11.5.16

FANCIULLI PERDUTI!

   
 

di Gianni Lannes
 
In Italia, dal primo gennaio 1974 al 31 dicembre 2015 - secondo i dati del ministero dell'Interno - sono 21.240 i minorenni (1.912 italiani e 19.328 stranieri) spariti nel nulla. Questi numeri ufficiali, tuttavia, alla prova dei fatti, sono ampiamente sottostimati. Nel 2013, in Europa, sono scomparsi più di 630 mila minori: il 40 per cento di essi non è mai stato ritrovato.  
 
Attualmente i bambini e gli adolescenti definiti statisticamente "irreperibili" dalle istituzioni italiane e dalle autorità europee, alimentano il mercato degli organi umani, dopo essere stati sfruttati sessualmente. Insomma, dei pargoli, non si butta via niente. Secondo i dati istituzionali, nel 2015, soltanto nel belpaese ne sono spariti più di 12 mila, nonché 7 mila in Grecia, 6 mila in Germania e mille in Svezia. Altro che ricongiungimenti familiari, come chi comanda per conto terzi, vuole far credere all'opinione pubblica.  

A tutt'oggi, nonostante i proclami altisonanti delle autorità, nessun paese del vecchio continente ha ratificato la convenzione europea contro il traffico di organi umani, Italia in primis. Un neonato o un bimbo di qualche anno viene venduto a 50 mila euro, mentre un rene a 30 mila. In particolare gli adolescenti di sana costituzione fisica, da vivisezionare accuratamente per gli espianti, vanno a ruba per molto meno. Una volta la mercanzia veniva procurata mediante false adozioni, oggi sbarca direttamente in territorio tricolore. Il caso più emblematico è quello italiano: nel 1988 ben 3 mila bambini brasiliani con questo meccanismo perverso, furono trasformati in pezzi di ricambio per crassi abbienti. Come mai l'Unicef tace, e così gran parte delle altre associazioni (Ong) di categoria infantile?
 Nel 1993, l'eurodeputato francese, Leon Schwartzenberg  (oncologo di fame internazionale, ex ministro della sanità) accusò non a caso, proprio l'Italia, e la sua mozione diventò una risoluzione del parlamento europeo.

L'esodo dei migranti è sostenuto dalle istituzioni, per alimentare questa macelleria umana, non certo per filantropia. Chi necessita di un trapianto e ha soldi a palate si rivolge al mercato nero, di certo non si mette in lista attesa (60 mila persone in Europa, di cui 9 mila solo in Italia) per un trapianto, poiché l'attesa è superiore in media ai tre anni.  

Che fare? Possiamo vedere e tentare di arrestare questo genocidio, oppure far finta di niente.

 

Riferimenti: