13.10.14

UN SOMMERGIBILE TEDESCO IMBOTTITO DI ARMI CHIMICHE AFFONDATO DINANZI A PALERMO



di Gianni Lannes

Ho ricevuto la seguente nota anonima e la rendo di dominio pubblico in ragione della gravità del problema segnalato, augurandomi che qualcuno possa darmi ulteriori ragguagli per consentirmi una verifica mediante una spedizione subacquea. Se la notizia storica è vera, la situazione nel mare di Sicilia sarebbe gravissima. Gli scienziati folli del terzo reich, poi assoldati in massa da Washington, con l’operazione Paperclip, avevano inventato agenti nervini micidiali come il Tabun (ideato da Gerhard Scharder della IG Farben), contenuto in bombe a grappolo e il Sarin scoperto da Otto Ambros. Chiunque sia a conoscenza effettiva e documentata di questa situazione con probabili conseguenze nefaste sull'habitat marino e sulla salute umana, è invitato a contattarmi con estrema urgenza. Delle istituzioni e delle autorità italiane eterodirette da potentati stranieri non ci si può fidare. Grazie!

«Da: Radio Tre alle ore 17. – Ascoltai la trasmissione quotidiana scientifica “Duemila” di qualche anno fa, diretta e condotta da Rossella Panarese. Gli invitati all’incontro, due scienziati italiani, sostenevano che, davanti al porto di Palermo giace ancora, nel fondale poco profondo, un sommergibile tedesco residuo dell’ultimo conflitto. Lo scafo del natante, hanno ribadito i due scienziati, è pieno di armi batteriologiche e chimiche; in misura oltremodo rilevante. In atto, hanno continuato gli ospiti della trasmissione, il residuato bellico è coperto da ruggine la quale, prima o poi (tra u n mese o 20 anni (?), la corrosione penetrerà all’interno aprendo così lo scafo con il “patatrac” prevedibile e drammaticissimo. Hanno concluso che la storia non è nuova all’ambiente scientifico… Infatti, la presenta nota è stata più volte manifestata da me all’allora, responsabile dei Verdi” Aurelio Angelini in Sicilia ed assistente del presidente della regione per i problemi di ecologia. Ma lo stesso, stranamente, pur manifestandomi la “conoscenza e consapevolezza del fatto… anche a livello ufficiale”, non ha esternato eccessiva attenzione per il caso (come nella trasmissione si riportava) davvero esplosivo… Punto.».

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