8.12.14

TESORI D'ITALIA: LA VALCAMONICA A PERDERE!

Valcamonica: graffiti della civiltà camuna - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes


Altro che crisi. Le risorse del Belpaese, uniche al mondo, sono storia, geografia, archeologia, tradizioni, genio, intelligenza e creatività. Ma siamo talmente autolesionisti che stiamo distruggendo questo patrimonio mondiale che il mondo ci invidia, a ritmi sempre più accelerati. Ecco quanto documentavo nel dicembre 2005, sulle pagine del settimanale Panorama.


 Valcamonica: graffiti della civiltà camuna - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)




Migliaia di incisioni rupestri dichiarate patrimonio mondiale minacciate da lavori pubblici e vandali.

E' inclusa nei tesori del mondo da proteggere per le sue incisioni rupestri che documentano 13 mila anni di storia d'Europa. Nel 1979 la Valle Camonica, in provincia di Brescia, è stata riconosciuta dall'Unesco patrimonio culturale mondiale. Eppure, nei suoi 1.315 chilometri quadrati, dove è stata scoperta la rosa camuna, simbolo della Lombardia, imperversano senza alcuna valutazione d'impatto ambientale ruspe, martelli pneumatici e betoniere. «Nell'indifferenza di 100 mila residenti, le antiche pietre si deturpano o distruggono, per far largo a strade, gasdotti, tralicci, edifici privati» accusa l'archeologo Ausilio Priuli.

Il primo attacco prende le mosse nel gennaio 2002, quando due ricostruzioni di capanne dell'Età del ferro all'interno della riserva regionale di Ceto-Cimbergo-Paspardo vengono incendiate. Sei mesi più tardi viene sfregiata la roccia numero 30 di Foppe di Nadro, che conserva una composizione risalente all'Età del rame. Nella primavera del 2003 alcune rocce sul sentiero che collega Grevo a San Fiorano vengono frantumate e il tracciato asfaltato; in estate ignoti lasciano il loro segno sulle rocce 36,38, 39 e 40 di Foppe di Nadro.

  Valcamonica - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Nei mesi successivi, per allargare una vecchia mulattiera a Dos Costapeta (Paspardo), si erige un muro in cemento a ridosso di una roccia istoriata che viene danneggiata dalla ruspa. Nel maggio 2004 a Deria (Capo di Ponte-Paspardo), per la posa del metanodotto, viene frantumata una roccia incisa. Poi vengono sfregiate la roccia numero 27 di Foppe di Nadro e una roccia di Paspardo posta nei pressi dei giardini pubblici. Il Masso dei corni freschi, nei pressi di Darfo-Boario Terme, con la sua interessante composizione dell'Età del rame, recentemente restaurata e consolidata dalla soprintendenza, viene utilizzato come parete di arrampicata da sportivi che lo cospargono di polvere di manganese e chiodi.

Un gruppo di archeologi dell'associazione culturale Meorphosis, sostenuti da Anna Maria Basché, presidente della locale sezione di Italia nostra, ha lanciato un appello alle autorità. «Se si arriva a tanto» accusa Basché «dopo ripetuti altri sfregi, significa che è coinvolto tutto un sistema sociale, i suoi valori e la sua permissività, l'incapacità di educare e di far rispettare ciò che ha valore assoluto nel quadro storico-culturale».
 
Tacciono i 41 sindaci camuni, già indifferenti al severo richiamo del World Heritage Committee delle Nazioni Unite. L'organizzazione dell'Onu ha cercato di capire perché, a 26 anni dall'inserimento nella World heritage list (l'Italia è la nazione più rappresentata nella mappa planetaria che contiene 700 aree da tutelare), manca una delimitazione delle aree archeologiche e non esiste alcuna forma di iniziativa pubblica connessa alla ricerca scientifica.

Il World Heritage Committee dell'Unesco ha così lanciato l'allarme sullo stato di conservazione delle incisioni, chiamando gli enti responsabili (su tutti il ministero per i Beni e le attività culturali) «a onorare i doveri di tutela e valorizzazione finora completamente disattesi».

A oggi, però, solo il 30 per cento delle superfici risulta all'interno di parchi di competenza comunale, regionale o nazionale. Ancora troppo poco.


tratto da: 
 

Panorama, n. 9 - 15/12/2005

 

Nessun commento:

Posta un commento

Gradita firma degli utenti.