1.6.16

TRAFFICO DI ESSERI UMANI: IL PADRONE USA BOCCIA IL GOVERNO ITALIANO!


 
di Gianni Lannes


Ecco il "rapporto sul traffico di persone 2015" (l'ultimo disponibile) stilato dalla Missione diplomatica degli Stati Uniti d'America in Italia e inviato a Washington al Dipartimento di Stato. Lo sguardo è impietoso ma lucido, e riferisce di una certa complicità e carenza delle autorità italiane. A proposito dello sfruttamento schiavistico dei migranti, piccoli e grandi, per Renzi e Mattarella c'è soltanto da vergognarsi e dimettersi. E se lo attestano anche i padroni d'Italia dal 1943, non c'è da festeggiare alcuna repubblichetta delle banane tricolori.


«L’Italia è un Paese di destinazione, di transito e di origine per donne, bambini e uomini vittime del traffico di persone a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo. Le vittime provengono da Nigeria, Romania, Marocco, Cina e altri Paesi. Le vittime di sesso femminile spesso sono oggetto di sfruttamento sessuale e vengono attirate con promesse di lavoro come cameriere, ballerine, cantanti, modelle o badanti. Donne e ragazze dell’Europa orientale sono costrette a prostituirsi da gruppi criminali rumeni e albanesi. Donne e ragazze nigeriane vengono fatte entrare in Italia a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo tramite servitù per debiti e coercizione a mezzo di rituali vudù. Gli esperti stimano che i minori costretti a prostituirsi sulle strade siano circa 2.500. Uomini di origine africana, asiatica ed esteuropea vengono costretti al lavoro coatto tramite servitù per debiti, al Sud nel settore agricolo e al Nord nell’edilizia, nei servizi domestici, negli alberghi e nei ristoranti. Uomini e donne cinesi vengono costretti a lavorare all’interno di stabilimenti tessili di Milano, Prato e Napoli. I minori vittime del traffico di persone a scopo di sfruttamento sessuale e costretti a mendicare o a svolgere attività criminali provengono dalla Romania, dalla Nigeria, dal Brasile, dal Marocco e dall’Italia stessa, in particolare bambini di sesso maschile e di etnia rom e sinti, in alcuni casi nati nel territorio nazionale. Individui transgender di origine brasiliana e argentina sono costretti a prostituirsi in Italia. I minori non accompagnati, in particolare quelli di sesso maschile e provenienti da Somalia, Eritrea, Bangladesh, Egitto e Afghanistan, che spesso lavorano in negozi, bar, ristoranti e panetterie per ripagare il debito contratto per poter entrare clandestinamente nel Paese o per mandare soldi alle proprie famiglie, corrono il rischio di diventare vittime del traffico di persone. A livello locale, sono stati registrati casi di complicità delle autorità in reati legati al traffico di persone…

Dei 170.100 migranti sbarcati sulle coste italiane nel 2014, più della metà non sono stati identificati dalle autorità e molti hanno lasciato il Paese per raggiungere i loro parenti nei Paesi dell’Europa settentrionale: alcuni di questi migranti possono finire vittime di traffico di persone e sfruttamento. Il Governo italiano ospita i migranti in centri di accoglienza temporanei sparsi per tutto il Paese; i richiedenti asilo che abbandonano questi centri prima che la loro richiesta sia stata approvata o respinta sono a rischio di finire sfruttati a scopo sessuale o lavorativo dai trafficanti di persone. Sui minori non accompagnati arrivati in Italia nel 2014 che hanno abbandonato la comunità protetta in cui erano alloggiati per lavorare, mendicare o spostarsi verso nord, circa un quarto è a forte rischio di sfruttamento…

Il Governo coordina un gruppo di lavoro interministeriale con il compito di elaborare linee guida per l’identificazione e l’affidamento delle vittime nel quadro di una proposta per un piano d’azione nazionale, ma ha rimandato la pubblicazione del piano…

RACCOMANDAZIONI PER L’ITALIA

Incrementare il numero delle condanne di trafficanti applicando sanzioni dissuasive; aumentare, in particolare nei centri di accoglienza ed espulsione dei migranti, gli sforzi per individuare potenziali vittime del traffico di persone fra gli immigrati clandestini e i richiedenti asilo; accrescere gli sforzi per individuare le vittime di tale traffico a livello nazionale, in particolare minorenni di gruppi minoritari costretti a prostituirsi, mendicare o delinquere; fornire servizi appropriati per le vittime di traffico di persone a scopo di sfruttamento lavorativo e scoraggiare la domanda di manodopera coatta attraverso un incremento di approfondite ispezioni del lavoro; formalizzare le procedure per l’identificazione e l’affidamento delle vittime ai servizi di assistenza e garantire una formazione costante per fare in modo che agenti delle forze dell’ordine e altri funzionari pubblici applichino tali procedure in modo proattivo; fornire adeguati finanziamenti alle organizzazioni non governative che assistono le vittime; creare servizi specializzati per i minori vittime del traffico di persone e potenziare le strutture di accoglienza per le vittime di sesso maschile; creare una struttura di coordinamento nazionale che coinvolga tutti gli organismi pubblici rilevanti e le organizzazioni della società civile; completare e attuare un piano d’azione nazionale; attuare iniziative a livello nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a tutte le forme di traffico di persone… Il Governo continua a impegnarsi per indagare e processare i colpevoli, ma le condanne sono diminuite…Nel 2013 – l’anno più recente per il quale siano disponibili statistiche sull’azione giudiziaria – le autorità hanno condotto indagini su 3.803 individui sospettati di traffico di persone, dato che segna un incremento rispetto ai 2.270 del 2012, e hanno processato 1.024 persone contro le 805 del 2012. Nel 2013 sono stati condannati 74 trafficanti e le Corti d’appello hanno confermato le condanne per 108 imputati, contro i 135 trafficanti condannati e le 121 condanne confermate in appello nel 2012. Il Governo non è stato in grado di fornire dati completi sulle condanne comminate nel periodo in esame, ma ha reso noto che alcuni individui condannati per traffico di persone hanno ricevuto pene fra i 5 e i 13 anni di reclusione…

La formazione degli agenti delle forze dell’ordine include le procedure per l’identificazione delle vittime del traffico di persone e le indagini su reati legati al traffico e allo sfruttamento: manca tuttavia un approccio sistematico per la formazione dei funzionari pubblici. Il ministero degli Affari esteri ha sospeso l’ambasciatore in Turkmenistan dopo che è stato arrestato nelle Filippine per traffico e abusi ai danni di minori. Nonostante alcuni episodi che hanno visto il coinvolgimento di funzionari di enti locali nel traffico di persone, le autorità non hanno riferito di alcuna indagine, processo o condanna a carico di funzionari pubblici per complicità in reati legati a tale traffico…

Il Governo nel 2014 ha stanziato 8 milioni di euro per programmi di assistenza alle vittime del traffico di persone affidati a organizzazioni non governative: si tratta di un incremento del 60 per cento rispetto ai fondi stanziati nel 2013. Tali programmi, inoltre, hanno ricevuto circa 2,7 milioni di euro da Regioni, enti locali e dall’Unione Europea. Le organizzazioni non governative hanno dichiarato che i fondi non bastano per venire incontro alle necessità delle vittime. L’assistenza alle vittime viene garantita per un periodo compreso fra i 3 e i 6 mesi, e l’alloggio e l’assistenza per il reinserimento per ulteriori 12 mesi. Le vittime di sesso maschile sono state accolte in strutture separate gestite da organizzazioni non governative, anche se lo spazio disponibile è limitato. Le vittime minorenni ricevono automaticamente un permesso di soggiorno fino al raggiungimento della maggiore età e vengono ospitate in centri per minori: non esistono servizi e strutture di accoglienza specializzati per i minori vittime del traffico di persone. Gli esperti criticano la disparità dei livelli di assistenza nelle diverse zone del Paese. Le procedure di assegnazione variano da regione a regione e sono basate su protocolli di intesa stipulati a livello locale fra forze dell’ordine e organizzazioni non governative. Secondo le organizzazioni non governative, l’applicazione incoerente dei criteri di identificazione da parte dei funzionari pubblici impedisce di individuare vittime del traffico di persone fra immigrati clandestini, richiedenti asilo e minori non accompagnati…

L’azione del Governo italiano per prevenire il traffico di persone è costante ma di portata limitata. Non è stato completato il primo piano d’azione nazionale per il contrasto del fenomeno, nonostante un decreto legislativo di marzo 2014 imponesse al Governo di farlo. Non sono state varate campagne nazionali per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Manca una figura che coordini a livello nazionale le azioni contro il traffico di persone e non c’è nemmeno un relatore nazionale indipendente con il compito di valutare l’efficacia delle iniziative per combattere il fenomeno».




fonte:



Nessun commento:

Posta un commento

Gradita firma degli utenti.