30.4.16

ITALIA: LA STRAGE DEGLI INNOCENTI!

Il Corriere della Sera, 25 marzo 1992


di Gianni Lannes

Il listino prezzi prevede 50.000 euro per l'acquisto di un neonato maschio e 30.000 euro come costo di un fegato.  

In apparenza nessuno ha visto nulla. Nessuna autorità vuota il sacco. E il governo tricolore non fiata, mentre questi orridi affari vanno a gonfie vele, sulla pelle di inermi esseri umani. Eppure la tratta di organi umani è un business internazionale che frutta ogni anno cifre da capogiro. Il XXI secolo ha i suoi mercanti, come nei secoli dei secoli, senza scrupoli e pronti a tutto. Anche a trafficare bambini rapiti o venduti dalle famiglie, segregati in condizioni di schiavitù, sbattuti sul mercato anche italiano per soddisfare la pedopornografia. Tanti bambini e adolescenti uccisi per fornire organi da trapiantare, con tanto di listino prezzi. Una volta si importavano dall'estero con finte adozioni, come nel caso del Brasile e dell'Argentina. Da qualche tempo, le prede senza difesa arrivano da sole in loco.


 
Accade in Italia, oggi, nell’indifferenza generale. Soltanto al 31 marzo 2016 ne mancano all’appello ben 4.472 di minori migranti non accompagnati, affidati alle strutture di accoglienza, e fulmineamente svaniti nel nulla, come altri 12 mila nel 2015, definiti “irreperibili” dalle autorità.

Nel 1992, il professor Carlo Romano, allora direttore dell’istituto di medicina legale della seconda università di Napoli, aveva denunciato pubblicamente: «Rapiscono bimbi per i loro organi». All'epoca il ministro De Lorenzo, assurto alle cronache giudiziarie per avere intascato dalla Glaxo una mazzetta da 600 milioni di lire al fine di rendere obbligatorio per legge un vaccino per l'infanzia (con sentenza passata in giudicato), negò l'evidenza.

L’anno seguente, il 13 settembre ’93, l’europarlamentare Leon Schwartzenberger, noto oncologo di fama mondiale, già ministro della sanità in Francia, accusava l’Italia: «Avete importato tremila piccoli brasiliani per vendere i loro organi alle cliniche».



Il 21 settembre 1994, in audizione parlamentare, il ministro per la famiglia Antonio Guidi, di professione medico, confermava: «L’Italia, così com’è stata un luogo di passaggio delle droghe, adesso è un punto di transito di bambini a rischio… Parecchi di loro – chi può individuarne il numero? – sono destinati ad essere carne di riserva per i ricchi. Piccoli depositi di organi per i figli di chi ha denaro».

A gennaio dell’anno 2009 il ministro dell’Interno Maroni rivelò: «Le evidenze» di questo traffico derivano dall'analisi incrociata dei dati sui ragazzi extracomunitari scomparsi dopo esser arrivati a Lampedusa e le segnalazioni relative al traffico d'organi inviate dai paesi d'origine alla polizia italiana tramite Interpol». Aveva detto l’allora titolare del Viminale, «su 1.320 minori approdati a Lampedusa, ovviamente portati da qualcuno, circa 400 sono spariti e di loro non abbiamo più notizie».

Si passano in mano i sudari. E piangono. Dentro ci sono i piccoli morti, senza nome. Li hanno ripescati in mare, intorno all’isola di Lampedusa. Quelli che non muoiono nel Mediterraneo sono preda dei vivisezionatori in camice bianco, impuniti e protetti dall’omertà istituzionale tricolore e dell'Unione europea. Il governo renzi non risponde agli atti parlamentari in materia.



Perché nessun paese dell'Ue ha ratificato la convenzione europea contro il traffico di organi umani?

riferimenti:


http://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/immigrazione/focus-on/minori-stranieri/Documents /Report%20MSNA%2031-03-2016%201%20rev%20%28002%29%20%28002%29.pdf

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