17.7.16

ITALIA: LA RIVOLUZIONE CHE VERRA’?

di Gianni Lannes



Noi cosa vogliamo? Il benessere, la salute, la pace, la fratellanza, l’indipendenza, la libertà? Negli anni ‘70 in tivvù, promuovevano l’automazione industriale spiegando che la sua resa in termini di produttività, avrebbe fatto sì che il lavoro umano sarebbe diminuito, ed aumentato il benessere. Invece, in ragione di uno strano algoritmo questo non è accaduto. Solo ultimamente la gente avverte che le autorità ingannano sempre e comunque le masse obbedienti, che i governi e le più alte cariche non sono così trasparenti come vorrebbero farci credere. Dunque, non possiamo riporre ciecamente in altri, soprattutto nelle istituzioni la nostra vita, fidandoci di chi non lo merita e non alcuna autorevolezza morale o umana. 

Il modo per smantellare tutto questo groviglio di sfruttamento e parassitismo è semplice, ma nessuno lo farà almeno attualmente perché richiede un minimo di coraggio: non si va più a votare, non si pagano più le tasse (utilizzate in gran parte per sostenere le spese militari e mantenere la casta dei politicanti nullafacenti), non si va più a lavorare (tanto sono già milioni le persone che non hanno un’attività retribuita), si azzerano i consumi superflui, si rottama per sempre la televisione. Insomma, un blocco totale: la rivoluzione non violenta perfetta, senza spargimento di sangue. Sciopero generale ad oltranza ed obiezione fiscale motivata. Milioni di persone che voltano le spalle al sistema che proprio perché ignorato implode su se stesso (il "sistema" è una perfetta quanto diabolica illusione). Bastano pochi giorni per realizzare quella tabula rasa, necessaria a ricostruire la società di questa e delle altre nazioni assoggettate ad una masnada di sfruttatori. Utopia? Ma certo, nessuno si sognerebbe di fare una cosa del genere, neppure la metà della popolazione, forse neppure un decimo. La prima rivoluzione è interiore, e parte da ognuno di noi. Ci vuole coscienza e amore per fare un mondo migliore, e questo lavoro deve essere intrapreso da noi con l'azione. Allora, a quando il passaggio dal denaro all'etica? Siete pronte/i, allora via!

6 commenti:

  1. L'etica di fronte alla fame cede sempre. Nessuno sciopero può riuscire se il padrone è deciso ad andare avanti, perchè lui si può permettere di aspettare, i lavoratori no. Senza esproprio proletario, non c'è rivoluzione.

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  2. Parzialmente d'accordo con quanto scritto: l'uomo deve mangiare, e per farlo e' disposto a tutto, anche al cannibalismo; non e' semplice dire basta a tutto...forse, una decrescita felice teorizzata da qualcuno e illustrata dai 5 stelle a suo tempo...

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  3. L'unica vera rivoluzione è quella per passare da una moneta a debito pruvata ad una moneta a credito di tutti.
    Il denaro, nel nostro sistema, non viene "assegnato", nel momento della creazione, a Stati ed individui, e a credito, come dovrebbe essere, e neppure "comprato" da chi lo produce, divenendone "proprietari", senza debiti, ne interessi da pagare e riconoscendo al "tipografo" i costi di produzione, più il giusto tributo per il funzionamento del sistema.
    Ma viene "creato dal nulla", dai proprietari di "Banche Private" in tutte le sue forme, con tipografie e bip sui computer, a costi prossimi allo zero, senza controvalore (Nixon, 15 agosto 1971), arbitrariamente, senza controlli, senza regole, senza limiti e, dopo essersene
    Impossessati al 100 % a credito (della differenza tra i costi, praticamente nulli, ed il valore nominale), averlo contabilizzato a passivo, evitando di pagare qualsiasi tipo di tassa, lo prestano arbitrariamente, 100% a debito, (ossia, ne concedono l'utilizzo, ma rimane di loro proprietà), a stati ed individui, con garanzie di beni reali, (incredibile: chi presta non possiede nulla, ma la garanzia, la mette chi si indebita), maggiorato di interessi (il canone di noleggio), che sulla massa monetaria, tutto debito per chi la riceve, tenderanno ad aumentare esponenzialmente (gli stati, sono indebitati per 3 volte il pil mondiale), rendendo il debito inestinguibile, e che pagheremo, sempre solo parzialmente, cedendo progressivamente tutte le ricchezze reali, costruite sacrificando tempo, lavoro e vita, in cambio di carta e numeri sui computer che solo loro possono creare.

    Gli Stati, dovrebbero creare la moneta, A CREDITO, SENZA INTERESSI, IN NOME E PER CONTO DEI CITTADINI, (GLI UNICI CHE CREANO RICCHEZZA REALE) E, IN PARTE, ASSEGNARLO INDIVIDUALMENTE, A TUTTI, DALLA NASCITA ALLA MORTE, COME REDDITO UNIVERSALE INCONDIZIONATO DI ESISTENZA.

    Ci interroghiamo su fatto che possa essere legittimo e sostenibile un reddito universale di esistenza assegnato a tutti, quando qualcuno accredita a se stesso ed ai suoi amici, come reddito da creazione monetaria, tutto il denaro esistente, poi lo presta a debito al resto del mondo, che non potrà mai ripagarlo.

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  4. La vita non può basarsi sul denaro! Il futuro dell'umanità sarà soltanto nel passaggio dal paradigma economico a quello etico, o non sarà affatto.

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    1. Caro Gianni, il denaro è un'unità di misura del valore, come il metro misura la lunghezza. Cerchiamo di capire che, se io ho il mopolio della "banca dei metri" non posso essere il proprietario delle cose che misuro. Chi crea il denaro, con questo metodo, diventa proprietario del valore nominale, ossia di tutto il denaro creato e prima o poi ce lo chiederà indietro, ma maggiorato di interessi, quindi una quantità maggiore di quella in circolazione. E non promo mai restituirlo. Il problema non è il denaro in sè, ma la sua natura negativa per chi lo riceve e positiva solo per ch8 lo crea. Pur non essendo il denaro l'unico fattore, un mondo etico non può esistere se l'unità econometrica utilizzata è negativa. Il mondo intero non può essere indebitato, ricattato e sciavizzato da un "tipografo"

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  5. Qua si parla di un mondo teorico, ma quando ascolti la Boldrini in tv (studio 24)che auspica l'accoglimento di milioni di turchi in quanto profughi...ma di cosa parliamo? Qui il caos avanza velocemente,non si ferma davanti a niente, ogni occasione e' buona per raggiungere la completa disgregazione sociale...guardatela ed ascoltatela, e' un video da brividi. Ma quando mai si occuperà di Italiani? Parla di mancanza di democrazia in Turchia in quanto non ci sono elezioni libere...perché,in Italia? Una falsità stomachevole...

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