20.11.14

ETERNIT: PRESCRIZIONE TOMBALE DELL'AMIANTO





di Gianni Lannes


«Vergogna, vergogna!», «Siete servi dei padroni», è ancora tanta rabbia che si scioglie in lacrime di indignazione. Inevitabile la reazione dei parenti delle vittime dell’Eternit all’assoluzione definitiva per prescrizione del reato del miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, unico imputato per disastro ambientale dopo la morte del barone belga Louis De Cartier. 

Dalla Cassazione è piombata una sentenza preannunciata: la corte presieduta da Arturo Cortese ha annullato senza rinvio, dichiarando prescritto il reato: la sentenza di condanna per il magnate svizzero nel maxiprocesso Eternit. Sono stati annullati anche i risarcimenti per le vittime. La prescrizione, peraltro è maturata al termine del primo grado. 
La richiesta era stata peraltro avallata proprio dal sostituto procuratore generale Francesco Iacoviello. «Non essendo stati contestati gli omicidi, non si può legare il disastro ambientale alle vittime - aveva spiegato il pg - il disastro è prescritto per la chiusura degli stabilimenti nell’86 e pertanto la condanna va annullata».  

Perché il magistrato Raffaele Guariniello invece di procedere per disastro non ha proceduto per omicidio? Oggi, non ci troveremmo con questa prescrizione.
Secondo il procuratore generale della Cassazione, Francesco Iacoviello è stato un errore contestare il reato di disastro perché questo tipo di accusa non è sostenuto dal diritto. Per spiegare le caratteristiche del reato di disastro ha fatto l’esempio del crollo di una casa, mentre nel caso del disastro che causa morti a distanza di decenni (per via della lunghissima latenza del mesotelioma maligno che si manifesta dopo parecchi anni dalla silente e subdola contaminazione) non si riesce a prevedere la permanenza. «Anche se oggi qui si viene a chiedere giustizia, un giudice - ha avvertito il pm Iacoviello rivolto alla Corte - tra diritto e giustizia deve scegliere il diritto».  

Con questa precedente giudiziario che fa giurisprudenza, non si potrà mai incriminare nessuno per disastro per le morti di amianto, perché le malattie si manifestano a distanza di molto tempo. Ed è questa latenza che protegge chi ha commesso questo crimine di cui qui noi rappresentiamo il segno più evidente della sofferenza. L’amianto continua ad uccidere: il picco delle morti è previsto per il 2025, quindi il reato di disastro ambientale doloso è ancora in corso e non si è affatto prescritto» ha detto nel corso della sua arringa l’avvocato Sergio Bonetto che difende i familiari di 400 parti lese. Quanto alla prescrizione Bonetto ha spiegato che in quel modo «non si tiene conto del fatto che tutti i cancerogeni hanno un tempo di latenza molto lungo, e quello dell’amianto varia dai 25 fino ai 40 anni.  


Se ancora ce ne fosse bisogno questa cosiddetta sentenza, fa capire a chiunque quante siano inique e ingiuste le leggi italiane. Ma soprattutto, chi detiene l’autorità su mandato straniero finge di dimenticare che l’amianto è una bomba ad orologeria. Non è possibile che questi ricconi sfondati che l’hanno innescata la passino liscia.
Nel periodo in cui sta decollando il processo di Taranto contro i padroni dell’Ilva, in cui è stato rinviato a giudizio anche il sedicente ecologista Nichi Vendola (governatore della regione Puglia a fine mandato) anch’essi accusati di aver contaminato l’aria, l’acqua e il suolo inquinando l’ambiente, l’incredibile parabola giudiziaria del processo Eternit, dice ancora una volta che nel Belpaese dove molte industrie sono gestite illegalmente esse possono avvelenare impunemente le persone che ci lavorano e che vivono vicino.

L’Italia deve fare i conti con milioni di tonnellate di amianto sbriciolato che si spande ovunque a cielo aperto. Da noi la lana delle salamandre miete attualmente, in media, 5 mila morti all’anno. La legge 257 che ha messo al bando l’asbesto nello Stivale risale al 1992, ma è rimasta quasi ovunque lettera morta: inadempienti le Regioni e quasi tutti gli enti locali. La pericolosità dell'amianto è nota a livello scientifico dal 1910, ma il diritto delle nazioni ha tardato e non è ancora arrivato a fare giustizia.

Ma che razza di diritto è se non tutela la vita, e se una strage non ancora arrestata finisce in prescrizione? 


riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=amianto 

Nessun commento:

Posta un commento

Gradita firma degli utenti.