9.6.16

EUROPA: LA STRAGE DEGLI INNOCENTI!

di Gianni Lannes


La mercificazione del corpo umano dalla più tenera età. E' l'ultimo tabù, altro che leggenda metropolitana come vogliono far credere alle masse inebetite dai consumi di massa. Un orrore di mercato oscurato dai mass media telecomandati dall'estero, un inferno che sto esplorando in solitaria da alcuni anni con immersioni in profondità nel disinteresse generale. L’espianto di organi nel vecchio continente è una realtà impunita da decenni, come ben sanno fior di camici bianchi che si prestano per mero denaro a compiere il lavoro sporco, protetti dall'omertà istituzionale di numerosi politicanti europei eterodiretti dai prevalenti interessi speculativi finanziari. Anche i migranti sospinti da noi, sono gratuita e fresca carne da macello, mentre una volta i trafficanti ed i loro protettori in seno ai governi nazionali e alle multinazionali del crimine, dovevano scomodarsi con false adozioni internazionali, come nel caso documentato dell'Italia, accusata da una risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 14 settembre 1993, proprio di aver fatto a pezzi ben 3 mila bambini brasiliani in un colpo solo nel 1988.Non è una torbida storia del passato, ma il presente.

Ecco svelata e rivelata la vergogna mondiale, anzi l’ipocrisia delle istituzioni europee, ma non solo. La cosiddetta “Convenzione del Consiglio d'Europa contro la tratta degli organi umani”, aperta alla firma il 25 marzo 2015, non è ancora entrata in vigore, poiché occorrono almeno, così è stabilito «5 Ratifiche inclusi almeno 3 Stati membri del Consiglio d'Europa». Eppure, nonostante gli altisonanti proclami, nessuno Stato europeo l’ha ratificata, ad eccezione dell’Albania che tre giorni fa ha compiuto questo passo, unico a livello planetario. Il paese delle aquile, nonostante i luoghi comuni è uno Stato civile.

In sostanza: «La Convenzione invita i governi a rendere il prelievo illecito di organi da donatori viventi o deceduti infrazione penale: qualora il prelievo venga realizzato senza il consenso libero, chiaro e specifico del donatore vivo o deceduto, o nel caso di un donatore deceduto, senza che il prelievo sia autorizzato in virtù del diritto di un paese; qualora, in cambio di un prelievo di organi, il donatore vivo, o una terza persona, ottenga profitti o vantaggi; qualora, in cambio di un prelievo di organi da un donatore deceduto, una terza persona ottenga profitti o vantaggi».

L’Italia ha soltanto firmato questo atto ma non l’ha ratificato. Addirittura, anzi peggio, le altre nazioni “civili”, come ad esempio Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Malta, Monaco, Paesi Bassi, San Marino, Slovenia, Svezia, Ucraina, Ungheria, ed Unione Europea, che non hanno neanche siglato la predetta convenzione.

Ogni due minuti in Europa scompare un minore, attestano i dati ufficiali di Europol e Missing Children Europe. Certo non tutti i bambini e gli adolescenti diventano carne da macello per i vivisezionatori, ma tanti purtroppo svaniscono nel nulla, preda dei macellai occidentali. In Europa, attualmente, più di 60 mila persone attendono un trapianto, di cui oltre 9 mila solo in Italia. Chi ha i quattrini a profusione, può permettersi di comprare anche i neonati a 50-60 mila euro cadauno. Ho dettagliatamente informato anche il "garante per l'infanzia", ma non ho avuto alcun riscontro.

Ha scritto il giurista Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte costituzionale, nel parere licenziato dal Comitato nazionale per la bioetica del 2013, intitolato "Traffico illegale di organi umani tra viventi": 
 
«L’esistenza a livello mondiale del traffico illecito di organi umani ai fini di trapianto è un fatto drammatico che rappresenta un pericolo reale per la salute  pubblica e individuale e viola i diritti fondamentali e la dignità dell’uomo. L’impressione  generale  è  che  non  siano  stati  ancora  adottati,  tanto  a  livello nazionale che internazionale, strumenti efficaci per prevenire, contenere  e  contrastare  questa  attività    criminale. Una  vicenda illecita che necessariamente  coinvolge  anche  la  comunità  scientifica  (chirurghi,  nefrologi, responsabili  dei  centri  trapianti,  rianimatori,  ecc.).  Aggiungasi  che  questo mercato vede con sempre maggiore frequenza vittime persone vulnerabili, quali prigionieri,  condannati  a  morte,  minori  (bambini  rapiti  per  acquisire  organi). Soprattutto in questi ultimi decenni il flusso di organi e parti del corpo percorre le moderne rotte internazionali tracciate dal capitale: dal Sud al Nord, dal terzo al primo Mondo, dai poveri verso i ricchi. Nel peggiore dei casi questo traffico si traduce in forme di esproprio, sfruttamento e coercizione».

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