16.7.15

RENZI IMPONE INCENERITORI FUORILEGGE




 di Gianni Lannes

In barba alla salute individuale, collettiva e ambientale tutelata sulla carta dall’articolo 32 della Costituzione repubblicana, al semplice buon senso, nonché alle conoscenze mediche e tecniche. La combustione di rifiuti produce in particolare diossine cancerogene e nanoparticelle di veleni tossici che si spandono per aria nel raggio di decine di chilometri dall’impianto di emissione, depositandosi negli esseri viventi, nella terra e nell’acqua. Chi asserisce il contrario, senza alcun fondamento scientifico, è un criminale chiamato a rispondere di strage e di ecocidio. L’espressione “termovalorizzatore” è un eufemismo che nasconde il vero termine, ossia inceneritore. Ha capito questa verità elementare Matteo Renzi?

«Il termovalorizzatore non fa venire il tumore»: sproloquia con arroganza lo stesso Renzi, imposto dall’abusivo Napolitano ma non votato dal popolo sovrano. E con il solito pretesto dell’emergenza statale fabbricata a tavolino, la deliberazione del consiglio dei ministri datata 29 agosto 2014 si tramuta in decreto legge numero 133 il 12 settembre 2014, e infine in legge di conversione 164, esattamente l’11 novembre 2014. Ora, se la matematica non è una mera opinione, sono trascorsi più di 90 giorni, ma dei decreti attuativi, come ad esempio quello relativo alla mappatura degli impianti esistenti e di quelli già autorizzati e l’indicazione degli eventuali nuovi impianti da realizzare per coprire il fabbisogno nazionale residuo, non vi è alcuna ombra. Vale a dire: tale procedura ha aperto l’ennesimo vuoto legislativo in materia di inceneritori di rifiuti, per favorire spudoratamente i soliti faccendieri istituzionali.

Le ecomafie di Stato ringraziano il fantoccio pro tempore di Palazzo Chigi. L’articolo 35 dello Sblocca Italia consente agli impianti R1 la saturazione del carico termico incenerendo anche i rifiuti urbani provenienti da altre Regioni, così come i rifiuti speciali pericolosi. Prima era vietato, ora invece i rifiuti possono viaggiare trasformandosi in oro per chi li brucia e anche per le Regioni che ospitano gli inceneritori trasformati in impianti strategici di preminente interesse nazionale, visto che la legge prevede che alla Regione vadano appunto 20 euro per ogni tonnellata di rifiuti smaltiti di provenienza extraregionale, per un totale di milioni di euro di introiti aggiuntivi.

A pagare il conto salato in termini economici e di perdita di salute sarà la popolazione, in particolare i bambini. Adesso, in assenza dei decreti attuativi gli speculatori stanno ottenendo la trasformazione in “impianti a recupero di energia” (R1) anche per inceneritori che non rispetterebbero i requisiti europei. Nel 2008 una direttiva europea ha stabilito i parametri per il calcolo dei livelli di efficienza di recupero del contenuto energetico dei rifiuti urbani ma l’Italia, nel recepire la direttiva Ue, ha modificato i parametri di calcolo a proprio vantaggio. Il risultato? Nel belpaese tutti gli inceneritori possono appunto diventare d’ufficio insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, in aperta violazione alla normativa Ue. E infatti Bruxelles è già intervenuta intimando all’Italia di riallineare i parametri con quelli della direttiva comunitaria onde evitare l’ennesima apertura di una procedura d’infrazione sulla questione rifiuti.
La costruzione di nuovi impianti non solo non è strategica, ma anche uno spreco di risorse pubbliche e un prelievo forzoso nelle tasche dei cittadini, che dovrebbero contribuire a pagare la realizzazione e l’esercizio di impianti rispetto ai quali è previsto un sempre minore impiego. Inoltre, tra iter autorizzativi e vera e propria realizzazione ci troveremo di fronte a impianti che entrerebbero in funzione alle soglie del 2020 e che per essere ammortizzati  dovranno operare almeno fino al 2050. Una follia, anche alla luce del fatto che sui rifiuti l’Unione europea intende portare il riciclaggio al 70% entro il 2030 e dal 2025 entrerà in vigore il divieto di trattamento termico per tutti i rifiuti che risultino riciclabili.  

Cui prodest? Per favorire chi, a danno come al solito dell’ignara collettività? E' quello che vogliono quei prenditori che hanno appoggiato e sostenuto Matteo renzi e che ora sono alla cassa eper riscuotere. Allora, indovinate chi costruisce gli inceneritori produttori di nuvole di polveri sottili e comincerete a scoprire il mondo industriale di mister Renzi. D'altronde, chi gestisce l'impianto di Parma? Iren, una multiutility strettamente legata al Piddì. E chi è al governo? Il Piddì con l'inciucio Berlusconi. C'è n'è abbastanza per licenziarli tutti seduta stante.

riferimenti:


Matteo Renzi: “Il termovalorizzatore non fa venire il tumore”:

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