30.5.15

ADRIATICO: RAPINA DI IDROCARBURI E TERREMOTI ARTIFICIALI



di Gianni Lannes


Quando non bastano gli attentati quotidiani della NATO alla salute e alla sicurezza dei popoli europei, vanno in onda nei mari italiani le rapine legalizzate di gas e petrolio, autorizzate dai governi tricolore, in barba al buon senso ecologico. Due terremoti di origine artificiale, fotocopia uno dell’altro, ossia con identico ipocentro ad appena 10 chilometri di profondità, in aree adriatiche dove imperversano le trivelle a tutto spiano.




La Natura non c'entra: come ben sanno gli omertosi sismologi e geologi assoldati dalla filiale militare a stelle e strisce di Washington. E' sufficiente scorrere il bollettino ufficiale edito dal ministero dello sviluppo economico ed incrociarlo ai dati dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, per comprendere il livello di danni ambientali provocati dal furto di risorse naturali nell’off shore nostrano, dove soprattutto multinazionali straniere fanno i loro porci comodi, serviti e riveriti dal cameriere di turno a palazzo chigi e dintorni. E non c’è bisogno di scomodare il caso altrettanto documentato del terremoto provocato a Caviaga nel 1951, per capire la genesi innaturale di certi sismi. Gli italidioti si sveglieranno dal letargo prima che sia troppo tardi?

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