9.4.15

NAVI DEI VELENI IN ADRIATICO E JONIO: ALCUNI FILMATI SUBACQUEI




insidie misteriose: navi dei veleni, bombe chimiche USA, ordigni radioattivi alleati (mappa non esaustiva!) 

 di Gianni Lannes

Ecco, a campione, alcune navi inabissate in circostanze misteriose a ridosso della costa pugliese, nei mari Adriatico e Jonio. Non si tratta di relitti risalenti alla prima o seconda guerra mondiale, come ho accertato mediante la disamina delle mappe realizzate dalla Marina militare italiana, depositate presso l'archivio storico della Marina militare a Roma. La situazione è ben nota ufficialmente al governo della regione Puglia dal 2005, e ben prima allo Stato, a numerosi governi tricolore, ai servizi di sicurezza, a Maricogecap, eccetera eccetera.



le promesse non mantenute dell'assessore regionale Guglielmo Minervini (piddì)


A tutt'oggi, il governatore uscente Nichi Vendola (sedicente ecologista), dopo dieci anni di mandato ininterrotto, non ha adottato alcun provvedimento di messa in sicurezza e bonifica di una trentina di navi dei veleni, affondate dolosamente nelle acque territoriali (entro le 12 miglia dalla costa pugliese), senza contare i container (definiti dai pescatori locali "cassoni") che hanno provocato la morte l'8 marzo del 1998, al largo del Gargano di due pescatori a bordo del peschereccio Orca Marina di Manfredonia.


Gianni Lannes a caccia di navi dei veleni nel Mediterraneo (foto Gittof)

Quali veleni, ovvero quali e quante sostanze tossiche e/o radioattive contengono questi scafi in evidente fase di deterioramento, nonché le centinaia di container abbandonati in mare e le migliaia di bombe nordamericane caricate con aggressivi chimici (iprite, fosforo) e uranio impoverito affondate deliberatamente, ma comunque vietate dalle convenzioni internaizonali? Quali sono le conseguenze sanitarie ed ambientali, già documentate scentificamente dall'Icram più di un decennnio fa?

Il primo esempio di rilievo è quello di uno scafo lungo 190 metri e largo 40, che giace esattamente a 5,5 miglia a SE di Porto Cesareo (coordinate: 40° 10,46' N - 17° 54,30' E).


Il secondo riferimento è relativo ad uno scafo lungo 100 metri, lergo 30, alto 30 metri, che giace a 9,5 miglia a NW del porto doi Gallipoli (ccordinate: 40° 8,25' N - 17° 48,25' E).


Il terzo esempio si riferisce ad un relitto sprofodnato a 93 metri, a 3,7 miglia a SE dal porto di Otranto (coordinate: 40° 03, 466' N - 18° 33,977' E).

https://youtu.be/dgSmEGuLpP8

 Il quarto esempio è relativo ad un relitto che giace a 95 metri di profonditàt nel mare Adriatico. Esattamente a 20 miglia SE del porto di Brindisi. Lo scafo presenta una lunghezza di circa 80 metri, è largo 30 e alto 15 metri circa.

http://youtu.be/Dr_m5lz1u24



Il quinto riferimento indica un relitto che sonnecchia in fase di evidente disfacimento a 95 metri di profondità. Esattamente a 9,5 miglia a E del porto di Brindisi (coordinate: 40° 39,9286' N - 18° 10,2766 E). Lo scafo ha una lunghezza di circa 70 metri, una larghezza di 15 metri e un'altezza di 20 metri.


http://youtu.be/4YsqmNUIPwY



Il sesto esempio documentato evidenzia un relitto a 3,5 miglia a NE di Brindisi (coordinate: 40° 41,4988' N - 17° 58,7274' E). Giace a 80 metri di profondità. Lo scafo ha una lunghezza di circa 60 metri, una larghezza di 15 e un'altezza di 7 metri.

https://youtu.be/aCVKk3LmlmM


Il settimo esempio circostanziato è relativo ad un relitto che giace a 6,1 miglia a NE del promontorio di Torre Canne (coordinate: 40° 53,934' N - 17° 34,407' E). Lo scafo giace a 80 metri di profondità e misura circa 80 metri di lunghezza, 20 metri di larghezza per un'altezza di 8 metri.

https://youtu.be/yvfDWDL4a28


L'ottavo esempio documentato fa riferimento ad un relitto che si trova a 8,3 miglia a NE del porto di Bisceglie (coordinate: 41° 21,137' N - 16° 36,795' E). La nave giace a 77 metri di profondità; è lunga 100 metri, larga 15, alta 15 metri.

https://youtu.be/Yew3iNaYrAc

riferimenti:


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