale porto della Mitteleuropa e tra i maggiori del Mediterraneo, nei primi 25 anni dell’occupazione italiana (definita dall’Italia “redenzione”) venne spogliata delle sue autonomie ed ai suoi abitanti venne tolta la cittadinanza austriaca (di nascita) ed imposta quella italiana senza diritto di autodeterminazione. Il tutto venne accompagnato da una dura “pulizia etnica” e dalla compressione graduale del suo Porto Franco a favore dei porti italiani concorrenti. 

Lo Status giuridico del Territorio Libero di Trieste, seppur diviso nelle due Zone A e B sotto amministrazione civile provvisoria rispettivamente dell’Italia e della Jugoslavia, non è mai stato modificato né dal Memorandum di Londra (puro passaggio dell’amministrazione militare temporanea del AMGFTT - Allied Military Government of The Free Territory of Trieste e jugoslava VUJA – Vojaška Uprava Jugoslovanske Armije, a quelle civili di Italia e Jugoslavia), né dal successivo Trattato italo-jugoslavo di Osimo del 1975, accordo bilaterale di spartizione del 1975 che non può abrogare quello costitutivo multilaterale del 1947.

Ed infatti il Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 è valido anche per l’Italia che lo ha eseguito con il Decreto Legislativo 28 novembre 1947, numero 1430, e ratificato con la Legge numero 3054 del 25 novembre 1952, il cui articolo unico stabilisce che: “La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato”. 

La Legge 3054 del 25 novembre 1952 è diventata esecutiva con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale numero 10 del 14 gennaio1953, ed è ad oggi in vigore quale legge della Repubblica Italiana.

L’articolo 21 comma 2 del Decreto Legislativo 1430 del 28 novembre 1947 stabilisce che: “La sovranità italiana sulla zona costituente il Territorio Libero di Trieste, così come esso è sopra definito cesserà con l’entrata in vigore del presente Trattato”.

Gli articoli 2 e 3 dell’Allegato VI del Trattato di Pace garantiscono “l’integrità e l’indipendenza” e la “smilitarizzazione e la neutralità” del Territorio Libero di Trieste, assicurate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, mentre gli articoli 4 e 5 il godimento dei “diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” e dei “diritti civili e politici” ai suoi cittadini riconosciuti in base all’art. 6 (cittadinanza).

In virtù delle sue stesse normative lo Stato italiano  ha affermato la propria inesistente sovranità sulla Zona A del Territorio Libero di Trieste  togliendo (nuovamente) a Trieste le sue autonomie e assoggettandola fiscalmente al pagamento del debito pubblico italiano, militarizzandola ed attuando una politica di graduale riduzione e dismissione del Porto Franco internazionale di Trieste a beneficio dei porti concorrenti della Penisola italiana.
 A Trieste esisteva l’unico vero Partito Socialista Internazionalista dei primi del ‘900, che auspicava l’Indipendenza per Trieste, pur di non correre il rischio di finire sotto l’Italia.

A metà del 1800 si formarono le prime correnti di indipendentismo moderno a Trieste, sull’onda della partecipazione dei Paesi tedeschi dello Zollverein nel finanziamento dei traffici del porto, del quale beneficiavano anch’essi.
Per 536 anni Trieste è stata nell’Impero austriaco, non era “sotto” ma sempre autonoma. Era “città immediata”, significa che era alla pari con l’Austria, la Boemia, il Tirolo e tutte le Regioni e Stati dell’Impero.

Prima era sempre stata libero Comune, a parte brevissimi periodi di dominazioni straniere, della Serenissima e del Patriarcato di Aquileia. A parte questi pochi anni, la città era libera ma confederata, sia con Bisanzio, che con il Sacro Romano Impero che con il Patriarcato e mai con la Serenissima nemica secolare e mortale.
 
Dopo la traduzione asseverata del Memorandum di Londra, un giudice italiano ha stabilito che nel 1954 la zona A del Territorio Libero di Trieste passò dall’amministrazione militare anglo-americana all’amministrazione fiduciaria civile del Governo Italiano, senza che l’Italia potesse estendere la sua sovranità sul territorio in questione. Il giudice ha poi affermato però contraddittoriamente che la sovranità è stata acquisita col Trattato di Osimo del 1975, e precisamente alla data della sua ratifica (aprile 1977). Ma ciò non corrisponde al vero. Il memorandum di Londra cede la sola amministrazione civile provvisoria al governo italiano (non alla repubblica), e il trattato di Osimo non vale un fico secco, anche perché non è mai stato ratificato dal parlamento italiano, ma soltanto da quello allora jugoslavo.

Il medesimo discorso vale anche per le Venezie, annesse a suo tempo con un con un finto plebiscito dai Savoia, ma soprattutto per il Mezzogiorno d'Italia.








9 commenti:

  1. Come mai metti le foto della manifestazione del Movimento Trieste Libera ed eviti di nominare il più grande movimento per la legalità e il rispetto della legge che ci sia a Trieste?

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  2. Egregio anonimo, lei forse non comprende la lingua italiana! Si presenti almeno con il suo nome e cognome, e con qualche argomentazione!

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  3. Ottimo articolo! Forse in assoluto il primo da parte di un "non triestino" che analizza a fondo una questione cosi complessa come quella del Territorio Libero di Trieste. Grazie.

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  4. Grazie, non sono nato a Trieste, ma un pezzo della mia famiglia proviene dall'Istria!

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  5. Complimenti per l'articolo che non toglie e non aggiunge nulla allo "status" del Territorio Libero di Trieste.

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  6. Un doveroso GRAZIE!!! Come molti triestini ho sempre seguito con simpatia e interesse le rivendicazioni indipendentiste, ma trovo inquietante l'ipotesi sollevata dallo storico Leopoldo Nuti sull'accordo BIA del 20.10.1954 che lei ben conosce: "...Quando nel maggio del 1954 il segretario di Stato John Foster Dulles chiese al presidente del Consiglio Scelba se si poteva procedere alla firma del trattato sulle basi, negoziato da 15 mesi, questi rispose che la ragione del ritardo era la necessità di essere sicuri di poter evitare la ratifica parlamentare all’accordo. Una questione procedurale e politica importante, che si accompagnava alle trattative sulla questione di Trieste. Non fu certo un caso che l’accordo sulle basi (Bia) fu firmato il 20 ottobre 1954, poche settimane dopo la firma del memorandum d’intesa su Trieste ... (L. NUTI, «US Forces in Italy, 1955-1963») http://limes.espresso.repubblica.it/wp-content/uploads/2008/06/059-072-lim-3-07-desiderio.pdf (pag.62)
    Viene da chiedersi se i misteriosi Agreement prevedessero "l'aborto" pilotato dagli Usa del mai nato TLT in cambio delle numerose basi militari in loco e la successiva impunità per lo stato italiano di ogni violazione dei trattati; e quindi l'imposizione abusiva di una totale sovranità sul nostro territorio invece della prevista amministrazione, con la relativa fagocitazione di Trieste nella neocreata regione e le conseguenze disastrose che tutti conosciamo, incluso il sabotaggio del porto franco internazionale. E' solo "fantapolitica" o realtà? Mille grazie per l'attenzione.

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    1. Un consiglio di lettura con prove ufficiali alla mano:

      http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/07/italia-usa-e-getta-il-nucleare-segreto_8.html

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  7. Gianni Lannes merita ogni ringraziamento per la cura e lo scrupolo impiegati nella redazione non facile di quest'ottimo articolo su un argomento così complesso e poco noto alla quasi totalità dei colleghi. Ma qualche dettaglio può sempre sfuggire, ed essere importante anche se non lo sembra.

    Da specialista gli devo perciò segnalare, sul piano giuridico e storico, che il Memorandum d'intesa di Londra ha sub-affidato l'amministrazione civile provvisoria del Free Territory of Trieste non ad Italia e Jugoslavia come Stati, ma ai Governi italiano e federale jugoslavo. La differenza non è formale, ma sostanziale.

    Il Free Territory of Trieste è infatti tuttora costituito dal Trattato di Pace nel Regime Provvisorio stabilito dall'Allegato VII, una forma di amministrazione fiduciaria speciale che rielabora i principi e le procedure di amministrazione fiduciaria ordinaria dell'International Trusteeship System delle Nazioni Unite (Charter of the United Nations, Chapter XIII) per adattarli al governo provvisorio di uno Stato già costituito con l'entrata in vigore del Trattato.

    L'amministrazione provvisoria del Free Territory of Trieste può quindi venire affidata ad un Governo, ma non ad un altro Stato perché si creerebbe conflitto di sovranità, ed il garante del Free Territory per conto delle Nazioni Unite è il Consiglio di Sicurezza, e non il Trusteeship Council.

    Due ultime precisazioni che spero utili. L'organizzazione che ha ideato e conduce l'azione di obiezione fiscale è il Movimento Trieste Libera (www.triestelibera.one), mentre “Territorio Libero” è un gruppo scissionista che gioca sull'equivoco del nome ed utilizzando vecchi indirizzi internet del primo. Il link diretto del Trattato di Pace con l'Italia sul sito delle Nazioni Unite è

    https://treaties.un.org/doc/Publication/UNTS/Volume%2049/v49.pdf

    Grazie per l'attenzione cortese e cordiali saluti

    Paolo G. Parovel, direttore de La Voce di Trieste
    www.lavoceditrieste.net

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  8. Consentitemi ancora una breve osservazione: l'opinione diffusa, e riproposta qui in quakche commento, che il Free Territory of Trieste sia "abortito" o "mai nato" è stata comprensibilmente diffusa da propagande ed elaborazioni pseudo-giuridiche, ma è smentita da tutte le fonti giuridiche dirette, cioè dai trattati e dalle leggi pertinenti, anche italiane. In comportasmento degli Stati Uniti e del Regno Unito verso il Free Territory è sempre stato inoltre corretto e garantista, e non ha mai avuto a che fare con la questione delle basi militari in Italia. Su questi argomenti la rivista Limes è sempre una fonte interessante da leggere,spesso anche tra le righe, ma non si è dimostrata imparziale né nelle tesi, né nei silenzi stampa.

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