17.6.16

MATTARELLA: ADDIO ITALIA!




 di Gianni Lannes

Mentre il popolo inglese è chiamato a decidere se uscire o meno dal sistema dittatoriale dell’Unione europea, e il parlamento svizzero archivia per sempre la richiesta di aderire alla stessa Ue, al popolo italiano è negata questa possibilità di scelta. Siamo davvero alla fine dello Stato italiano come repubblica libera, indipendente o che dir si voglia, democratica.
 

"Attentati contro la integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato": è quanto stabilisce l'articolo 241 del codice penale.


Ecco chi viola impunemente, addirittura al massimo livello istituzionale, la legge italiana: si tratta del caso documentato dall’inquilino abusivo del Quirinale, ovvero il firmatario dell'incostituzionale "italicum", vale a dire un altro colpetto di stato per conto terzi all'italiana. Il medesimo "presidente", peraltro, è stato  nominato da parlamentari illegittimi eletti con le legge 270/2005, dichiarata incostituzionale dalla Consulta con sentenza numero 1 dell’anno 2014. Ecco cosa ha detto Sergio Mattarella - già recidivo dopo lo stesso pronunciamento a Cernobbio l’anno scorso - nel suo discorso recente in Romania, in palese violazione della Costituzione e, appunto, dell’articolo 241 del codice penale: 

«Il fluire della sovranità dagli Stati membri all'Unione in molti settori non si è completato in maniera soddisfacente e l'Unione, anche per questo, non appare ancora oggi pronta a rispondere in maniera efficace a tanti bisogni dei nostri cittadini. Siamo semplicemente di fronte a un bivio. Possiamo fuggire dalla realtà, girare la testa indietro verso un antistorico tentativo di recupero, da parte degli Stati, di sovranità, in realtà soltanto apparente, rinunciando, in tal modo, alle tante conquiste di questi anni. Possiamo, invece, dall'altra parte tenere lo sguardo rivolto verso il futuro, verso il naturale completamento della nostra Unione, che passa attraverso Istituzioni comuni, con il rafforzamento di quelle esistenti e la creazione di nuove, così da poter di dare ai nostri cittadini le risposte che meritano in questo periodo».

Insomma, un capo dello Stato che tradisce il suo Paese chiedendo di superare lo Stato nazionale e mantenere in vita una democrazia di facciata, ovvero autoritaria, telecomandata dalla speculazione finanziaria straniera. L’intervento di Mattarella è la prova definitiva che alla presidenza della nostra Repubblica abbiamo ancora una volta un soggetto che vuole la fine dell’Italia come Stato sovrano ed indipendente, con buona pace della Costituzione. 

Eppure, il Presidente della Repubblica, è colui che dovrebbe essere il garante dell’unità nazionale, ma invece l'attuale capo dello Stato pro tempore è il principale propugnatore del superamento della Repubblica Italiana. Infatti Mattarella chiede la fine dell’Italia, e così va in onda la “democrazia autoritaria”. L’essenza è che non c’è più democrazia, possibilità di cambiare direzione alle politiche dei governi per effetto della volontà popolare. E si va avanti con le finzioni giuridiche e politiche.
 
Mattarella se l’Italia fosse uno Stato di diritto, dovrebbe essere sotto processo d’ufficio quantomeno per alto tradimento, perché attenta alla'integrità, all'indipoendenza e all'ìunità dello Stato. Ma siccome nel belpaese la legge non è uguale per tutti, non sarà sfiorato dalla magistratura (ben peggio ha fatto Cossiga, responsabile dell'omicidio di Aldo Moro e di ben due stragi), a meno che il popolo “sovrano” decida una buona volta di fare una rivoluzione, licenziare chiedendo i danni il terzo governicchio consecutivo di ineletti, e di dar vita ad una nuova Costituente.






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