10.11.15

LA VACCINAZIONE E’ UN IMBROGLIO DI TANGENTI!





di Gianni Lannes

Non vaccinarsi è una scelta individuale prevista dagli articoli 2 e 32 della Costituzione. Come puntualizza la Corte di Cassazione, «non è lecito richiedere al singolo di esporre a rischio la propria salute per un interesse collettivo, senza che la collettività stessa sia disposta a condividere il peso di eventuali conseguenze negative per il singolo». Un principio ribadito anche da una sentenza della Corte d'Appello di Napoli nel 2011, ormai definitiva perché non appellata in Cassazione dall'avvocatura dello Stato. Se la vaccinazione impositiva non ha controindicazioni, allora per quale ragione è stata varata la legge 25 febbraio,1992, numero 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati)? Infine, perché approvare il Decreto 12 dicembre 2003 (Nuovo modello di segnalazione di reazione avversa a farmaci e vaccini) se la procedura è regolare e non ci sono complicazioni sanitarie nella popolazione pediatrica come propagandato dal ministero della salute? Non stupitevi più di tanto se poi qualcuno fa marchette pro vaccini: nel belpaese abbondano sempre i pennivendoli e i camici sbiancati, venduti al miglior offerente.

 




 
Oggi riparliamo dell’ex ministro Francesco De Lorenzo, che a suo tempo intascò una tangente da 600 milioni di lire per rendere obbligatorio per legge, il vaccino anti epatite B. Questa norma, varata 14 anni fa con la firma di Cossiga (capo dello Stato), Andreotti (presidente del consiglio dei ministri), De Lorenzo (ministro della sanità) e Martelli (ministro di grazia e giustizia), è in vigore dal 16 giugno 1991, ma ancora nessuno ha pensato bene di abrogarla, esponendo a rischi e pericoli milioni di bambini in Italia.
La Cassazione, nell' ultimo e definitivo grado di giudizio, aveva dato ragione ai giudici inquirenti Nunzio Fragliasso, Arcibaldo Miller, Antonio D' Amato e Alfonso D' Avino, condannando l' ex ministro De Lorenzo a 5 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione per associazione per delinquere e corruzione. Per circa 9 miliardi di tangenti che, secondo la Procura, gli industriali farmaceutici versarono fra l' 89 e il '92 per ottenere vantaggi nella revisione dei prezzi dei loro prodotti. La Suprema Corte ha ridotto la condanna emessa in secondo grado (7 anni, 5 mesi 20 giorni) perché, per alcuni reati, è scattata la prescrizione. Nell'aprile 2012, dopo alterne vicende giudiziarie, ha ricevuto anche una condanna definitiva per aver causato danno d'immagine allo Stato, prevedendo che debba risarcire a 5 milioni di euro. Finalmente, il 9 luglio 2015 gli è stato revocato il vitalizio, unitamente ad altri nove ex deputati ed otto ex senatori. Il Ministro De Lorenzo fu perseguito con procedimento penale per avere percepito nell’occasione dalla casa farmaceutica produttrice del vaccino, SmithKline Beecham una “tangente” di lire 600.000.000, un procedimento definito con patteggiamento da parte del predetto imputato.

Ecco l’autorevole parere di Gabriella Maria Lesmo, medico, specialista in Pediatria e Anestesia e Rianimazione, nonché madre di un ragazzo con la vita rovinata da una reazione avversa alle vaccinazioni anti-infettive:
 
«Non possono verificarsi epidemie di tetano in quanto il tetano non è malattia infettiva e, propriamente, nemmeno epidemie di epatite B, che si trasmette per via parenterale e venerea. Circa la utilità delle vaccinazioni ricordo solo, per brevità, che la malattia invasiva da Haemophilus B, di per sé rara negli Stati Uniti con 1,73 casi ogni 100.000 bambini di età inferiore ai 5 anni, lo è ancor più nel nostro paese. Inoltre essa è più rappresentata negli over 65 che in età pediatrica. Da ultimo, il vaccino anti-Haemophilus B non protegge dalle infezioni invasive di ceppi non tipizzabili, che risultano essere più frequenti. Nel nostro Paese, per citare i casi più famosi, un Ministro della sanità, De Lorenzo, fu condannato per tangenti ricevute in cambio di aver reso obbligatorio il vaccino anti-epatite B. Per ciò che riguarda l’efficacia della pratica vaccinale, non è possibile comprovare l’avvenuta immunizzazione dei vaccinati, sia per inesistenza di parametri specifici, sia perché, quando dosabili gli anticorpi specifici, per ammissione delle stesse ditte produttrici di vaccini, la presenza di un titolo anticorpale specifico, non garantisce la capacità di difesa del vaccinato in caso di contagio futuro per via naturale. Informazioni e dati non sono una invenzione dei “complottisti anti-vaccini”, bensì sono scritti nel più importante testo di infettivologia pediatrica mondiale , il “Red Book” della American Academy of Pediatrics, regolarmente aggiornato».

Anche Carlo Rienzi, presidente del Codacons, dopo lo strampalato articolo scritto da Paolo Mieli e pubblicato dal Corsera, ga dichiarato:

«Diamo una risposta ai suoi interrogativi. I vaccini sono un mega affare mondiale, il cui fatturato supera i 40 miliardi di dollari. Quello antiinfluenzale genera un business da 10 miliardi di dollari, e in Italia il giro d’affari dei vaccini si aggira tra i 300 e i 500 milioni di euro annui. Le case produttrici pagano in soldi o inviti a convegni una marea di medici e giornalisti per lanciare , specie all’inizio dell’autunno, campagne terroristiche sulla scarsa vaccinazione e a volte, per la fretta di incassare, mettono in vendita vaccini (nemmeno adatti all’influenza che verrà) già ai primi di ottobre. I complottisti pro vaccini a gregge hanno nome e cognome : uno famoso lo abbiamo anche denunciato alla magistratura per le sue dichiarazioni; altri si annidano proprio nelle redazioni dei giornali che ci criticano per <>. Un dato di fatto certo è che ogni milione di vaccinati infanti uno ne muore per effetto del vaccino (dati Oms). Si dirà che uno è poco. La nostra battaglia non è contro i vaccini in assoluto, ma contro la privazione della libertà di scegliere se vaccinare o meno il proprio bambino. Per i vaccini pediatrici in Italia esiste solo quello esavalente che contiene , oltre ai 4 vaccini obbligatori per legge, anche 2 vaccini non obbligatori. Per cui se una mamma vuole, come suo diritto, fare al figlio solo i 4 vaccini obbligatori, deve ordinarli alla Asl e poi fare 4 punture separate al bimbo. Cosa, ovviamente, che non farebbe nessuna mamma. Su questa assurda violenza, che costa ogni anno al Ssn 114 milioni di euro, deciderà il Tar e la magistratura di Torino».

Si inventano malattie e si alimentano epidemie per imporre nuovi mercati e fagocitare profitti stellari.  I ricchi e potenti votati al dio denaro non pagano mai e nuocciono ancora alla collettività, grazie alla disattenzione generale. Ministri, baroni universitari, manager pubblici, funzionari dello Stato, medici in posti chiave di responsabilità, si prodigano ad imporre e restringere la qualità di vita della popolazione italiana dentro il meccanismo della malattia perenne. I morti non torneranno in vita e i malati danneggiati dalle vaccinazioni affaristiche dettate dalla società britannica Smith Kline Beeecham non guariranno, comunque dovranno risarcire lo Stato (si fa per dire) con oltre 5 milioni di euro ciascuno, per danno di immagine l’ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo (ospite fisso televisivo per anni del piduista Maurizio Costanzo) e l’ex direttore generale del Servizio farmaceutico Duilio Poggiolini. E’ la sentenza numero 5756 della Corte di Cassazione che, pronunciandosi a sezioni unite civili, ha confermato il 12 aprile 2012 una decisione  della Corte dei conti sullo scandalo della sanità nel periodo 1982-1992. La somma che De Lorenzo e Poggiolini dovranno versare allo Stato è di 5.164.569 euro ciascuno: bruscolini per chi maneggiava ed accumulava lingotti e marenghi d’oro. La sentenza aveva preso le mosse dalle sentenze penali definitive per i reati di corruzione o concussione «ascritti ai convenuti - è scritto nella sentenza - che, negli anni 1982-1992, nelle posizioni rispettivamente rivestite nell’ambito della pubblica amministrazione, avevano percepito somme da numerose case farmaceutiche, producendo un danno erariale derivato dalla ingiustificata lievitazione della complessiva spesa farmaceutica».
Nella medesima sentenza sono state confermate anche le condanne ai risarcimenti dell’ex segretario personale del ministro Giovanni Marone, nonché di Antonio Boccia, componente della Cip farmaci, entrambi a 2.582.284,50 euro; confermate le condanne anche per Elio Guido Rondanelli (dipendente del ministero) e Pier Carlo Muzio a 516.456 mila euro ciascuno e Antonio Brenna (presidente della commissione Cip farmaci) a 2.582.284 euro. In totale il risarcimento ammonta a 13 milioni e 427.878 euro.
Tenetevi forte: i mostri sono ancora in circolazione e possono fare ancora tanti danni. Solo in Italia con le disgrazie altrui si realizzano fortune economiche e si occupano poltrone ambite. In altri termini si fa carriera, invece di scontare qualche decennio in un campo di rieducazione umana. L’etica è un dettaglio superato. Il professorone Antonio Boccia, già condannato con sentenza definitiva (attesta la Corte Suprema) per la vicenda corruttiva innescata dalla multinazionale britannica per l’inutile e famigerato vaccino anti epatite B, è l’attuale direttore Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive Sapienza Università di Roma. Al contempo il luminare è organicamente inserito nelle attività accademiche della multinazionale Smith Kline. Ovviamente, non è il solo: a scorrere i rapporti della Smith Kline degli ultimi due anni, scoviamo altri dirigenti dello Stato, politicanti mutanti e replicanti nonché  sanitari  d’ogni specie.

Filantropi con le vite degli altri. La Smith Kline è un gruppo industriale a livello mondiale che definisce e plasma sulla base dei propri interessi economici la salute dell’essere umano. Da decenni alla stregua della Novartis ( a cui lo Stato tricolore ha elargito 220 milioni di euro per un vaccino inutile) detta legge ai governi italiani (fantoccio) nazionali e regionali, cooptando gli esperti di turno e modellando a proprio piacimento il futuro. Ivan Illich non avrebbe immaginato la portata ai giorni nostri della nemesi medica, vale a dire la deriva sociale e culturale, o meglio i disastri pianificati dagli inventori della malattie, addirittura finanziati con denaro pubblico. Il documento che ricalca le direttive impartite dagli illuminati Rockefeller & Rothschild accoppiata all’eugenetica propugnata recentemente da Bill Gates,  è inequivocabile: «Questa pubblicazione, curata dalla Fondazione Smith Kline, è una presentazione del RAPPORTO PREVENZIONE 2011 Le attività di prevenzione dedicata alla XII Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica Roma 12-15 ottobre 2011». Ergo: una multinazionale responsabile di stragi in mezzo mondo, più volte condannata negli Stati Uniti d’America a maxi risarcimenti economici, quindi senza alcuna credibilità a livello planetario, si prende cura addirittura della popolazione italiana. Nel lavoro ben remunerato è coadiuvata da uno stuolo di esperti del Belpaese. Nel volume pubblicato dalla casa editrice Il Mulino è sorprendente la presentazione a cura di Antonio Boccia, Walter Riccardi e Paolo Villari: 

«la convinzione, tra gli studiosi di sanità pubblica e gli operatori del settore, è che il cammino da fare per il raggiungimento nel nostro paese di una prevenzione realmente al passo dei tempi, sia ancora lungo. In quest’ottica si inserisce l’iniziativa della Fondazione Smith Kline, in collaborazione con la Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI), di costituire un gruppo di esperti per discutere lo stato della prevenzione in Italia, anche nel più ampio contesto europeo, per analizzare e diffondere le migliori pratiche preventive e per proporre innovazione in termini di politica sanitaria, di percorsi organizzativi e di tecnologie. Il gruppo di esperti è così costituito: - Prof. Antonio Boccia, direttore Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive Sapienza Università di Roma, SItI - Prof. Francesco Calamo Specchia, Università Cattolica del Sacro Cuore - Prof. Cesare Cislaghi, Agenzia per i Servizi sanitari regionali, Università di Milano - Dott. Antonio Federici, Ministero della Salute - Dott. Fausto Francia, Dipartimento di prevenzione Ausl di Bologna, SItI - Dott. Domenico Lagravinese, Dipartimento di prevenzione Asl di Bari, SItI - Dott. Lorenzo Marensi, Unità Operativa Igiene Asl 3 - Genovese, SItI - Dott. Fabrizio Magrelli, Dipartimento di Prevenzione Asl RM/B Roma; SItI - Dott.ssa Anna Lisa Nicelli, Fondazione Smith Kline - Dott.ssa Maria Grazia Pompa, Ministero della Salute - Prof. Giovanni Renga, Università di Torino, Fondazione Smith Kline - Prof. Walter Ricciardi, direttore Istituto di Igiene Università Cattolica del Sacro Cuore, SItI - Dott. Giuseppe Scaramuzza, Cittadinanzattiva - Prof. Carlo Signorelli, Università di Parma, SItI - Prof. Marco Trabucchi, Università di Tor Vergata, Fondazione Smith Kline - Prof. Paolo Villari, Sapienza Università di Roma, SItI. L’obiettivo è quello di pubblicare un Rapporto prevenzione annuale, che si affianca al consueto Rapporto sanità della Fondazione Smith Kline, suddiviso in una prima parte dedicata alle attività dell’Osservatorio italiano sulla prevenzione (Oip) ed una seconda parte relativa ad uno specifico tema di approfondimento (…)La seconda parte del Rapporto si apre con una riflessione sulla governance della prevenzione tra livello centrale e livello regionale, fornendo a Boccia et al. l’opportunità di schematizzare i principali atti legislativi e programmatori posti in essere nell’ambito della prevenzione dopo la riforma federalista dello stato del 2001 a partire dall’accordo di Cernobbio del 2004 per finire con il Piano nazionale della prevenzione 2010-2012, in cui si affronta in modo sistematico il tema della governance alla luce della riforma del titolo V della Costituzione identificando il modello della stewardship. Si tratta di una strategia di gestione “orizzontale” del sistema sanitario che viene proposta con forza dal World health organization (WHO; Organizzazione mondiale della sanità - OMS) e che molti paesi europei stanno adottando. In questo modello il ministero svolge un ruolo di indirizzo e coordinamento, ma anche di interlocutore con le regioni; queste ultime possono assumere lo stesso ruolo – quello di steward – nei confronti delle Aziende sanitarie locali (Asl). Nel secondo contributo Ricciardi et al. affrontano il tema delle malattie prevenibili con la vaccinazione, riassumendo le tormentate vicende dei Piani nazionali vaccinazioni ed evidenziando come si stia facendo prepotentemente strada l’idea che da una parte debbano essere chiaramente individuati criteri per l’inclusione dei vaccini nei piani nazionali di immunizzazione attiva, dall’altra che le metodologie di valutazione debbano essere rigorose e multidimensionali».


La Fondazione Smith Kline cita chi sono gli esperti che pianificano la prevenzione in Italia. Sulla scena controllori e controllati insieme appassionatamente. Ecco che si legge nei documenti ufficiali:

“Antonio Boccia è Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive, Sapienza Università di Roma e Presidente eletto della S.It.I. (Società Italiana di Igiene, Medicina preventiva e Sanità Pubblica); Cesare Cislaghi, è Responsabile della Sezione LEA e Monitoraggio Spesa sanitaria dell’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali), Università degli Studi di Milano;  Antonio Federici, è dirigente del Ministero della salute e del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie; Domenico Lagravinese è Coordinatore del Collegio operatori sanità pubblica (S.It.I.), Direttore del Dipartimento di Prevenzione e del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl di Bari; Anna Lisa Nicelli è Vice Presidente e Segretario Generale della Fondazione Smith Kline, Roma; Giovanni Renga è Professore Emerito di Igiene del Dipartimento di Sanità Pubblica e di Microbiologia, Università di Torino, S.It.I. (Società Italiana di Igiene, Medicina preventiva e Sanità Pubblica); Walter Ricciardi è Direttore dell’Istituto di Igiene, Università Cattolica Sacro Cuore di Roma, S.It.I. (Società Italiana di Igiene, Medicina preventiva e Sanità Pubblica); Carlo Signorelli è Professore Ordinario di Igiene generale e applicata dell’Università degli Studi di Parma e Vicepresidente S.It.I. (Società Italiana di Igiene, Medicina preventiva e Sanità Pubblica); Marco Trabucchi è Professore Ordinario nella Facoltà medica dell’Università di Roma Tor Vergata e Responsabile dell’Area Politiche Sociali e Sanitarie della Fondazione Smith Kline, Roma; Paolo Villari è Professore Ordinario, Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive, Sapienza Università di Roma e Segretario generale della S.It.I. (Società Italiana di Igiene, Medicina preventiva e Sanità Pubblica). Maurizio Bassi, Antonio Boccia, Francesco Calamo Specchia, Cesare Cislaghi, Antonio Federici, Fausto Francia, Domenico Lagravinese, Lorenzo Marensi, Fabrizio Magrelli, Anna Lisa Nicelli, Maria Grazia Pompa, Giovanni Renga, Walter Ricciardi, Giuseppe Scaramuzza, Carlo Signorelli, Marco Trabucchi e Paolo Villari sono membri del Board Prevenzione della Fondazione Smith Kline”.



riferimenti:




























 sentenza 2011 corte d'appello di Napoli

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