22.2.15

VACCINI: UN AFFARE MONDIALE










 di Gianni Lannes

Milioni di esseri umani usati come cavie e diffusione di virus. In base alle stime ufficiali (a livello internazionale) alcune multinazionali sulla pelle dell’umanità e grazie alle connivenze degli Stati e della lobby medica, si spartiscono ogni anno una torta di ben 40 miliardi di dollari. Ecco, perché si negano ostinatamente le evidenze sempre più palesi sui danni collaterali provocati dalla vaccinoterapia, a partire dai neonati. In Italia, l’ultimo sequestro di lotti variati di vaccino influenzale risale a qualche mese fa, ma sempre nel belpaese, l’ultimo scandalo poco noto, è piombato nel tribunale di Roma l’estate scorsa. Infatti, sono emerse gravi irregolarità nella somministrazione delle profilassi impiegate per due malattie veterinarie, ovvero la lingua blu e l’aviaria. Un’indagine giudiziaria coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo: 41 gli imputati. le accuse spaziano dalla ricettazione alla corruzione, dalla somministrazione di medicinali in modo pericoloso per l’igiene pubblica alla tentata epidemia, dalla concussione all’abuso d’ufficio.



Il segretario generale del ministero della salute, tale Romano Marabelli, a seguito dell’inchiesta che ha coinvolto anche Vincenzo Caporale all’epoca dei fatti direttore dell’istituto zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise, nonché la virologa Ilaria Capua, deputata di scelta civica, si è autosospeso dalle funzioni. I fatti risalgono agli anni 2003-2004. Viene contestato l’impiego di un vaccino prodotto in Sud Africa senza una sperimentazione che ne valutasse gli effetti indesiderati sugli animali e di conseguenza sugli umani. L’attività illegale avrebbe causato la strage di pecore e capre e capre con significativi danni economici. Di qui le ipotesi di un affare segreto, ossia della vendita di virus che coinvolgerebbe aziende e trafficanti. A svelare parte di questo commercio proibito, un manager di un’azienda che ha patteggiato l’immunità in cambio delle rivelazioni sul contrabbando batteriologico. Lo stesso, nel 1999 si fece spedire in Italia un ceppo dell’aviaria. L’acquisto ha coinciso con un’epidemia di aviaria proprio nel ’99, esattamente negli allevamenti italiani e di altri paesi europei. 



Non è tutto. Un’inchiesta Della Procura di Siena ha ipotizzato un danno all’erario di 2,7 milioni di euro: le sedi della Novartis a Siena e ad Origgio sono state perquisite nell’ambito di un’inchiesta del Nas carabinieri che riguardava la fornitura al ministero della salute del vaccino contro l’influenza nel 2009 (ministro Fazio). Su impulso dell’organizzazione mondiale della sanità il governo tricolore stipulò un contrato con la multinazionale per la fornitura di 24 milioni di dosi di vaccino, per un costo di oltre 184 milioni di euro. Nel 2010 dopo il passato allarme, il ministero chiese di interrompere la fornitura: per le dosi già acquistate, più di 12 milioni, erano stati spesi 97,6 milioni. Per lo stop la Novartis ha ricevuto altri 19,8 milioni di euro. Interrogato a più riprese in Parlamento, il governo Renzi non ha dato alcuna risposta o spiegazione.

Infine, la Glaxo che produce e vende l’esavalente per i bambini, ha ricevuto un finanziamento di 20 milioni di euro, addirittura da chi dovrebbe controllarne l’attività, ovvero dall’Aifa (agenzia di controllo del farmaco) ben 20 milioni di euro.

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