17.12.14

LA SVENDITA DELL’ITALIA NEL 1992: L’EURO TRUFFA!





di Gianni Lannes


Singolare e poco esplorata coincidenza temporale. Nel 1992, vengono notoriamente trucidati i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, con rispettive scorte di Polizia. Il giudice Falcone stava indagando per suo conto, sulle lavanderie mafiose di denaro di alcuni Stati. Chi ha ideato l'eliminazione dei due magistrati? Per caso il Sisde (servizio di sicurezza civile) su input piombati dall'alto della repubblichetta delle banane? Un fatto è certo: i due manovali di cosa nostra, Riina e Provenzano non avevano il potere, la capacità e nemmeno l'interesse effettivo a farli fuori.


Ecco cosa si agitava in realtà, dietro le quinte a quel tempo. Una gigantesca speculazione bancaria (ma non solo) ai danni del popolo italiano, legittimata dai politicanti Ciampi, Carli, Andreotti, Cossiga, Martelli, Amato (attuale giudice della Corte Costituzionale che da primo ministro ha messo le mani sui conti correnti degli italiani, ed è candidato dal Pd al Quirinale), e poi da Prodi a Berlusconi, da Monti a Letta fino ai fantocci attualmente sulla scena.

Che sottolineare, se non i fatti inequivocabili? Il 29 gennaio 1992 viene emanata la legge 35 (Carli – Amato) per la privatizzazione di istituti di credito ed enti pubblici. Alcuni giorni dopo - il 7 febbraio 1992 - viene promulgata la legge 82 attraverso cui il ministro del Tesoro Guido Carli (ex governatore della Banca d’Italia), attribuisce alla Banca d’Italia il potere di variare autonomamente  il tasso ufficiale di sconto.  
Mediante questi due grimaldelli la Banca d'Italia è divenuta proprietà di banche private che decidono il costo del denaro sancendo il dominio della finanza privata sullo Stato, quindi sui cittadini.

Giulio Andreotti in veste di presidente del Consiglio, unitamente al ministro degli Esteri Gianni De Michelis e al ministro del Tesoro Guido Carli firmano il Trattato di Maastricht, con il quale vengono istituiti il Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e la Banca centrale europea (BCE). Il SEBC è un’organizzazione, formata dalla BCE e dalle banche centrali nazionali dei paesi dell’Unione europea; essa ha il compito di emettere la moneta unica, ossia l’euro, e di gestire la politica monetaria comune.
 Il 26 settembre 2005 un giudice di Lecce, con la sentenza 2978/05, condanna la Banca d'Italia a restituire ad un cittadino  la somma di euro 87,00 a titolo di risarcimento del danno derivante dalla sottrazione del reddito monetario.

Nella sentenza viene sottolineato, inoltre, come la Banca d’Italia, solo nel periodo 1996-2003, si sia appropriata indebitamente di una somma pari a 5 miliardi di euro a danno dei cittadini. Ma ancora non basta, perché la perizia del CTU nominato dal giudice evidenzia i seguenti aspetti: la Banca d’Italia è ormai un ente privato, senza controlli da parte dello Stato; come, pur avendo il compito di vigilare sulle altre banche, Banca D'Italia sia in realtà di proprietà e controllata dagli stessi istituti che dovrebbe controllare; come, dal 1992, un gruppo di banche private decida autonomamente per lo Stato italiano il costo del denaro.

Infatti la BCE è un soggetto privato con sede a Francoforte. E proprio in virtù del Trattato di Mastricht (ex art. 107) è sottratta ad ogni controllo e governo democratico da parte degli organi dell’Unione Europea.

Inoltre, tra i sottoscrittori della BCE, figurano tre stati (Svezia, Danimarca, Inghilterra) che non hanno adottato come moneta l’euro, ma che, in virtù delle loro quote, possono influire sulla politica monetaria dei Paesi dell’euro. 


La Costituzione italiana (promulgata nel 1948) consente limitazioni ma solo per assicurare pace e giustizia fra le nazioni, non già cessioni della sovranità nazionale. Il popolo sovrano ha delegato i suoi rappresentanti ad esercitare la funzione sovrana di politica monetaria, non a cederla a soggetti privati. La nostra sovranità monetaria non è stata ceduta a condizioni di parità, e non a caso   la Banca d’Inghilterra anche se non rientra nell’euro partecipa alle decisioni di politica monetaria del nostro Stato, senza che lo Stato italiano possa in alcun modo interferire nella politica monetaria interna.

A tutti i politicanti, che illegittimamente hanno concesso la sovranità monetaria prima alla Banca d'Italia e poi alla BCE dovrebbero essere contestati i reati di cui ai seguenti articoli:

241 : “Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza dello Stato, è punito con l'ergastolo”.

283codice penale: "Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni".

Così per non finire sotto processo e in galera i politicanti eterodiretti varano un’altra  normativa incostituzionale nel 2006 che li protegge. Si tratta della famigerata legge 24 febbraio 2006 numero 85, intitolata “Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione”.

Con questo artificio fuorilegge i governanti modificano esattamente gli articoli 241 (attentati contro l'indipendenza, l'integrità e l'unità dello Stato); 283 (attentato contro la Costituzione dello Stato); 289 (attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali), ovvero le figure di attentato alle istituzioni democratiche del paese, che, diciamolo, con i reati di opinione hanno ben poco a che vedere.

Perché Sel e il movimento 5 stelle non si battono per far abrogare la legge 85 del 2006, palesemente costituzionale, che assicura l'immunità ai mafiosi di Stato in doppiopetto istituzionale?


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