24.11.14

ASINI, ALTRO CHE UMANI

Gargano - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)



 di Gianni Lannes

La sua età si riconosce dai denti. Si accontenta di alimenti più grossolani, ma tiene molto alla bontà dell’oro blu. Esige, infatti, acqua limpidissima e pura; meglio se leggermente salata. Il suo latte fa miracoli. Sfruttato, maltrattato, poi dimenticato, fino a rischiare l’estinzione dopo 5 mila anni di onorato servizio per l’uomo. 

Nel censimento del 1918 erano stai registrati quasi un milione di esemplari. Attualmente, nel Belpaese dei somari umani quanti sono gli asini? Una risposta esauriente non c’è. Manca un censimento a tutt’oggi: è impossibile stabilire l’esatto numero di asini in circolazione, a parte gli uomini. Oltre a quello di Monte Baducco, c’è un altro allevamento di rilievo a Martina Franca, con esemplari dell’omonima razza, gestito dal Corpo Forestale dello Stato, che ne possiede all’incirca 100. Altri gruppi sparsi si trovano nel Gargano, in alcune aree della Romagna, ma anche in Sicilia, Piemonte, Lombardia, Toscana e Sardegna. Le uniche razze che hanno dei registri locali tenuti dagli istituti di incremento ippico sono quella di Martina Franca, quella Ragusana e quella Amiata. A Monte Baducco si trovano animali provenienti da tutto lo Stivale, come i pugliesi e i ragusani, ma anche dall’estero, in particolare dalla Francia.
Adesso, tuttavia,  lentamente, si registra una riscossa. E, dal latte per chi soffre di allergie alla pet therapy, la scoperta delle sue qualità nascoste che cancellano secoli di luoghi comuni. L’asino è molto intelligente. Ma diamo un’occhiata ravvicinata a questo straordinario essere vivente. Parliamo dell’asino domestico: quello selvatico che un tempo scorazzava nelle zone semidesertiche dall’Africa all’Europa, risulta quasi estinto. 

Si chiama onoterapia, vuol dire impiego dell’asino per uso terapeutico, ed è l’ultimo regalo che i bistrattati quadrupedi hanno fatto dell’uomo. Tra i beneficiari, anche tanti portatori di handicap. Al contrario degli ostinati pregiudizi umani, infatti, l’asino è docile e meno irascibile del cavallo, e diventa un animale ostinato e testardo soltanto quando è soggetto a ripetuti maltrattamenti. Per questo motivo i medici preferiscono utilizzarli per chi ha problemi di deambulazione, o per chi è portatore di altre patologie. In Sicilia, esiste il “fitto dell’asino”, per mezzo del quale le famiglie che hanno bambini disabili possono servirsi dell’ausilio di questo essere senza necessariamente acquistarne uno. Il latte d’asina somiglia molto a quello materno, e per questo può essere utilizzato sia dai bambini sia dagli adulti che non possono assumere il comune latte vaccino. Inoltre, il latte d’asina non presenta nessuna delle controindicazioni collegate alla sperimentazione transgenica corrente. La salute ma anche l’estetica: il latte d’asina ha proprietà lenitive per l’epidermide. Contrariamente a quanto si crede, l’asino è dotato di memoria eccellente. Già adulto all’età di due anni, raggiunge facilmente i 30. Per mangiare si accontenta del foraggio più povero rifiutato dalle mucche. 

Equus Asinus. L’asino è classificato nell’ordine dei Perissodattili, nella famiglia degli Equinidi. Gli asini selvatici sono abitatori di località steppose o desertiche e pietrose, dotati di udito, vista e olfatto acuti; estremamente sobri, generosi, eleganti, briosi, sicurissimi e resistentissimi nella corsa più rapida sul terreno infido. Dove non sono ancora rari vivono in branchi da 5 a 20 e più esemplari, guidati da uno stallone. Sono presenti nell’Africa costiera orientale settentrionale, nella Siria, Mesopotamia, Persia,  Kashmir, Tibet, Mongolia. 

Dall’asino selvatico africano deriva l’asino domestico che è sensibilissimo al freddo. In Europa l’asino sarebbe stato introdotto nell’epoca neolitica. L’asino di Pantelleria deve ritenersi a buon diritto, come il puro sangue di tutte le razze europee di asini. L’asino si accoppia fecondamente con la cavalla dando origine a un ibrido, che prende il nome di mulo.

1 commento:

  1. Paragonare l'uomo a l'asino! M'insorgo con veemenza, come vi permettete, non meritano tale insulto.., gli asini!

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