4.4.15

NAVI DEI VELENI, BOMBE RADIOATTIVE, ORDIGNI CHIMICI: E IL MARE ITALIANO MUORE!




di Gianni Lannes

Altro che bandiere blu comprate a buon mercato, piuttosto vessilli occulti di malattia e di morte, ben noti all'Unione europea, al governo di Roma e a quello locale. Ecco il mare di Puglia - Adriatico e Jonio - incrostato di relitti pericolosi e insidie belliche. 



Questa è solo uno spaccato italiano (il 10 per cento del fenomeno), un'anticipazione a campione (una ventina di carrette e un sommergibile, senza annoverare i container inabissati), per attestare che il governatore ecologista Nichi Vendola e la sua maggioranza del Piddì a cui adesso ha passato il testimone, pur a conoscenza del fenomeno, non ha fatto nulla per avviare una bonifica dei fondali, dopo dieci anni di mandato da presidente regionale. 







Nella maggior parte dei casi, non si tratta di relitti bellici, o civili risalenti alla prima o seconda guerra mondiale, già mappati a metà degli anni '50 dalla Marina Militare.








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