21.7.16

IL FALSO CALO DEI VACCINI PEDIATRICI OBBLIGATORI




 di Gianni Lannes

Sul portale online del ministero della Salute giacciono in bella mostra i dati ufficiali che smentiscono l’inesistente crollo delle vaccinazioni inflitte ai bambini. Le 4 vaccinazioni obbligatorie hanno percentuali al di sopra del 95 per cento. Il crollo delle vaccinazioni in età pediatrica è l'ennesimo falso propagandato dalle autorità in camice bianco e divisa d'ordinanza (doppiopetto e tailleur). Perché allora tutto questo clamore dei mass media? 


L'ultimo rapporto sull'argomento è dell'Agenzia italiana del Farmaco ('Rapporto sulla sorveglianza di postmarketing dei vaccini in Italia', Agenzia italiana del farmaco (Aifa), datato marzo 2013), disponibile sul sito del Ministero della Salute - che rende note le percentuali sulle vaccinazioni pediatriche relative al 2013, tutte superiori al 95 per cento.  

Dunque, solo quelle non obbligatorie risultano inferiori al 95 per cento. Il polverone mediatico è  stato sollevato nel corso l'approvazione del Piano nazionale di vaccinazione 2016-18 che, tra le novità principali, impone - violando i principi costituzionali - vaccini che prima non lo erano, comunque già somministrati dal 2004 in un'unica soluzione esavalente (Glaxo). Infatti da allora è sparito il quadrivalente, mentre i genitori non vengono informati dell'inoculazione contemporanea di altri due vaccini non obbligatori.

Si tratta dello stesso Piano che, inizialmente, aveva previsto delle sanzioni contro quei medici che vi si opponevano. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin (una diplomata) che confonde batteri con virus, tifa per le vaccinazioni di massa. E consideriamo anche che nel 2003 è stato depenalizzato dall'allora ministro della Salute Girolamo Sirchia, l'obbligo da parte dei medici di segnalare le reazioni avverse ai farmaci, a esclusione dei vaccini, le cui sanzioni quindi non rientravano più nella sfera del penale (prima, invece, era previsto il pagamento di una multa e la detenzione fino a 6 mesi).

Dunque per alcuni vertici della sanità pubblica disapprovare un piano vaccinale è inquadrabile come colpa grave, sanzionabile secondo alcuni con la radiazione (ma poi attenuata prevedendo procedimenti disciplinari degli ordini dei medici), mentre non segnalare danni per la salute, verosimilmente derivati dal nesso causale con un vaccino, è cosa meno grave.

Ad ogni modo, nella realtà che vive oggi il belpaese, per questo piano mancano i soldi: si prevede infatti di aumentare la spesa annua per i vaccini a 620 milioni di euro, mentre per quello in vigore lo stanziamento è di 300.  
A proposito dell'annoso problema della disinformazione, ecco un esempio del modo in cui insorge confusione nei genitori: una lettera inviata dal distretto di una delle Asl più grandi del Lazio, che non brilla certo per precisione informativa.


Questo documento infatti non riporta nessun dato circa l'efficacia dei vaccini proposti, né quali effetti collaterali può presentare e con quale incidenza, né fornisce consigli sul quadro clinico ottimale in cui somministrare quello che - forse si tende a dimenticarlo - resta un farmaco.

Per la cronaca documentata, l’Aifa (il controllore pubblico) ha elargito alla famigerata Glaxo (il controllato privato) ben 26 milioni di euro. Un regalo, un dono, una regalia, oppure un contentino? Ma a che titolo?  

Sia chiaro: i bambini non sono cavie o carne da macello.


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