28.12.15

PREMIATA VIVISEZIONE DI MINORI IN EUROPA: A RUBA I BAMBINI IN ITALIA!




di Gianni Lannes


Ecco l'orrore sotto i nostri occhi dormienti. E' ormai l'eldorado alla luce del sole della tratta di bambini, specialmente quelli migranti non accompagnati da anima viva, e che nessuno reclama. Il baricentro criminale si è spostato dalla Turchia allo Stivale tricolore. Attualmente la rotta mediterranea del traffico d' organi umani porta nel belpaese per rifornire il vecchio continente, Israele inclusa. Non è una leggenda metropolitana, questo commercio criminale esiste, anzi è tollerato da governi e istituzioni, alimentato dalle multinazionali del crimine impunito, grazie all'assordante omertà dei medici e delle loro associazioni di categoria. Non a caso nessun Paese aderente all’Unione europea ha ancora ratificato la Convenzione del Consiglio d'Europa contro la tratta degli organi umani. Per legge occorrono almeno 5 ratifiche inclusi almeno 3 Stati membri del Consiglio d'Europa, non basta una firma, ma a tutt’oggi, l’atto è stato sottoscritto - soltanto per salvare le apparenze e senza alcun impegno giuridico - dalle seguenti nazioni: Albania, Austria, Belgio, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Moldavia, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna e Turchia. Non hanno firmato la Convenzione: Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Malta, Monaco, Montenegro, Paesi Bassi, Repubblica Slovacca, Romania, San Marino, Serbia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Ucraina e Ungheria. La Russia ha firmato il 24 settembre 2015, mentre non hanno aderito USA, Vaticano, Canada, Messico (Stati non membri che godono dello status di osservatore presso il Consiglio d'Europa, e da altri Stati non membri).

Per la cronaca documentata ufficialmente (rapporto del ministero delle politiche sociali): dalle strutture di accoglienza italiane sono scomparsi al 30 novembre 2015, ben 5.902 minori stranieri non accompagnati. Alla data odierna del 28 dicembre 2015 gli scomparsi sono più di 6 mila. Nel 2014 sono svaniti negli stessi ambiti 3.707 minori. Ho scoperto e ho raccolto prove istituzionali, che le sparizioni di minori avvengono soprattutto in Sicilia, Calabria, Puglia e Marche. Il 17 luglio 2014 il sottosegretario di Stato al lavoro e alle politiche sociali Franca Biondelli aveva riferito che «la concentrazione territoriale dei flussi e l’incremento numerico ha portato alla collocazione di un significativo numero di migranti stranieri non accompagnati in strutture di accoglienza non accreditate/autorizzate».

Il governo dell'ineletto Renzi è stato più e più volte interpellato ed interrogato da numerosi deputati e senatori anche del suo stesso partito, ma a ben 37 atti parlamentari l’esecutivo Renzi ha opposto il rifiuto di fornire spiegazioni. Chi tace ha qualcosa da nascondere? I bambini e gli adolescenti svaniti nel nulla non hanno varcato nuovamente la frontiera e non ci sono stati ricongiungimenti familiari. In altri termini, parecchi reclusori di accoglienza per l’infanzia approdata in Italia, sono delle catene di montaggio disumano, anzi di smontaggio, vale dire di espianto violento degli organi umani. Nessuna autorità giudiziaria italiana attualmente ricerca le piccole vittime; peraltro i minori sono stati collocati dai Tribunali nelle destinazioni finali. In sostanza, non vi è alcun controllo sulla fine che fanno queste creature innocenti. Esiste almeno un giudice a Berlino, o bisogna affidarsi a quello divino?

  

L'ultimo rapporto in materia del Comitato nazionale per la bioetica ha evidenziato nel 2013:


«L’esistenza a livello mondiale del traffico illecito di organi umani ai fini di trapianto  è un fatto drammatico che rappresenta un pericolo reale per la salute  pubblica e individuale e viola i diritti fondamentali e la dignità dell’uomo. L’impressione  generale  è  che  non  siano  stati  ancora  adottati,  tanto  a  livello nazionale che internazionale, strumenti efficaci per prevenire, contenere e contrastare questa    attività    criminale. Una  vicenda illecita che necessariamente coinvolge anche  la  comunità  scientifica  (chirurghi,  nefrologi, responsabili dei centri  trapianti, rianimatori,  ecc.). Aggiungasi  che  questo mercato vede con sempre maggiore frequenza vittime persone vulnerabili, quali  prigionieri, condannati a morte, minori  (bambini  rapiti  per  acquisire  organi).  Soprattutto in questi ultimi decenni il flusso di organi e parti del corpo percorre  le moderne rotte internazionali tracciate dal capitale: dal Sud al Nord, dal terzo  al primo Mondo, dai poveri verso i ricchi. Nel peggiore dei casi questo traffico si  traduce in forme di esproprio, sfruttamento e coercizione… Come  altri  Paesi  europei, anche l’Italia sebbene regolamenti diverse fattispecie relative al trapianto di organi, presenta un ridotto  apparato sanzionatorio in merito al  traffico clandestino degli organi».

 
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