5.5.15

ARIA INQUINATA: VITA A PERDERE!

Italia - aerosolchemioterapia bellica NATO




di Gianni Lannes


Oggi la morte viene dal cielo sotto mentite spoglie. L’aria non conosce frontiere locali, nazionali o internazionali. Tutto ciò che viene scaricato nella troposfera entra nel ciclo biologico, e così lo respiriamo, ingeriamo o assorbiamo inavvertitamente, a partire dagli scarichi rilasciati dagli aeromobili. In base alle leggi della fisica, e secondo i dettami di NASA (National Aeronautic and Space Administration), EPA (Environmental Protection Agency) e FAA (Federal Aviation Administration, la combustione del carburante solo a partire da 8 mila metri di quota ma non al di sotto, e a meno 40 gradi centigradi, con un’umidità minima del 70 per cento, provoca la formazione di scie di condensa. I velivoli che in Europa sfrecciano giorno e notte dagli 8.000 metri di altitudine ai 1.000, al di sopra dei centri abitati, dal punto di vista prettamente scientifico non emettono scie di condensazione, bensì scarichi di altro genere, ossia scie chimiche. Ben altra cosa è il fumo dei motori di aeroplani da guerra, durante la prima e seconda guerra mondiale.

Milioni di fotografie e migliaia di filmati, nonché la testimonianza di innumerevoli persone che hanno superato i 30 anni,  provano ed attestano inequivocabilmente, che prima del 2002 il vecchio continente non era ricoperto da una cappa chimica originata da aerei mascherati a dovere, che vela la luce del sole, rendendo l’aria irrespirabile, con notevoli ed improvvisi sbalzi di temperatura. Certo, prima di allora, il Pentagono, la Nasa ed il Max Planck Institute hanno mandato in onda singoli e segretissimi esperimenti, come quello realizzato in Sardegna nei primi anni ’60, spargendo il tossico bario. Freddo e caldo naturale? No, artificiale. Tralasciando i documenti ufficiali del governo di Washington, e più precisamente dell’US Air Force sulla "conquista del tempo", già citati e pubblicati integralmente, che certificano una guerra ambientale in atto vietata dalla convenzione internazionale Enmod del 1978, è sufficiente l’osservazione diretta del cielo per comprendere il senso di questo genocidio contro popoli ignari del gravissimo pericolo. 

Oltretutto, dalla quotidiana disamina dei tracciati radar si evince che in realtà non esistono voli di linea che transitano su aerovie militari e a bassa quota, bensì il contrario. In Europa, a parte la Russia che controlla il suo territorio, soltanto la NATO ha il dominio dello spazio aereo. Quindi non si muove foglia che lo zio Sam non voglia. In Italia, istituzionalmente il compito di monitorare continuamente lo spazio aereo nazionale è affidato all'Aeronautica Militare Italiana. Allora, delle due l'una: o l'AMI non è clamorosamente in grado di assolvere il suo compito, (a parte la complicità diretta nella strage di Ustica), oppure è parte attiva di questo crimine contro l'umanità, e quindi il relativo Stato Maggiore deve rispondere di strage e di alto tradimento. Nel 1997 ad Erice in Sicilia viene presentato il progetto Teller, messo in pratica a partire dal 2002. Questi sono fatti documentati e verificabili, non opinioni. Quindi, è impossibile negare la straripante evidenza.


Senz’aria non c’è vita per gli esseri umani, gli animali e le piante. L’aria è essenziale per tutti gli esseri viventi della Terra. L’aria pura rappresenta il nostro elisir di vita. Tuttavia, cosa s’intende per aria pulita, pura? L’aria è la miscela di gas dell’atmosfera terrestre i cui componenti principali sono l’azoto (N2, 78 per cento) e l’ossigeno (O2, 21 per cento) e, in minima parte, il gas argo (Ar) e l’anidride carbonica (CO2). In questo stato, senza l’influsso di qualsiasi altra sostanza, l’aria è inodore e insapore. Tuttavia in questa forma l’aria non esiste in alcun posto al mondo. Le sostanze più diverse si mescolano costantemente all’aria. Talvolta formano anche dei nuovi composti mediante reazioni chimiche.  

E’ importante distinguere tra l’anidride carbonica (CO2) e tutte le altre sostanze inquinanti, poiché la CO2 non è dannosa per l’aria. I concetti «puro» e «pulito» devono quindi essere considerati in modo relativo. Per le persone l’aria è «pulita» se non danneggia la salute. Il problema si complica quando il comportamento umano, ovvero industriale, ma soprattutto militare ha effetti nocivi sull’ambiente.

Cosa danneggia la salute e cosa è accettabile per l’essere umano? In che modo l’aria incide sulla salute? L’inquinamento dell’aria con sostanze inquinanti quali polveri sottili e sostanze gassose tocca tutte le città e gli agglomerati del mondo. L’Europa e in particolare l’Italia non fanno eccezioni. Gli effetti delle sostanze inquinanti nell’aria sulle vie respiratorie e l’apparato cardiocircolatorio sono conosciuti. Il tipo di sostanze inquinanti è chiaramente cambiato negli ultimi decenni.   Per il biossido d’azoto (NO2), prodotto soprattutto dalla trasformazione degli ossidi d’azoto durante i processi di combustione (ad esempio i motori degli aerei), nell’UE il valore limite annuo è di 40 μg/m3. Tuttavia, dal 2002 l’Unione europea non monitora più la qualità dell’aria nei cieli. Infatti, il registro Ines è fermo da allora. Singolare coincidenza: proprio nel 2002 è decollata nel vecchio continente l’aerosolchemioterapia bellica della NATO, segretamente e sotto mentite spoglie civili.

Ecco un metodo infallibile, economico e non ostacolabile per misurare il grado di inquinamento che ricade sulla terra: i licheni come bioindicatori dell'inquinamento atmosferico. Parola al professor Pier Luigi Nimis, del Dipartimento di Biologia dell’ Università di Trieste:

«Il biomonitoraggio si basa sulle variazioni ecologiche indotte dall'inquinamento sull'ambiente; tali variazioni si manifestano in modo più o meno evidente a tre livelli diversi: accumulo delle sostanze inquinanti negli organismi; modificazioni morfologiche o strutturali degli organismi; modificazioni nella composizione delle comunità animali e vegetali. Un buon indicatore biologico deve possedere le seguenti caratteristiche: 1. accertata sensibilità agli agenti inquinanti considerati; 2. ampia distribuzione in tutto il territorio in esame; 3. scarsa mobilità;  4. ciclo vitale lungo; 5. eventuale capacità di accumulo di sostanze inquinanti. I licheni, ed in particolare quelli epifiti, sono in grado di fornire ottime indicazioni sulla qualità dell'ambiente, in quanto il loro metabolismo dipende essenzialmente dall'atmosfera. Le principali caratteristiche che fanno dei licheni dei buoni indicatori dell'inquinamento atmosferico, sono riassumibili in 5 punti: 1) Elevata capacità di assorbimento e di accumulo di sostanze prelevate dall'atmosfera. Mancando di aperture stomatiche ed essendo sprovvisti di cuticola, i licheni attuano gli scambi gassosi attraverso tutta la loro superficie: tale assorbimento si protrae notte e giorno per molti anni. Il metabolismo di questi organismi dipende quasi esclusivamente dalle deposizioni secche ed umide dall'atmosfera; è facile quindi comprendere perché i licheni riescano ad accumulare a livelli facilmente apprezzabili quei contaminanti atmosferici persistenti (metalli, radionuclidi, idrocarburi clorurati, fluoruri, etc.) difficilmente misurabili in campioni di aria. Elementi nutritivi e contaminanti vengono assunti sotto forma gassosa, in soluzione o associati al particellato».

 riferimenti:













1 commento:

  1. Devono smettere...è genocidio ed ecocidio...va FERMATO questo massacro contro la popolazione innocente...non si puo' piu sopportare una devastazione a questi livelli...tutti uniti per salvare almeno i bambini; vittime innocenti di questo male, di questa perfidia!!

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