15.1.16

CIMITERO NUCLEARE NEL MEZZOGIORNO D’ITALIA





di Gianni Lannes

Dove? Nella Fossa Bradanica: ai confini delle regioni Puglia, Campania e Basilicata. A Palazzo Chigi hanno già deciso sulla testa di tutti: altro che partecipazione collettiva e scelte condivise. Questa è l'ennesima imposizione istituzionale che sarà indorata con la solita promessa di posti di lavoro. Il 14 gennaio 2016, è scaduto il termine europeo per l’ubicazione del sito dove costruire il deposito nazionale di scorie radioattive. Il governo Renzi tace. E, così, in barba alla trasparenza amministrativa tanto declamata, ma in violazione della Convenzione di Aarhus (ratificata dalla legge 108 del 2001), resta una sorta di anomalo “segreto di Stato” (non apposto ufficialmente) quel che invece, da tempo dovrebbe essere a conoscenza della popolazione italiana. Ad essere appunto segreta è la Carta della aree potenzialmente idonee, elaborata e certificata ormai mesi fa, sia dalla Sogin che dall’Ispra.

E' forse questa una strategia governativa eterodiretta dall’estero, per prendere tempo e trattare in segreto con gli amministratori locali? Il 16 ottobre ho inviato una richiesta di informazioni al presidente della regione Puglia, Michele Emiliano. Dopo tre mesi, il governatore del piddì non ha ancora risposto. Perché l’esecutivo renziano ha difficoltà a scoprire le carte? Forse sono truccate?



Ecco in sintesi il resoconto stenografico di una seduta del Senato andata in scena ieri: «Il Sottosegretario di Stato per le politiche agricole Castiglione ha risposto all'interrogazione 3-02177 del sen. Stefano (SEL) sull'esclusione del territorio della Murgia dai possibili siti di stoccaggio dei rifiuti nucleari. L'interrogante si è dichiarato assolutamente insoddisfatto».

A quanto pare i giochi sono già conclusi, all’insaputa della popolazione. Infatti, attesta l’assessore regionale all’ambiente della Puglia Domenico Santorsola: «E’ certo che da queste parti, tra la Puglia e la Basilicata, ci sono almeno 5 possibili siti». La scelta potrebbe ricadere sul minuscolo comune di Monteleone di Puglia (1.044 abitanti), in provincia di Foggia, al confine con la Campania, ad un soffio dalla Basilicata. Comunque vicino alle centrali nucleari di Borgo Sabotino e del Garigliano, nonché al sito nucleare di Rotondella (ex Enea) in provincia di Matera. Monteleone di Puglia è ubicato ad 850 metri di altitudine e nella classificazione sismica nazionale presenta il massimo livello di pericolosità. Sette comuni di Puglia e Basilicata (Altamura, Matera, Gravina, Santeramo, Poggiorsini, Spinazzola e Irsina), ovvero territori dove nel 1958 il governo di Washington posizionò segretamente i missili nucleari Jupiter puntati contro l’Unione Sovietica, poi smantellati nel 1963 dopo la crisi di Cuba, per decisione di Kennedy ma contro il volere di Fanfani, sono già sul piede di guerra.

Commenta su twitter il senatore Dario Stefano: «già è grave che ad interrogazione a Ministro ambiente si dia risposta dopo 5 mesi. Se poi a rispondere è il sottosegretario agricoltura». Dichiara Stefano: «E’un’altra idea priva di senno, quella di immaginare la localizzazione di un sito di stoccaggio di rifiuti nucleari dove c’è un parco nazionale: l’Alta Murgia. non può essere e non deve essere individuata come area per lo smaltimento di materiale radioattivo. La risposta ieri in aula non chiarisce i dubbi. Ritengo particolarmente significativo che il ministro dell’Ambiente Galletti non si sia presentato in aula, rinunciando a mettere la faccia su una vicenda che sta procurando grande agitazione in un intero territorio. Le argomentazioni del sottosegretario all’agricoltura Castiglione non chiariscono assolutamente l’approccio con il quale il governo sta affrontando questa situazione».

La Puglia è già al collasso, grazie all’accozzaglia dei politicanti italidioti: dalla Tap alla Xylella, dalle trivelle in mare e sulla terraferma (esclusivamennte in provincia di Foggia), all’Ilva, alle centrali a carbone, alle turbogas (in primis Sorgenia di De Benedetti), agli inceneritori di rifiuti (soprattutto Marcegaglia).

Le valutazioni di idoneità devono tener conto e incrociare variabili assolutamente inderogabili, non solo di natura morfologica e geografica, ma in particolare quelle etiche, sociali, culturali e scientifiche. Cittadine e cittadini sono carne da macello, se non levano alta la loro indignazione e non mettono in pratica una protesta concreta.


 riferimenti:












post scriptum


Estratto dal libro di Carlo Rubbia (premio Nobel per la Fisica), IL DILEMMA NUCLEARE , Sperling & Kupfer, Milano 1987 (pagine 70-79):


«La radiazione è un proiettile, una particella di dimensione infinitesima che viaggia a velocità confrontabile a quella della luce e ci attraversa, passando facilmente tra gli interstizi degli atomi e delle molecole. Attraversando i vuoti di cui siamo fatti, questo proiettile può colpire accidentalmente, rompere, spesso distruggere degli elementi della struttura cellulare. Il danno può essere disastroso quando viene toccato il DNA, la famosa spirale a doppia elica che contiene le informazioni genetiche e riproduttive di ciascuna cellula... Il cancro è in larga misura l'effetto dello stravolgimento delle regole precise che presiedono al codice genetico...

Quando questa bellissima matematica fallisce, la cellula impazzita continua a vivere e a moltiplicarsi nei tessuti senza più controllo, innescando il processo di metastasi. Tumori e alterazioni genetiche possono essere provocati anche da dosi irrisorie di radiazioni, al limite di una singola particella ionizzante che colpisca, al posto giusto, un elemento del DNA, u  gene.. Anche dosi di radiazioni considerate benevole o inoffensive producono un gran numero di tali proiettili. Un solo nanocurie corrisponde a 30 disintegrazioni per secondo, e cioè a un miliardo di disintegrazioni all’anno. E questo ritmo, nel caso delle sostanze più longeve, può protrarsi per anni e anni all’interno del nostro corpo. Ripeto: non esiste, allo stato attuale delle conoscenze, alcuna certezza sulla soglia di rischio per queste mutazioni…

I bambini e gli organismi giovani, i neonati e gli embrioni, sono in genere i soggetti più esposti, perché le loro cellule si riproducono a una velocità amplificata dalle necessità fisiologiche che le rende più sensibili ai cambiamenti di codice genetico. Una radiazione che colpisce una donna incinta può tradursi in alterazioni che si manifestano alla nascita del bambino e che si trasmettono alle generazioni successive.. Sono estremamente vulnerabili anche gli organi riproduttivi, sia maschili che femminili, in cui sono contenute le cellule a partire dalle quali si costruirà il codice genetico della prole…. gli effetti della radioattività indotta dall’uomo ci minacciano in una maniera subdola e ritardata, che supera la memoria umana…

La sicurezza assoluta non esiste neppure in quest’ultimo stadio del ciclo nucleare. I cimiteri radioattivi possono essere violati da terremoti, bombardamenti, atti di sabotaggio… Neppure il deposito sotterraneo, a centinaia di metri di profondità, a mio parere, può essere ritenuto completamente sicuro…. A mio parere queste scorie rappresentano delle bombe ritardate. Le nascondiamo pensando che non ci saremo per risponderne personalmente… 

Queste “vergogne” dell’energia nucleare vengono nascoste nelle profondità sotterranee e marine. Non abbiamo la minima idea di quello che potrebbe succedere dei fusti con tonnellate di sostanze radioattive che abbiamo già seppellito e di quelli che aspettano di esserlo. Ci liberiamo di un problema passandolo in eredità alle generazioni future…».

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