11.5.16

«L’ITALIA E’ IL REGNO DEL TRAFFICO DI ORGANI»





di Gianni Lannes

 
Da tempo è in atto un genocidio di piccoli esseri umani, un sistema che da decenni, fa impunemente affari a gonfie vele. Il 13 settembre 1993 dal Parlamento europeo è scoccata una denuncia che investe l’Italia: «Nel vostro Paese c’è un centro di smistamento europeo di traffico di organi per trapianti. Dal 1988 al 1992 un vostro trafficante di bambini ha fatto arrivare dal Brasile 4.000 piccoli che dovevano essere adottati. Tremila sono scomparsi nel nulla». E’ Leon Schwartzenberg, deputato socialista francese (ex ministro della sanità e oncologo di chiara fama internazionale), a chiamare in causa il belpaese. L’accusa di questo medico, approvata con la risoluzione A3-0074/93 (“Résolution sur l’interdiction du commerce des organes à transplanter”) è un rapporto che, oltre a descrivere un’ampia casistica, propone una serie di misure per mettere fine alle mostruose speculazioni sul prelievo di organi. «La nascita del traffico - ha sostenuto l’eurodeputato - è stata resa possibile dalla scoperta di un liquido che permette di conservare e quindi di trasportare organi». 

All’epoca, il ministro di Grazia e Giustizia, Giovanni Conso, si limitò fulmineamente ad innalzare una difesa d’ufficio, mediante un comunicato stampa, ossia senza un’istruttoria  o comunque un’approfondita verifica:  «Queste accuse sono tutte false». Eppure, da allora, giacciono senza risposta governativa, alcuni atti parlamentari, sottoscritti da numerosi deputati. Si tratta dell’interrogazione a risposta in commissione, numero 5/01598 datata 15 settembre 1993, dell’interrogazione a risposta scritta numero 4/17629 del 15 settembre 1993, e  dell’interrogazione a risposta scritta numero 4/17901 del 22 settembre 1993. Allora, il ministro Conso ha mentito spudoratamente, oppure non era informato sui fatti? Un inviato dell'Unicef a New York, tale Guido Bertolaso, che in seguito ha fatto fortuna con la protezione incivile, smentì a chiacchiere morte, l'orrendo fenomeno.



All’epoca il giudice istruttore Angelo Gargani ed il pm Cesare Martellino archiviarono incredibilmente l’indagine giudiziaria, ma identificarono un ex sacerdote italiano, Luca Di Nuzzo, originario di Caserta (naturalizzato brasiliano) che smerciava bambini in Italia, concentrandoli prima dell'ultimo viaggio fatale, in un orfanotrofio da lui aperto a Salvador di Bahia. Risultò che in quel lager gestito dal Di Nuzzo, in un solo mese erano improvvisamente morti 31 bimbi. A quel tempo, comunque, i magistrati brasiliani bloccarono le adozioni per l’Italia che, così, mise in piedi un import da El Salvador.

L’Italia è stata denunciata anche da René Bridel, rappresentante nell’Onu dell’Associazione Internazionale Giuristi per la Difesa della Democrazia, dal quotidiano “La Nacion” di Buenos Aires, da “O Globo” di Rio de Janeiro e dal giornale  la “La Repubblica” di Lima: l'Italia è stata definita come il maggior importatore di bimbi brasiliani, come il più importante compratore. 


Anche per le successive interrogazioni - numero 5/00365 del 23 settembre 1994, e numero 3/00239 del 26 settembre 1994 - sul medesimo tragico argomento, l’iter risulta attualmente, anzi paradossalmente  “in corso”. In altri termini, da allora, nessun governo tricolore, ha dato una spiegazione sulla mattanza in atto nel belpaese.

Il traffico viene alimentato - aveva dichiarato l’eurodeputato francese - dalle somme ingenti che i malati occidentali, in attesa del trapianto di un organo, sono disposti a pagare per accelerare i tempi solitamente molto lunghi della donazione». Per stroncare questo mostruoso commercio clandestino l’europarlamento ha approvato a maggioranza, ben 23 anni fa, una risoluzione nella quale chiedeva ai governi aderenti all’Ue, di vietare su tutto il territorio comunitario il commercio di parti del corpo umano, stabilendo il principio assoluto della gratuità del dono di organi. Risultato? Soltanto nel 2015 l’Unione Europea ha varato sulla carta, la “Convenzione europea contro il traffico di organi umani”, che però, non è entrata ancora in vigore, perché non ratificata dagli Stati, in primis dall’Italia.

Se in un recente passato la mercanzia veniva garantita attraverso la copertura di finte adozioni, unitamente ai rapimenti di bambini italiani, provenienti da famiglie non abbienti (e dunque incapaci di difendersi), oggi i minori, bimbi e adolescenti, approdano a migliaia dall’Africa e dal Medioriente. Ma invece che nella terra promessa finiscono vivisezionati da camici bianchi occidentali, che ingrassano sul mercato degli espianti, grazie all’omertà istituzionale dilagante. Dati ufficiali alla mano, soltanto in Italia, nel 2015 sono scomparsi oltre 12 mila minori, 7 mila un Grecia e 6 mila in Germania, ma anche la Francia non è immune dal fenomeno, come attesta il caso di Calais.

riferimenti:









2 commenti:

  1. Bisogna diffondere il più possibile le Sue importanti indagini, per smascherare i responsabili di questi aberranti traffici. L'uccisione di bambini e il peggio crimine che si possa commettere, e l'indifferenza lo asseconda. Cerchiamo anche di sostenere chi rischia l'incolumità personale per promuovere la verità. Grazie dott. Lannes

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