13.5.16

RENZI DECAPITA LA CULTURA!



di Gianni Lannes

Ha resistito ai saccheggi piemontesi, ai bombardamenti angloamericani, alle ruberie partitiche, perfino a s-vendo-la-puglia, ma rischia di capitolare all’ineletto toscano, eterodiretto dall’estero, che nel 2014 ha sperperato ben 30 miliardi di euro in spese militari (ossia di guerra, sic!) e nel 2015 ha fatto altrettanto impunemente. Josè Luis Borges si immaginava il paradiso a forma di biblioteca. Marguerite Yourcenar scrisse che fondare biblioteche è come costruire granai per il lungo inverno dello spirito. Ma ecco cosa accade ora nel Mezzogiorno d'Italia.
 
La biblioteca pubblica Magna Capitana di Foggia è una delle più importanti d’Italia. Che fare? Di certo non mandare in onda il solito piagnisteo italidiota con richiesta di elemosina al governatorucolo di turno, bensì praticare una lotta pacifica e nonviolenta per l’affermazione dei propri inviolabili diritti. Tanto per aprire le danze il popolo Dauno potrebbe mettere in atto uno sciopero generale ad oltranza, e contemporaneamente un’obiezione fiscale, nonché un gigantesco sciopero della fame e la consegna al quirinale dell’inutile certificato elettorale.

Passo successivo: ottenimento dell’indipendenza politica e amministrativa per la Daunia, ormai fagocitata da Bari tombino industriale e zerbino d’Italia. Le imprese non sono mai impossibili: solo la volontà degli uomini può rivelarsi insufficiente. Risorse a disposizione? La buona volontà e il coraggio delle straordinarie intelligenze autoctone, di giovani e anziani.
  
A conti fatti la legge Delrio (numero 56 del 7 aprile 2014) non prevede tra le funzioni fondamentali delle province, espressamente la cultura. E così, mentre in Italia le scuole pubbliche cadono definitivamente in rovina o muoiono soffocate dall’amianto, e si assottigliano all'osso gli investimenti sanitari per la collettività, ma in singolare simultaneità aumentano a dismisura le spese di guerra imposte da Washington a palazzo chigi e al quirinale, contemporaneamente con i drastici tagli alla spesa pubblica degli enti locali, obbligati dall’esecutivo renziano piazzato dal Napolitano, ma non votato dal "popolo sovrano", sono ad imminente rischio di chiusura le biblioteche pubbliche in ambito comunale e provinciale. In Italia, si sa, la cultura, sembra non pagare, a detta dei fantocci telecomandati del suddetto governo, ottenebrati dagli interessi stranieri.
 
Tra l'altro, i nefasti effetti del dittatorello toscano giungono al risultato di smantellare i primi e fondamentali presidi di cultura. A rischio di estinzione programmata, inoltre, gli archivi di Stato e le sovrintendenze ai beni culturali, archeologici e storici, ormai prive di fondi e personale, nonostante, paradossalmente, la marea di laureati e specializzati a zonzo. Della serie al peggio non c’è mai fine. A proposito non si ode un lamento: gli intellettuali in quale salotto televisivo bivaccano sordidamente? In fondo, il sistema di potere dominante vuole e pretende una massa di belanti ignorantoni da manipolare a piacimento con i consumi d’azzardo e la tecnologia del controllo totalitario. Allora, come sempre, zitti e muti! Mentre all'estero con la cultura si mangia, da noi dove insiste il più grande giacimento mondiale e l'accozzaglia di politicanti più corrotta e analfabeta del globo, invece si crepa. Ma chi ha stabilito a tavolino questa macabra sorte?
 
Per dirla con Bertrand Russell: «Ogni governo che controlli l’educazione per una generazione sarà in grado di controllare i suoi sudditi senza il bisogna di armi o di poliziotti».
 
Allora, spegnete la televisione, accendete la mente e aprite il cuore alla realizzazione del bene comune.

 
riferimenti:














http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2015/05/lagonia-di-foggia-e-della-capitanata.html








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