28.11.14

EMILIANO: IL NUOVO GOVERNATORE PIDDI’ DEL FEUDO DI PUGLIA

di Gianni Lannes


Ecco il sud del sud, dove si coltiva il sottosviluppo istituzionale che alimenta il crimine organizzato dei colletti bianchi e della manovanza di strada. In altri termini, una colonia nella colonia della periferia imperiale, targata nuovo ordine mondiale. Allora, bentornati nell’ex isola felice dei palloni gonfiati di retorica e dei fantocci telecomandati in salsa levantina. Mentre il presidente regionale uscente Nicola Vendola, il sedicente ecologista Nichi, è stato rinviato a giudizio e andrà sotto processo a Taranto per aver favorito l’inquinamento dell’Ilva dei Riva, mandano in onda l’americanata delle primarie, pagata un euro a cranio da quei fessi dei sudditi-elettori (sic!), trattati come analfabeti che al massimo possono mettere una croce sul candidato imposto dal solito sistema. Cittadine e cittadini di questa provincia per gli autoreferenziali politicanti hanno l'anello al naso.

Il candidato alla successione è noto da un lustro, e in attesa di dargli il tronuccio da governatore gli hanno elargito la poltroncina di assessore in quel di San Severo. L'amico Andrea Pazienza si rivolterà nella tomba. Politicamente corretto? Le macerie causate dalla pessima politica svendoliana sono evidenti in tutta la regione, ma di questo stranamente non si discute seriamente, a nessun livello e meno che mai nel senso comune. I giochi sono già fatti da un bel pezzo, a parte le manfrine svendoliane e le promesse non mantenute durante dieci anni. Eppure, la farsa va...

Regalie di ostriche e champagne da un imprenditore in quota Piddì raccontano le cronache giornalistiche. Ve lo ricordate questo magistrato in aspettativa che ha indossato il camicione del “primo cittadino” nella stessa città in cui aveva fatto il giudice? Correva l’anno 2012, quando il “sindaco di Puglia” (slogan dell’attuale campagna elettorale) per essere «stato omaggiato di champagne, vino e formaggi, quattro spigoloni, venti scampi, ...» eccetera. Basta cliccare su internet la voce "Michele Emiliano+ostriche e champagne" per vedere cosa viene fuori. Osservazione a margine: in uno Stato di diritto, un giudice se intraprende la carriera politica deve dimettersi definitivamente dalla magistratura, punto e basta. Invece.

La Capitanata? E' soltanto un mero serbatoio elettorale dal 1946, sfruttato a man bassa soprattutto dalla democrazia cristiana di Vincenzino Russo (sottosegretario andreottiano e dirigente dell’Eni), e in seguito dal cancro partitico, già evidenziato nel 1981 da Enrico Berlinguer in una mitica intervista.

Ci vuole una tripla faccia di tolla per sbarcare in provincia di Foggia, o meglio in Capitanata, dove la giunta regionale dei vari Vendola (il terlizzese che ha offeso più volte pubblicamente la foggianità e i foggiani), Minervini, Stefàno e compagnia bella ha autorizzato sulla terraferma la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, in violazione della Convenzione europea di Aarhus, nonché della legge statale 108 del 2001, per non dire di tutte le normative di protezione ambientale e sanitaria e degli incenritori, a partire dalla Marcegaglia.
 
La Puglia è baricentrica, già nel 1946-47, la Costituente tentò invano - in ragione dell’opposizione politica degli autoctoni - di accorpare la Capitanata appunto a Bari. La Daunia (una delle più estese province d'Italia) è una regione geografica e storica che racchiude il Gargano, il Tavoliere e i Monti Dauni, nonché le Isole Tremiti. La Daunia è stata sfruttata a più non posso, ecco un solo dato ufficiale: in loco sono stati rubati dallo Stato e dalle solite multinazionali ben 40 miliardi di metri cubi di gas. E oggi, i residenti pagano la bolletta ad una società francese (Gdf). Capito il paradosso? 

Forse non contento Vendola, per non fare mancare nulla ai sudditi locali, ha pensato bene, di autorizzare la realizzazione fuorilegge dell’inceneritore di rifiuti dei Marcegaglia, ereditato da un precedente provvedimento di Raffaele Fitto (un accordo di programma illegale, combinato con l'amministrazione di centro sinistra di Manfredonia, ovvero con Paolo Campo del Piddì). In ogni caso, per questa vicenda è stato denunciato lo stesso Vendola unitamente ad altri compagnucci e non, compresi i Marcegaglia, all'autorità giudiziaria con dovizia di prove; ci si augura che al più presto la magistratura svolga il suo compito fino in fondo. 

E che dire degli invasivi impianti eolici in odore di mafia che hanno devastato anche le aree archeologiche in terra dauna, grazie alle autorizzazioni facili della giunta vendoliana: della serie vedi Ordona (Herdonia) - ma non solo - e poi uccidi la storia.

Peggio. La provincia di Foggia non ha un aeroporto (decente), ma paradossalmente ancora 70 anni fa, ne aveva una decina, in ragione della sua conformazione orografica e della sua posizione strategica. 

La Daunia non ha una classe dirigente, non ha autonomia, non ha indipendenza, non ha politica, non ha alcun bene comune, nonostante le notevoli risorse umane, costrette ad emigrare. In compenso, vanta ridicoli professionisti da palcoscenico dell’antimafia, a chiacchiere morte e sepolte.

In ogni caso, la Daunia non ha alcuna rappresentanza politica. Quei rari eletti in Parlamento (neanche un pentastelluto grillino), non hanno alcun contatto con la realtà locale. Peggio ancora, per trovare persone di rilievo che hanno combattuto per la propria terra e i diritti dei propri conterranei, bisogna tornare indietro a Giuseppe Di Vittorio, Domenico Fioritto e Leone Mucci. Destra & sinistra? Indistinguibili al peggio. Così, il berlusconismo ha già stravinto e Renzusconi docet!

La Daunia ha bisogno di autodeterminazione, non di controfigure spuntate dal nulla.


riferimenti:

 http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=daunia

1 commento:

  1. E' veramente uno schifo! E io sono costretta a guardare tutto ciò senza poter far nulla, questa gente è cieca!!!!!!

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Gradita firma degli utenti.