10.2.16

IN ITALIA NUOVE BOMBE NUCLEARI UNITED STATES OF AMERICA




di Gianni Lannes

Altro che pace mondiale. Mentre vanno in onda continue esercitazioni nucleari della NATO, e gli italidioti sono distratti dalle melensaggini incivili del festival di San Remo unitamente al calcio e al gioco d'azzardo, legalizzato dallo Stato tricolore per conto terzi mafioso, in gran segreto atterreranno in Italia (ma anche in Germania, Olanda, Belgio e Turchia) gli ordigni nucleari B 61, modello 12, con potenza variabile da 50 kilotoni cadauno, ossia quasi 4 volte più potenti dell’esemplare sganciato su Hiroshima nel 1945. Questi strumenti di morte dello zio Sam andranno a sostituire le versioni a caduta libera, e manterranno in ostaggio l'Europa. Gli ordigni in grado di penetrare nel terreno saranno in dotazione ai cacciabombardieri nucleari F-35. Entro i prossimi tre anni gli Stati Uniti perfezioneranno 500 bombe atomiche B61, comprese le 180 testate dislocate nelle sei basi dell’Europa, Turchia inclusa. L’aggiornamento del Pentagono trasforma almeno sulla carta, l’attuale inventario nucleare “stupido” in “intelligente”, in sistema d’arma, a guida di precisione ed effetto chirurgico, grazie alle modifiche apportate dalla Boeing (appalto del 27 novembre 2012).





Ufficialmente, questo arsenale proibito dal Trattato di non proliferazione, in Italia non esiste. Dal 1956 i governi italiani hanno sempre negato persino la presenza di una singola bomba atomica in Italia. Ma come ho documentato nel mio libro ITALIA, USA E GETTA (Arianna Editrice, Bologna, 2014), e in relazione a quanto scrivo da più di tre lustri sull’argomento, gli alleati le hanno stipate da Nord a Sud (vedi anche Camp Darby in Toscana e Sigonella in Sicilia), nonostante il popolo italiano a maggioranza si sia espresso per due volte attraverso i referendum contro il nucleare. Inoltre, i documenti ufficiali certificano che spendiamo denaro pubblico per mantenere gli armamenti atomici stranieri nelle basi aeree del nostro Paese.




Infatti, l’ultima conferma istituzionale giunge dalla deliberazione numero 11 della Corte dei Conti, datata 18 novembre 2015, in cui si fa riferimento a progetti segreti e riservati, per Aviano (in Friuli Venezia Giulia), Sigonella in Sicilia, e l’aeroporto Amendola in Puglia, dove saranno testati i cacciabombardieri nucleari F 35.




La B61-12, invece, con una precisione di 30 metri dall’obiettivo richiede solo una testata da 50 kilotoni. Ciò significa - secondo la versione ufficiale - maggiore accuratezza ed un nuovo impiego sul campo di battaglia. Il rendimento detonante di una testata da 50 kilotoni, in un raggio di 30-68 metri, è assolutamente necessario per polverizzare ogni tipo di bunker fortificato, recita la propaganda tecnica a stelle e strisce.


La tecnologia della B61 è anche nota come "Dial-a-yield". Ciò significa che ogni bomba ha una potenza regolabile: da un massimo equivalente di 50 mila tonnellate di TNT ad un minimo di 300. "L’impiego sul campo di battaglia, quindi, può essere personalizzato a seconda dell’effetto desiderato e dell’obiettivo", ripete il mantra guerrafondaio. 

Da rilevare che proprio in Europa, la B-61-12, potrà essere trasportata esclusivamente dagli F-35. F-16 e Tornado, infatti, a causa di alcune incompatibilità tra i sistemi, non potrebbero lanciare le B61-12. A partire dal 2020, la NATO potrà disporre di un caccia di quinta generazione a bassa osservabilità (l’F-35) dotato di armamento nucleare intelligente con potenza scalabile. La spesa per l’aggiornamento del primo stock da 500 bombe B61 che resteranno in servizio fino al 2040, considerato vero e proprio programma di life-extension del sistema, è costato ai contribuenti nordamericani 12 miliardi di dollari.

I due aeroporti militari di Ghedi ed Aviano ospiteranno in totale 80 bombe nucleari B61-12. Le sei basi della NATO (Belgio (Kleine Brogel AB), Germania (Buchel AB), Italia (Aviano e Ghedi AB), Paesi Bassi (Volkel AB), e Turchia (Incirlik AB) accolgono attualmente circa 180 bombe nucleari americane B61 Mod-3,-4,-7,-10. Tutte le B61 dislocate in Europa, dunque, saranno sostituite con l’ultima versione di questa bomba nucleare, appunto per essere implementate nell’F35A.

 

Se ne parla poco, quasi un argomento da "addetti ai lavori". La maggioranza dei cittadini anzi ne ignora l'esistenza e il rischio connesso. Eppure in Europa, in quattro dei Paesi membri della Nato, sopravvivono ancora le "vecchie" B-61. L'attuale progetto statunitense di "modernizzazione" delle armi tattiche B-61 oltrepassa la rassicurazione di Obama ai leader russi che in Europa non sarebbero state allocate nuove armi; sì, perché in realtà le operazioni previste sui vecchi ordigni li trasformeranno completamente. Le nuove varianti delle attuali bombe saranno infatti dotate di sistemi direzionali controllati da remoto, trasformandole in definitiva, una volta sganciate dai bombardieri, in una sorta di missili teleguidati e con capacità di puntare con precisione sul bersaglio. Bombe “intelligenti”? Le conseguenze di un’esplosione si estendono comunque, colpendo umani e ogni espressione della vita, in un area estesa del territorio come pure nella quarta dimensione dello spazio-tempo, ovvero nei millenni a venire.

Il 27 novembre dell’anno 2012 il Pentagono aveva appaltato alla Boeing una commessa per dotarle di un kit di guida. Il 17 aprile 2013, l’agenzia Project On Government Oversight (POGO), aveva scritto una lettera al segretario del Dipartimento della Difesa statunitense Chuck Hagel invitandolo a non finanziare il programma di ammodernamento delle bombe atomiche tattiche B61. Di queste 200 sono dispiegate e conservate in sei basi militari di cinque paesi europei (Italia, Belgio, Paesi Bassi, Turchia e Germania), come parti della difesa NATO.

Nel 2009 i funzionari della sicurezza nazionale di Obama chiedevano al Congresso lo stanziamento di 65 milioni di dollari per uno studio sull’aggiornamento delle B61, non solo perché facenti parte di ciò che l’esercito chiama “deterrenza estesa", ma perché sarebbero le uniche affidabili per penetrare e distruggere gli impianti nucleari della Corea del Nord e dell’Iran, sebbene il Dod (Department of Defense) avesse dichiarato che non vi erano piani per convertire le B61 in bombe nucleari penetranti. 

Nel 1999 gli alleati europei di Washigton firmarono un accordo (sottoscritto segretamente da D'Alema e mai ratificato dal Parlamento) sulla "pianificazione nucleare collettiva dell'allenza atlantica, in cui è stabilito che "l'Alleanza conserverà forze nucleari adeguate in Europa". Infatti, nel Nuclear Posture Review del 2010 e poi nel summit della NATO a Chicago nel 2012, il Pentagono aveva ribadito la necessità delle armi nucleari tattiche come strategia di difesa degli Stati Uniti. In quelle occasioni emergevano i piani per rendere il caccia F-35 capace di trasportare le B61, ma contemporaneamente si affacciava la posizione di paesi quali Germania, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi e Norvegia che ne chiedevano la rimozione. L’Italia invece continua a sostenere che tali armi erano, e rimangono, simboli critici dell'impegno militare statunitense in Europa. Storicamente i caccia statunitensi a doppia capacità sono stati l'F-16 e l'F-15E (il B-2 è un bombardiere strategico) e continueranno ad esserlo finché non saranno pronti nel 2017 gli l'F-35, mentre i paesi della NATO fra cui l’Italia, hanno i Tornado e gli F-16 come caccia certificati per il trasporto e lo sgancio delle testate nucleari.

Sommando i costi del cacciabombardiere F 35 e quelli dell’aggiornamento delle B61, si può desumere che queste scelte siano un munifico regalo al complesso militare industriale, e sono in palese contraddizione rispetto alla volontà di disarmo continuamente declamata a chiacchiere morte dal presidente uscente Obama, addirittura premio nobel per la pace 2009.

Sebbene l’Italia abbia sottoscritto e ratificato il Trattato di non proliferazione nucleare, ospita arsenali nucleari in aperta violazione del TNP che impone ad uno Stato non nucleare di non possedere o ricevere armi nucleari (articolo 2), mentre agli Stati possessori (USA) a non trasferirle ad altri (articolo 1).






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1 commento:

  1. Un bel arsenale atomico in un paese che "ripudia"il nucleare...bene! Ambientalisti in doveroso silenzio. A proposito il M5Stalle che dice? Non fiata? E che dire delle 15 + 2 interrogazioni parlamentari sulla geoingegneria aerea omicida? Neppure una sola interrogazione da parte del M5stalle? Come mai? Ma si, meglio non accennare, meglio comparire ai media di regime facendo finta di prendersela con lo stato così i polli un po arrabbiati, ma ingenui, pensano che qualcuno li difenda.. si magari seminando un po di autovelox e telecamere per imbalsamare ai semafori, lungo tangenziale e in strade urbane..schioccando un po di "multine" a grappolo! Un "doveroso"'grazie ai 5Stalle!

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