24.4.16

VACCINI: PERICOLOSI E ILLEGALI!





di Gianni Lannes

Ne avevo già scritto con dovizia di prove alcuni anni fa, ma la notizia è passata quasi inosservata. La multinazionale Glaxo SmithKline nasconde al mondo intero scottanti informazioni relative alla insicurezza del vaccino pediatrico Infanrix Hexa, inoculato in forma esavalente anche ai bambini in Italia, ma sequestrato nell’ottobre del 2012 in 19 nazioni, Germania, Spagna e Francia comprese.

Ecco un documento interno di 1.271 pagine riguardanti il vaccino Infanrix Hexa, prodotto dalla GlaxoSmithKline e somministrato nel belpaese mediante un'unica soluzione di esavalente a milioni di bambini usati come cavie da laboratorio.

In questa relazione, la società GSK ha elencato le reazioni avverse che si sono verificate dopo l’iniezione di una dose di Infanrix Hexa sul bambino, dalla febbre alla morte, indipendentemente dal fatto che l’effetto avverso fosse correlato con l’iniezione preventiva oppure no.

Il dossier Glaxo rivela un lungo repertorio di complicanze ed effetti collaterali dannosi per la salute umana dei minori. La holding farmaceutica ha individuato numerosi dati e centinaia di referti medici che riportano reazioni avverse e decessi.

Queste informazioni riservate riguardano principalmente gli Stati interessati alla commercializzazione, le autorità di regolamentazione e i cosiddetti "professionisti della salute".  

In questi vaccini permane il famigerato Thimerosal, ovvero il mercurio messo al bando per legge in Italia da due lustri, eppure ancora presente. A questo proposito la GSK si dichiara impossibilitata a rilasciare una dichiarazione scritta che confermi l’assenza totale di Thimerosal dall’Infanrix Hexa come prodotto finito, in quanto è ancora massicciamente utilizzato nei procedimenti di lavorazione.

Singolare coincidenza: il micidiale Infanrix Hexa è stato messo in produzione nel 2001, e proprio da allora in Italia le autorità sanitarie dello Stato tricolore hanno provveduto a far sparire il quadrivalente, sostituendolo con questa bomba esavalente. Così perpetrando ai giorni nostri una strage, un abuso di potere ed una gigantesca truffa ai danni del popolo italiano.  

In Italia, secondo le statistiche dell’Istituto superiore di sanità, negli anni ’70 solo un bambino su 10.000 era autistico, contro uno su 2.500 negli anni ’80, contro l’attuale uno su 90 e la tragica ipotesi futura di 1 su 10 entro il 2020.

I vaccini contengono anche metalli pesanti, primo tra tutti il famigerato thimerosal, responsabile della intossicazione da mercurio e quindi dell'esolosione dei casi di autismo infantile a partire dal 1992. Infatti, con l’introduzione obbligatoria della vaccinazione antiepatite B , i bambini ricevono per ciclo vaccinale da allora, una quantità variabile tra 125 e 175 mcg di mercurio. Traendo spunto da quanto avvenuto negli U.S.A. anche i legislatori nostrani, nel 2001 e nel 2002 decretarono che il mercurio non fosse più aggiunto ai vaccini anti-infettivi dell'infanzia, tuttavia alle aziende produttrici è stato concesso in deroga di utilizzare le scorte ancora per parecchi anni.

Il vaccino dell’epatite B, appunto, è obbligatorio in Italia dal maggio 1991: a prendere questa decisione è stato l’allora ministro della Sanità Francesco de Lorenzo. Quest’ultimo, insieme al responsabile del settore farmaceutico del ministero, Duilio Poggiolini, intascò ben 600 milioni di lire dall’azienda Glaxo -SmithKline, unica produttrice del vaccino Engerix B. La somma servì per rendere il vaccino obbligatorio in Italia. Entrambi i ministri sono stati condannati in via definitiva con sentenza della Cassazione per questo e per altri gravi reati. La Corte ha deciso di condannarli “avendo percepito somme da numerose case farmaceutiche, producendo un danno erariale derivato dalla ingiustificata lievitazione della complessiva spesa farmaceutica, determinata dalla violazione degli obblighi di servizio riferibili a ciascuno”. Il vaccino dell’epatite B viene somministrato ai neonati nei primi mesi di vita e, anche dopo la condanna, continua ad essere obbligatorio.

Se i vaccini sono farmaci e il numero delle malattie infettive infantili oggi è estremamente contenuto, in rapporto alle migliorate condizioni di igiene, di alimentazione, di bonifica del territorio ed i protocolli di cura sono assai efficaci, perché si rende obbligatoria la vaccinazione di massa?

E’ possibile che una singola, predeterminata formulazione di farmaci possa giovare ogni anno ugualmente a 500 mila bambini di due-quattro mesi di vita?
La contemporanea somministrazione di 6 -7 farmaci per via iniettiva prevede una condizione morbosa caratterizzata da elevata criticità. Perché viene proposta a scopo preventivo ?

Il programma vaccinale non prevede un Protocollo Diagnostico Preventivo, che accerti le condizioni di salute del bambino, non prevede un Protocollo Postvaccinale e la Farmacovigilanza è passiva, per cui il Pediatra che riscontra un potenziale danno da vaccino non è tenuto per legge a denunciarlo. La passività della farmacovigilanza sembra dedicata a proteggere il pediatra, invece del bambino! Perché ?-Se lo scopo dell’intervento medico è di promuovere la salute ed il benessere del bambino, perché lo sottoponiamo a un forte stress neuroimmunoendocrino in fase Neonatale, quando i suoi sistemi di difesa, immunitari e metabolici, si stanno lentamente formando?

Il criterio di obbligatorietà viola la patria potestà e la libertà di scelta terapeutica,  per cui la vaccinazione di massa obbligatoria è incostituzionale.

In ogni caso, il presidente della Repubblica, il 26 Gennaio 1999 ha promulgato un decreto che regolamenta definitivamente la posizione dei bambini non vaccinati a scuola. Infatti, il D.P.R. numero 355 recita testualmente: «La mancata certificazione delle vaccinazioni non comporta il rifiuto di ammissione dell’alunno alla scuola dell’obbligo o agli esami». 

Inoltre, la legge numero 210 del 25 febbraio 1992 ha stabilito le modalità (ovvero “limiti”) di indennizzo per le vittime (si tratta di un numero piuttosto significativo di vittime, altrimenti non si sarebbero nemmeno posti il problema di limitarne gli indennizzi).

Legge  25 Febbraio 1992, n. 210 (in Gazzetta Ufficiale, 6 Marzo, n. 55):

«INDENNIZZO A FAVORE DEI SOGGETTI DANNEGGIATI DA COMPLICANZE DI TIPO IRREVERSIBILE A  CAUSA DI VACCINAZIONI OBBLIGATORIE, TRASFUSIONI

ARTICOLO 1

Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge.

ARTICOLO 7 

Ai fini della prevenzione delle complicanze causate da vaccinazioni,  le unità sanitarie locali predispongono e attuano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, progetti di informazione rivolti alla popolazione e in particolare ai donatori e ai soggetti riceventi materiali biologici umani, alle persone da vaccinare e alle persone a contatto.
     I progetti di cui al comma 1 assicurano una corretta informazione sull'uso dei vaccini, sui  possibili rischi e complicanze, sui metodi di prevenzione e sono prioritariamente rivolti ai  genitori, alle scuole ed alle comunità in genere». 

Allora, cosa si attende ad abrogare norme incostituzionali e pericolose, frutto di accordi illeciti?

riferimenti:









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