13.7.16

A BINARIO MORTO: LA SPECULAZIONE DEI POLITICANTI





di Gianni Lannes

Chi ha firmato il nullaosta per la deroga in materia di sicurezza su quella linea ferroviaria pugliese da terzo mondo europeo? Cinica retorica e demagogia a profusione in un vortice di menzogne e disattenzioni delle autorità preposte ai controlli. Ora, soltanto dopo una strage di persone, 27 morti e 51 feriti, l’ineletto Renzi e il sodale Delrio annunciano un’inchiesta, eppure non hanno mai risposto all’interrogazione parlamentare numero 4/00836 del 12 giugno 2013, che giace in un cassetto istituzionale da più di tre anni. Un atto parlamentare che aveva per tempo sollevato proprio questo specifico caso di burocratica insicurezza.



Inoltre, cosa ben più grave, proprio l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi, un organo periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano, aveva concesso una deroga sulla sicurezza: infatti, Ferrotramviaria aveva ottenuto dall’Ustif una deroga per l’installazione del Sistema di controllo marcia treno  (SCMT) entro dicembre 2016 fino a Ruvo, ed entro dicembre 2017 da Ruvo fino ad Andria sud, dove è prevista la costruzione del secondo binario.
Il bando di gara finanziato dalla Regione è stato pubblicato, nonché prorogato e scade il 19 luglio prossimo. Eppure, soltanto ieri i sindacati si sono destati dal torpore clientelare e hanno accusato l’azienda di non aver voluto investire in sicurezza, installando nel frattempo almeno il sistema SCC, ovvero il conta assi, più economico del “Sistema di controllo marcia treno”, ma perfettamente in grado di evitare questa strage. Prima, erano forse distratti il governatore Michele Emiliano e il vice presidente Antonio Nunziante (ex prefetto di Bari)?

Accusa l'Unione sindacale di Base (USB): "Se per errore umano si intenderà quello che qualche ferroviere ha commesso durante il suo lavoro, USB reputa inaccettabile che oggi, 12 luglio 2016 un immane disastro ferroviario abbia l’errore umano tra le cause possibili. Se errore umano è stato USB chiede di non ricercare l’errore tra i ferrovieri, ma tra i Ministri e Presidenti di Regione che si sperticano nell’elogio della sicurezza ferroviaria anziché dare seguito al Dlgs n112 del 15 luglio 2015 che equipara le reti ferroviarie italiane. L’errore umano è commesso tutti i giorni da chi permette che sulla sicurezza dell’esercizio ferroviario insistano 2 agenzie differenti (ANSF ed USTIF) che adottano norme differenti in tema di mezzi e sistemi di distanziamento ferroviario. Errore umano è quello dei dirigenti aziendali che non attrezzano linee e locomotive con sistemi tecnologici moderni perché troppo presi dalla “costruzione” di mirabolanti bilanci economici da presentare alla stampa, se non agli speculatori di borsa. Errore umano è quello che alla sicurezza del sistema ferroviario interpone il mercato ed il profitto".

In altri termini, simili tragedie sono inammissibili dal momento che la tecnologia ha annullato sui binari il rischio di incidenti causati da eventuali errori umani.

«Non ci sono stati errori tecnologici, ma per chiarire quanto accaduto aspettiamo di recuperare  le scatole nere presenti nei due convogli» dichiara Massimo Nitti, direttore generale trasporto di Ferrotramviaria.  Tra le ipotesi ci sarebbe anche un guasto dei sistemi che regolano le coincidenze e indicano la marcia dei treni: infatti uno dei due doveva essere in stazione e l’altro in transito. i convogli definiti ultramoderni e datati 2005 e 2009 (ma su alcune carrozze non funzionava l’aria condizionata) erano partiti da Andria e Corato e viaggiavano su l’unico binario a disposizione. Ma non è escluso anche l’errore umano visto che in quella tratta viene ancora usato il cosiddetto “blocco telefonico”, ossia la comunicazione del via libera sul binario unico. Proprio in quel punto la linea non è dotata di sistemi di marcia, ed è tutto affidato a messaggi telefonici e all’abilità dei ferrovieri. perché i dispositivi di sicurezza, pur previsti dal 2007, ancora non ci sono, e si procede con rimedi che risalgono a mezzo secolo fa. Il risultato è questa tragedia annunciata da tempo.

Prima di muoversi da Andria il regionale ET 10234 partito da Barletta alle 11,24 e atteso a Bari alle 12,34 avrebbe dovuto attendere il treno in arrivo da Corato che aveva 8 minuti di ritardo in ragione dei lavori sulla linea. L’ET 1023 è ripartito e ha impegnato il tratto di linea verso sud: qui in piena campagna l’impatto con il regionale ET 108 partito da Bari alle 10,42 verso barletta (11,50). La stazione di Andria dove era previsto l’incrocio tra i due treni alle 11,38 dista esattamente 10 minuti sia da Corato che da Barletta. Il ritardo ha causato uno spostamento di incrocio, che non è stato comunicato al macchinista del treno proveniente da Bari. Pesa non poco l’assenza del dispositivo di controllo marcia treno (SCMT). E’ un dispositivo obbligatorio da decenni sulle linee statali, ma non sulle concessioni private. L’installazione era prevista dal 2007.

I sistemi di sicurezza sono antiquati: nessuna linea con quel tipo di traffico si affida più al blocco telefonico. Sull’intera rete Bari nord corrono 196 treni al giorno. Il BACC, il blocco elettrico a correnti codificate che consente al macchinista di avere in cabina la ripetizione dei semafori presenti sulla linea, è in funzione solo fino a Ruvo, infatti dopo Ruvo fino a Barletta si procede ancora con le telefonate come mezzo secolo fa.

La Procura della Repubblica di Trani procede per “disastro ferroviario e omicidio colposo plurimo”.  Sono sicuro che nell’eventuale banco degli imputati non siederanno gli irresponsabili politici ed amministrativi di una vicenda che si trascina dal 2007.

Tante vite dilaniate come quella del sedicenne Antonio Summo, nativo di Ruvo. Esistenze che non potranno più tornare in vita oltraggiate dal solito balletto dei politicanti in processione televisiva. E’ una strage annunciata: prima o poi doveva accadere; l’incuria partitocratica porta spesso a queste conseguenze, ma è sempre la gente comune a pagare perdendo la vita. Ora c’è la processione dei ciarlatani e le litanie di messaggi . Tutto inutile. Basta retorica e ipocrisia.

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