18.6.16

ITALIA: PARLAMENTO, GOVERNO E QUIRINALE FUORILEGGE!




 
 di Gianni Lannes

«Qui abbiamo una sentenza della Corte Costituzionale. Queste leggi sulla cui base è stato espresso il parlamento della Repubblica, sono leggi incostituzionali. La sentenza è la numero 1 del 2014. La stessa sentenza, però, dice che per il principio di continuità dello Stato non si può far tutto. Dice che si può far molto poco. Si possono fare solo gli atti necessitati e urgenti.  Lei capisce cos’è il principio di continuità dello Stato? Sa che cosa significa?». Il ministro Boschi china il capo e non risponde. Il Presidente emerito della Corte Costituzionale, Annibale Marini, a Roma in un convegno pubblico dell’Aiga, ridicolizza il ministro Boschi presente in sala. Non è tutto: secondo il presidente emerito della Consulta: «Un parlamento illegittimo non può modificare 40 articoli della Costituzione». 

Questo Parlamento è illegittimo, c’è una sentenza della Corte che lo ha attestato ben due anni fa, accompagnata da un pronunciamento inequivocabile della Cassazione. Dal 2005, secondo la predetta sentenza è stato violato il suffragio universale e diretto, nonché il diritto di voto personale, eguale, libero e segreto.
Ha dichiarato Marini: «Il principio di continuità non può significare far tutto, soprattutto riforme così ampie che toccano 40 articoli della nostra Costituzione».

E invece, ci ritroviamo un parlamento di fuorilegge che ha espresso a sua volta un inquilino del Quirinale senza averne il diritto. Mattarella, peraltro, è uno dei firmatari della storica sentenza numero 1 del 2014, ma da capo dello Stato ha firmato l’altrettanto incostituzionale porcellum. In poche parole: tutto quello che il governo, il parlamento e Mattarella sfornano è illegale poiché non hanno alcun potere e soprattutto diritto di legiferare. Dunque, il problema del referendum non si pone. Che fare? Sciogliere il Parlamento, licenziare in tronco l’ineletto Renzi e l’abusivo Mattarella, dare vita ad una nuova Costituente, infondere peso politico all'opinione pubblica, motivare i giovani alla realizzazione politica del bene comune.












Nessun commento:

Posta un commento

Gradita firma degli utenti.