17.11.14

STRAGE DI USTICA: IL SEGRETO DI ITALIA, ISRAELE, FRANCIA & UNITED STATES OF AMERICA

Menachem Begin







di Gianni Lannes



A volte le parole documentate sono assicurazioni sulla vita, soprattutto quando un ricercatore non ha alcun desiderio di suicidarsi, ma non teme di morire. Insomma, il sapere va condiviso. L'informazione indipendente è il sale della democrazia. Mistero risolto. Se qualcuno parla ancora di Libia, Gheddafi, Mig 23 e di sbriciolamento del Dc 9 Itavia a 25 mila piedi, sappiate che mente, oppure, in buona fede ripete la versione ufficiale inventata dal Sismi di Santovito.





Repetita iuvant. Un atto di terrorismo internazionale posto in essere dal governo di Israele, o meglio, all'epoca dal premier Menachem Begin, ha annientato 81 vite (inclusi due neonati) ed in seguito, oltre una ventina di testimoni scomodi. L’ordine fu impartito dal primo ministro Begin, per arrestare la cooperazione nucleare di Francia e Italia verso l’Iraq. In realtà, era previsto l’abbattimento di un velivolo francese, ma il governo Cossiga sacrificò un aereo civile italiano, per coprire il volo decollato da Marsiglia in rotta verso Bagdad, con un carico di uranio arricchito.



Anche la casta politica italiana in prima battuta è responsabile della strage di 81 persone a bordo del Dc 9 Itavia, soprattutto per aver depistato la vicenda e negato la verità nota sin dal primo istante. Ma anche per aver usato il DC9 Itavia, facendo credere ai sionisti che si trattasse dell’aereo francese che trasferiva in Iraq l’uranio arricchito al 93 per cento. La partita è a tre: Israele, Francia e Italia, mentre Washington ha sempre coperto Tel Aviv. 

La magistratura - compreso il giudice istruttore Rosario Priore - s’è guardata bene dal toccare i politicanti al vertice per conto terzi del Belpaese, accontentandosi di sfiorare il potere militare, uscito comunque indenne. Quando Romano Prodi (che studia per fare l'inquilino del Quirinale e non ha mai vuotato il sacco sulla prigionia di Aldo Moro, ben nota all'entourage democristiano) ha opposto il segreto di Stato relativo alla strage di Ustica e ad Israele, il giudice Priore non ha fiatato, o meglio non si è rivolto alla Corte costituzionale. Perché, di grazia?

Di peggio: il governo Cossiga si profila dietro alla strage di Bologna, realizzata - sotto regia del servizio segreto militare tricolore - per oscurare sul piano mediatico e sociale, l'eccidio di Ustica.

A parte gli attentati in Francia e in Italia nel 1979, per mano del Mossad (responsabile della strage in Italia di Argo 16, come ha accertato il giudice Mastelloni), e poco prima del 27 giugno 1980 e le intimidazioni, a livello ufficiale c’è anche una lettera di mister Shamir al signor Colombo del governo italiano che invita le autorità del nostro Paese ad arrestare immediatamente la fornitura di tecnologia e materiale nucleare all’Iraq. Palazzo Chigi, o meglio Cossiga, non ci sentiva. Tanto da scatenare la reazione militare di Israele che aveva nel mirino anche la Francia. Basta dare un’occhiata alle relazioni parlamentari delle legislature X e XI sul caso Bnl. Dentro c’è anche l’Agip Nucleare oltre alla Snia Techint, all’Ansaldo Nucleare, all’Enea (già Cnen). 

Un anno dopo, l’eccidio sul Tirreno, esattamente il 7 giugno 1981 l’aviazione israeliana bombarda  - con un’operazione militare impensabile, proprio come quella realizzata ad Ustica con velivoli confusi per quelli a stelle e strisce - il centro nucleare Osirak, allestito grazie alla coooperazione tecnologica nucleare di Parigi e Roma. Il velivolo di linea italiano non è esploso in volo, bensì ammarato. I soccorsi sono stati ritardati perché non dovevano esserci sopravvissuti.

Scavando viene fuori che nell’imminenza della tragedia (estate 1980) a ridosso dell’area di affondamento nel Tirreno dell’aereo Itavia, una società che operava per conto dell’Eni, scandaglia i fondali a tremila metri di profondità. Ecco la sorpresa: a capo della Mediterranean Survey Services spa, infatti, figurava il banchiere Francesco Pacini Battaglia: il secondo consigliere di amministrazione era l’ammiraglio Giovanni Torrisi (iscritto alla P2), già capo di Stato maggiore della Difesa. Dopo la tragedia, la MSS dragò per mesi, indisturbata, gli abissi di Ustica, mentre il Governo italidiota e la Marina tricolore sostenevano che non era possibile alcun recupero del relitto a quella profondità. La ditta di Pacini Battaglia e Torrisi - costituita a Roma il 17 luglio 1980, dinanzi al notaio Luigi Napoleone - aveva sede in via Fauro numero 62. Per la cronaca, proprio dove il 14 maggio 1993 esplose un’autobomba. Uno dei soci della MSS era un certo Mario Stevenin, azionista di società gestite da Mario Collodel, specializzate nella vendita e nel traffico di armi, come l’Efim, di proprietà dello Stato italiano.

Secondo Jane’s Defense Weekly Israele è l’unica potenza nucleare in Medio Oriente che possiede da 100 a 300 testate e relativi vettori (missili balistici e da crociera e cacciabombardieri). Secondo stime Sipri, Israele ha prodotto quasi mille chilogrammi di plutonio, e continua a produrne tanto da fabbricare ogni anno 10-15 bombe nucleari. Produce anche trizio, gas radioattivo con cui si assemblano testate neutroniche, che provocano minore contaminazione radioattiva, ma più elevata letalità umana.


riferimenti:


 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/08/guerra-le-bombe-atomiche-di-israele.html








1 commento:

  1. Sono molto contento per la pubblicazione del libro sui fatti di Ustica e sopratutto perchè ci sia ancora un Editore che abbia a cuore la diffusione della Verità. L'informazione corretta è l'unico tramite che attualmente consente di capire quanto sia successo in quell'occasione e in tante altre simili del passato e del presente. Giornalisti indipendenti e personaggi pubblici che abbiano il coraggio di parlare di quanto venga nascosto e secretato dai poteri corrotti all'interno dello Stato, non sono tanti ma rappresentano il volto sano e pulito di questa nostra Nazione che deve ritrovare la vera democrazia, quella la cui priorità è il rispetto dei diritti umani e civili di ogni cittadino. Ognuno può supportare il loro operato.

    RispondiElimina

Gradita firma degli utenti.